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CONFLITTO 11 Giugno Giu 2016 1621 11 giugno 2016

Sirte, liberato il porto: Isis in fuga

Dopo un mese di offensiva le forze libiche hanno ripreso il controllo di gran parte della città.

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Il premier del governo di unità nazionale Fayez Al Sarraj.

Il porto di Sirte è di nuovo sotto il controllo delle forze libiche, mentre continua la battaglia per liberare la città natale di Gheddafi dall'Isis.
Nell'offensiva lanciata il mese scorso contro la roccaforte dei jihadisti in Libia, i miliziani fedeli al governo di unità nazionale sono riusciti a mettere in fuga gli estremisti islamici e a tagliare le loro linee di rifornimento via mare, grazie anche al sostegno delle bombe lanciate dagli aerei e ai missili sparati da navi da guerra.
ISIS IN FUGA NEL DESERTO. Secondo il generale Mohamed al Ghasri, portavoce dell'operazione militare su Sirte, i leader dell'Isis sono fuggiti nel deserto a Sud e molti di loro si sono tagliati barba e capelli nel tentativo di confondersi in mezzo ai civili in fuga. Tuttavia, centinaia di militanti sono ancora sotto assedio nel centro della città costiera, dove nelle ultime ore infuriava la battaglia. Dopo aver assicurato il controllo del porto, secondo le truppe fedeli al premier Fayez Sarraj, Sirte sarà completamente liberata entro due-tre giorni.
GENTILONI: «SIRTE PUÒ ESSERE LIBERATA». «In Libia le forze fedeli al governo possono liberare Sirte da Daesh. L'Italia appoggia l'impegno di Sarraj contro il terrorismo e per l'unità della Libia», ha twittato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Gli scontri odierni si sono concentrati sulla sala Congressi Ouagadougou, usata dall'Isis come centro di comando e per la diffusione dei video di propaganda. Le forze leali al governo di Tripoli hanno lanciato bombardamenti pesanti contro il compound appoggiate anche dai caccia. I jihadisti hanno risposto con i cecchini, mitragliatrici e colpi di mortaio. Il governo riferisce che due soldati sono stati uccisi e otto sono rimasti feriti.
JIHADISTI ACCERCHIATI. Il portavoce dell'esecutivo ha detto alla Bbc che le truppe stanno avanzando molto più rapidamente nel centro della città dove trovano un numero di mine e di autobomba inferiore al previsto, segno che i jihadisti sono accerchiati e non hanno il tempo di organizzarsi. «La paura più grande per le forze libiche è la presenza dei cecchini e la possibilità che i civili possano essere intrappolati nelle zone di conflitto», ha detto Ahmed Hadia, un portavoce delle truppe fedeli al governo di unità nazionale. Alti ufficiali di Tripoli sperano che una vittoria a Sirte possa ridurre le divisioni politiche che ancora affliggono il Paese. Le forze anti-Isis sono composte soprattutto dalle brigate di Misurata. L'offensiva su Sirte è stata lanciata il mese scorso, inizialmente partita solo dai gruppi armati della città dopo aver realizzato che i jihadisti stavano pericolosamente avvicinandosi. Ma sono anche sostenute dal governo di Tripoli, appoggiato dall'Onu.

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