MASSACRO 12 Giugno Giu 2016 2000 12 giugno 2016

Orlando, killer 29enne fa strage in un locale gay

Il bilancio è di 50 morti e 53 feriti. L'uomo è stato poi ucciso. La telefonata al 911: «Giuro fedeltà ad Al Baghdadi». 

 

  • ...

La peggiore strage di massa nella storia degli Stati Uniti. Anche Orlando - come Columbine, Newtown, San Bernardino - verrà ricordata per un massacro legato alle armi da fuoco. E come nel caso di San Bernardino a compiere il massacro è stato un immigrato di prima generazione. Come nel caso di San Bernardino sembra che il movente sia di natura religiosa. I numeri sono spaventosi: 50 morti e oltre 50 feriti, opera del 29enne di origini afghane Omar Seddique Mateen.
HA UCCISO 50 PERSONE. L'uomo è entrato alle 2 di notte del 12 giugno nel Pulse, uno dei locali gay più frequentati di Orlando. Ha fatto fuoco all'impazzata ed è poi rimasto barricato per alcune ore nel club. La sparatoria, iniziata all'interno del locale, sarebbe poi continuata fuori, quando una guardia che lavorava nel club ha tentato di affrontare l'aggressore. Quest'ultimo si è ritirato nel retro e ha ripreso a sparare prendendo degli ostaggi. Finché la polizia non ha fatto irruzione all'interno del Pulse uccidendo Mateen.
SI SEGUE LA PISTA TERRORISTICA. L'Fbi sta seguendo principalmente due piste investigative: l'omofobia e il terrorismo di matrice islamica. Senza escludere che entrambe possano aver giocato un ruolo nell'atto folle di Mateen. Il padre del 29enne - sostenitore dei talebani secondo il Washington Post - ha assicurato che l'unico movente della strage è l'omofobia: «Il movente religioso non c'entra nulla. Ha visto due gay che si baciavano a Miami un paio di mesi fa ed era molto arrabbiato. Siamo scioccati come il resto dell'America».
L'ISIS RIVENDICA L'ATTACCO. Eppure, secondo quanto riferito dall'emittente Nbc News, il killer ha telefonato al 911 proclamando fedeltà al leader dell'Isis Abu Bakr Al-Baghdadi. Versione confermata anche dal senatore repubblicano Adam Schiff, membro della commissione parlamentare di Intelligence. Lo stesso Daesh ha rivendicato l'azione attraverso l'Amaq, l'agenzia di stampa del Califfato: «L'attacco è opera di un combattente dell'Isis». Mateen inoltre era già finito nel radar dell'Fbi, ma le indagini aperte sul suo conto sono state interrotte nel 2014.
Mateen era impiegato in una società di sicurezza privata. Figlio di genitori afghani emigrati negli Usa, il killer di Orlando è cresciuto a Port St. Lucie, a circa 200 chilometri dalla città della strage. Nel passato di Mateen un matrimonio fallito dopo due anni. L'ex moglie ha parlato di un uomo violento, instabile e apparentemente non attratto dal radicalismo islamico.
LE TESTIMONIANZE DEI SOPRAVVISSUTI. Fatto sta che l'uomo si è reso protagonista di un massacro spaventoso. I primi allarmi sono stati lanciati da chi si trovava all'interno del locale attraverso i social network. «Stavamo ballando e improvvisamente si sono sentiti spari, urla, la gente si è buttata a terra ma molti grondavano sangue e chi ha potuto, come me, ha cercato di scappare», ha detto uno dei sopravvissuti. Le testimonianze sono scioccanti. Racconti di panico e orrore. «Ero lì. Appena si sono sentiti gli spari, erano circa le 2 di notte, la gente che ballava sul palco si è sdraiata sul pavimento. Chi come me era vicino al bar è riuscito a uscire attraverso le uscite posteriori che si trovavano a sinistra del bancone. Quando siamo usciti, si sentivano ancora gli spari», ha riferito un uomo.
QUESTIONE ARMI. Il presidente americano Barack Obama ha parlato alla nazione e ha auspicato nuovamente una riflessione e un ripensamento sul diritto all'uso delle armi: «Il massacro di Orlando mostra come è facile per gli americani essere uccisi a scuola, in chiese, nei cinema o nei nightclub. Questa strage è un ulteriore richiamo a come sia facile per qualcuno entrare in possesso di un'arma». Del resto gli statunitensi rappresentano quasi il 50% dei possessori di arma nel mondo. I numeri parlano chiaro: 300 milioni di armi in circolazione, il doppio rispetto al 1968; 11mila vittime nel solo 2013; 61 omicidi di massa dal 1982 al 2014.
OBAMA: «I NOSTRI CUORI SONO SPEZZATI». Obama ha proseguito il suo discorso invitando i suoi concittadini a non tradire i valori americani: «I nostri cuori sono spezzati oggi. È stato un atto di terrore e di odio. Ma dobbiamo dimostrare che siamo un Paese che è soprattutto identificato per l'amore e non per l'odio».
Di diverso tenore il commento del prossimo candidato repubblicano alle presidenziali Donald Trump, noto per le sue posizioni radicali sull'immigrazione: «Apprezzo le congratulazioni per essere nel giusto sul terrorismo dell'Islam radicale, ma non voglio congratulazioni, voglio durezza e vigilanza. Dobbiamo essere svegli».

Correlati

Potresti esserti perso