Edicolante rifiuta vendere Mein Kampf
POLEMICA 11 Giugno Giu 2016 1054 11 giugno 2016

Mein Kampf con il Giornale, Renzi: «Squallido»

Il premier contro l'operazione de Il Giornale. Per il Pd strizza l'occhio all'estrema destra.

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«Trovo squallido che un quotidiano italiano regali oggi il Mein Kampf di Hitler. Il mio abbraccio affettuoso alla comunità ebraica #maipiù».
Anche Matteo Renzi entra, con un tweet, nella polemica scatenata dall'iniziativa editoriale del quotidiano di via Negri che già aveva scosso la comunità ebraica.

Dal canto suo il direttore Alessandro Sallusti aveva spiegato a Lettera Donna che l'obiettivo dell'iniziativa è «storicizzare la più grande tragedia del Novecento, un secolo segnato da due tragedie: una che si chiamava Stalin e una che si chiamava Hitler. La seconda ha la sua radice dentro il Mein Kampf: per capire quella tragedia bisogna leggerlo. Serve a comprendere come un’idea malvagia abbia potuto causare tutto quello che purtroppo sappiamo».
LA CONDANNA DI IACOPINO. Una posizione non condivisa da Enzo Iacopino, presidente dell'Ordine dei giornalisti che su Twitter ha commentato: «Difficile considerare la distribuzione del Mein Kampf un arricchimento culturale. Va maneggiato con cura, non letto sotto l'ombrellone».


«Un fatto squallido, lontano anni luce da qualsiasi logica di studio e approfondimento della Shoah», aveva invece commentato il presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, definendo «indecente» l'operazione del Giornale.
AMBASCIATA ISRAELIANA SORPRESA. «Sorpresa» è invece stata espressa dall'ambasciata israeliana a Roma. «Se ce lo avessero chiesto», hanno riferito fonti della sede diplomatica, «avremmo consigliato di distribuire libri molto più adeguati per studiare e capire la Shoah».
Da Israele il direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, Efraim Zurroff, ha infine condannato l'operazione commerciale: «Che qualcuno abbia pensato di usare il Mein Kampf per accrescere le vendite è un fatto senza precedenti e allarmante», ha detto. «A quanto pare», ha aggiunto, «quel giornale ha fiutato che c'è richiesta, che sia curiosità o identificazione».
IL PD LA BUTTA SUL BALLOTTAGGIO. Emanuele Fiano, sella segreteria Pd, vede dietro l'operazione elettorale un «disegno obbrobrioso e preciso a Milano e nel resto d'Italia, che mira a portare a votare contro i candidati del Pd tutto l'estremismo neonazista e neofascista che si può raccogliere».
In qualsiasi altro Paese d'Europa, aggiunge, «questa operazione sarebbe stata considerata un'offesa insanabile alla democrazia antifascista, se non addirittura un reato. A Milano il Giornale, il principale organo di stampa a sostegno della campagna di Stefano Parisi, guarda caso proprio nei giorni del ballottaggio, sceglie di arruolare a sostegno del proprio candidato anche l'estremismo più impresentabile. Faccio appello a tutte le coscienze libere e democratiche del nostro Paese e alle comunità ebraiche perché questa vergognosa operazione non passi sotto silenzio».
FASSINO: «HITLER PER STRIZZARE OCCHIO ALL'ESTREMA DESTRA». Dice la sua anche Piero Fassino, candidato a Torino. «Squallido e indecente riesumare persino Hitler per strizzare l'occhio all'estrema destra nelle città al voto». E, ancora: «La verità e il dolore immane della Shoah non devono essere sporcati da un richiamo al pensiero orribile del nazismo, antistorico e anti-umano. Ed è con questi sentimenti che rivolgo il mio più affettuoso abbraccio alla comunità ebraica italiana e, idealmente, a tutti coloro che hanno pagato fino al sacrificio della vita la loro eroica opposizione al nazifascismo».
Lia Quartapelle, capogruppo dem in commissione Esteri alla Camera, mette il carico da 90: «Farage e Grillo che vogliono sbaragliare l'Europa, un giornale vicino a Forza Italia che diffonde il Mein Kampf di Hitler; sembra un film dell'orrore ma è tutto vero. L'alleanza populismi-destre cerca di riportarci indietro di decenni, in periodi contrassegnati da guerre, muri di divisione e dall'assenza di umanità e solidarietà. Spetta alle forze democratiche bloccare questa deriva. A partire dalle nostre città dove un buon governo porta integrazione e sviluppo».

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