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STATI UNITI 13 Giugno Giu 2016 1616 13 giugno 2016

Orlando e le altre stragi: come i killer comprano le armi

In 15 degli ultimi 16 massacri, pistole e fucili sono stati acquistati legalmente. Anche da persone con problemi mentali. Da San Bernardino a Columbine.

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Veglia in memoria delle vittime della strage di Orlando.

In 15 degli ultimi 16 omicidi di massa negli Usa, le armi utilizzate sono state acquistate dai killer legalmente e dopo accertamenti delle autorità federali.
E la strage di Orlando non fa eccezione. «Homegrown extremism», estremismo cresciuto entro i confini nazionali: così Barack Obama ha definito il massacro, spiegando il killer ha agito dopo aver acquistato un tipo armi «non difficili da ottenere. Corriamo un rischio nell'essere così indulgenti sulle armi».
Mateen aveva due diverse licenze per il porto d’armi, una statale e una come guardia giurata, ed entrambe sarebbero scadute nel settembre del 2017.
MOLTI CON PRECEDENTI. Almeno otto dei responsabili delle sparatorie avevano precedenti criminali o documentati problemi mentali. Ma questo non ha impedito che ottenessero gli strumenti necessari a uccidere persone innocenti.
Il New York Times ha sintetizzato i casi più recenti.

1. Orlando, 12 giugno 2016: 50 morti

Cinquanta persone muoiono il 12 giugno nel più grave omicidio di massa della storia degli Usa.
Il responsabile, Omar Mateen, utilizza un fucile d'assalto Ar-15 e una pistola calibro 9 mm.
Nel 2013, l'Fbi aveva scoperto che Mateen aveva fatto alcuni discorsi con i colleghi, grazie ai quali sarebbe stato possibile collegarlo a idee di stampo jihadista.
«NESSUNA REALE MINACCIA». L'anno successivo, la polizia federale l'aveva investigato per un presunto legame con un americano partito per la Siria, concludendo però che «Mateen non costituiva una reale minaccia all'epoca»
Pochi giorni prima della strage, l'omicida ha comprato legalmente la pistola e il mitra, ha fatto sapere un ufficiale federale. «Non essendo una persona interdetta dall'acquisto, è potuto entrare in un negozio di armi a comprare le armi senza problemi», ha spiegato Trevor Velinor, un agente dell'Ufficio Alcol, Tabacco, Armi da fuoco ed Esplosivi.

2. San Bernardino, 2 dicembre 2015: 14 morti

Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik, marito e moglie, uccidono 14 persone in un ufficio a San Bernardino, in California.
Vengono trovate quattro armi: un fucile d'assalto Smith&Wesson, uno Dpms, una pistola Smith&Wesson e una Llama.
«RADICALIZZATI DA TEMPO». «Riteniamo che entrambi si fossero radicalizzati da molto tempo», ha dichiarato David Bowdich, assistente del direttore dell'Fbi.
L'uomo aveva comprato le due pistole legalmente al negozio Annie’s Get Your Gun a Corona, in California.
Enrique Marquez, un vicino di casa di Farook, aveva invece comprato i due mitra. Marquez è stato poi inquisito dall'Fbi per aver fornito le armi ai due attentatori.

3. Oregon, 1 ottobre 2015: 9 morti

Christopher Harper-Mercer, 26 anni, uccide nove persone all'Umpqua Community College in Oregon, dove lui stesso aveva studiato. Era armato con sei pistole e un fucile d'assalto Del-Ton.
Lo studente era stato nell'esercito per un mese, ma era stato congedato prima di aver finito l'addestramento basilare.
Nel 2009 si era laureato al Switzer Learning Center a Torrance, in California, per studenti con difficoltà cognitive e problemi emotivi.
14 ARMI DA FUOCO. In tutto, Harper Mercer possedeva 14 armi da fuoco, tutte comprate legalmente in un negozio autorizzato.
Alcune erano state acquistate da lui stesso, altre da membri della sua famiglia.

4. Roanoke, 26 agosto 2015: 2 morti

Vester Lee Flanagan, 41 anni, spara e uccide un reporter e il suo cameraman in diretta con una pistola Glock a Roanoke, Virginia.
Nel 2000 viene archiviato un processo intentato da Flanagan contro la rete televisiva che l'aveva licenziato.
LICENZIAMENTI IN SERIE. Nel 2012 era stato assunto in un'altra emittente, ma dopo alcuni mesi il suo capo aveva denunciato il linguaggio e i comportamenti violenti dell'uomo, che era stato nuovamente cacciato.
Secondo quanto riportato dalle autorità, a giugno Flanagan aveva comprato senza difficoltà la pistola usata per il duplice omicidio. Non era infatti stato accusato di nessun crimine, né gli erano stati riscontrati problemi mentali.

5. Louisiana, 23 luglio 2015: 2 morti

Utilizzando una pistola semiautomatica calibro .40 acquistata in un banco dei pegni, John R. Houser ammazza due persone e ne ferisce altre nove in un cinema a Lafayette, in Louisiana.
LICENZA NEGATA. Nel 2006, viene negata a Houser la licenza per armi da fuoco a causa di alcune accuse di violenza domestica.
Nel 2008, viene mandato in cura da un giudice in un ospedale psichiatrico. Nel 2014, Houser riesce a comprare la pistola in un negozio in Alabama, sebbene il permesso gli fosse stato precedentemente negato.

6. Charleston, 17 giugno 2015: 9 morti

Dylann Roof, 21 anni, uccide nove persone con una Glock calibro .45 in una chiesa frequentata storicamente da neri a Charleston, in South Carolina. Nel febbraio 2015, Roof aveva ricevuto un'infrazione per possesso illegale di droga. Ad aprile, ha acquistato la pistola in in un negozio di armi.
FALLA NEI CONTROLLI. Dato il precedente, gli sarebbe dovuto essere impedito, ma l'esaminatore dell'Fbi non riuscì a trovare il report della polizia sull'infrazione di febbraio.

7. Marysville, 24 ottobre 2014: 4 morti

Jaylen Ray Fryberg, 15 anni, usa la pistola Beretta del padre per uccidere quattro compagni nella caffetteria della sua scuola a Marysville, nello Stato di Washington.
IL PADRE ACCUSATO DI VIOLENZE. Nel 2002, il padre di Jaylen era stato accusato di violenza domestica, reato che avrebbe dovuto automaticamente inserirlo nel database dell'Fbi.
Nel 2013, l'uomo fece richiesta della pistola in un negozio di armi della riserva indiana in cui viveva con il figlio. I controlli sul suo background non avevano riportato le accuse del 2002, e la Beretta era stata regolarmente venduta.

8. Fort Hood, 2 aprile 2014: 3 morti

Il soldato Ivan Antonio Lopez apre il fuoco con una Smith&Wesson semi-automatica nella base di Fort Hood, uccidendo tre persone e ferendone altre 16.
STRESS POST TRAUMATICO. Nel 2011, Lopez era tornato da un turno di quattro mesi in Iraq e aveva detto ai suoi superiori di soffrire di stress post traumatico. Nel 2014 viene visitato da un medico militare, che gli prescrive un farmaco per curare depressione e ansia. Il primo marzo Lopez acquista la pistola nello stesso negozio dove nel 2009 un altro soldato aveva comprato l'arma usata per uccidere 13 persone.

9. Washington Navy Yard, 26 settembre 2013: 12 morti

Aaron Alexis, 34 anni, usa un fucile Remington per uccidere 12 persone nel Washington Navy Yard.
Nel 2011, Alexis viene congedato con disonore.
IL MITRA NO, IL FUCILE A POMPA SÌ. Un mese prima della sparatoria aveva chiesto due volte aiuto al dipartimento per la tutela dei veterani e aveva detto alla polizia di Rhode Island che si sentiva seguito e che percepiva vibrazioni negative dalle pareti del suo hotel.
Nel settembre 2013, gli viene negato l'acquisto di un fucile automatico, ma non quello del fucile a pompa usato per fare la strage.

10. Sandy Hook, 14 dicembre 2012: 27 morti

Adam Lanza, 20 anni, uccide 26 persone nella scuola elementare Sandy Hook, principalmente bambini, dopo aver ammazzato la madre nella sua casa di Newtown, in Connecticut. Il ragazzo ha utilizzato due fucili semi-automatici per la strage.
NESSUNA CURA PSICHIATRICA. Uscito dal liceo nel 2009, i suoi compagni hanno successivamente dichiarato che era stato vittima di bullismo e che non aveva amici.
Secondo un report dello Stato del Connecticut, Lanza non aveva ricevuto nessuna cura psichiatrica per i disturbi di cui soffriva.
La madre era una fanatica delle armi, e possedeva in casa un vero e proprio arsenale.

11. Oak Creek, 5 agosto 2012: 6 morti

Wade M. Page, 40 anni, uccide sei persone con un fucile semi-automatico Springfield nell'atrio di un tempio Sikh a Oak Creek, in Wisconsin.
Durante la leva, Page era stato accusato di comportamento criminale dopo che aveva sparato contro il muro di un bar.
SUPREMATISTA BIANCO. Nei primi Anni 2000, attira l'attenzione delle autorità per le sue affiliazioni con una banda di suprematisti bianchi. Nel 2012 acquista l'arma legalmente, dopo aver passato il controllo dei precedenti penali.

12. Aurora, 20 luglio 2012: 12 morti

James E. Holmes, 24 anni, uccide 12 persone e ne ferisce 70 in un teatro di Aurora, in Colorado, con un fucile semi-automatico Smith&Wesson, un fucile a pompa Remington e una pistola Glock.
UN ARSENALE IN CASA. A partire dal dicembre 2011, Holmes aveva comprato legalmente più di 3 mila proiettili per la pistola, 3 mila per il fucile semi-automatico e 350 caricatori per il fucile a pompa, tutto su internet. Nel maggio 2012, era andato in visita da uno psichiatra e aveva iniziato il processo per abbandonare il suo corso di studi. Nei 60 giorni prima della strage aveva comprato quattro pistole a un negozio di armi locale. Le visite psichiatriche non avevano rappresentato un ostacolo.

13. Oakland, 2 aprile 2012: 7 morti

One L. Goh, 43 anni, apre il fuoco con una pistola semi-automatica in un piccolo college religioso a Oakland, in California, dove aveva studiato.
Dopo il massacro, alcune testimonianze lo avevano dipinto come un tipo solitario e asociale.
PISTOLA COMPRATA LEGALMENTE. L'uomo aveva legalmente comprato la pistola in un negozio di armi.

14. Tucson, 8 gennaio 2011: 6 morti

Jared L. Loughner, 22 anni, uccide sei persone con una pistola Glock in un parcheggio di un supermercato a Tucson, in Arizona.
Nel 2007, Loughner era stato arrestato per il possesso di strumenti atti all'uso di droga, ma le accuse erano cadute. L'anno successivo, non passò un test anti droga per entrare nell'esercito. Nessuno dei due incidenti gli aveva impedito di acquistare l'arma.
FALLA NEI CONTROLLI. Nell'ottobre del 2010 viene obbligato a lasciare il campus perché i responsabili temevano per la sicurezza degli studenti. L'incidente non risultò nei controlli del suo background, quando il 30 novembre del 2010 acquista la pistola a Tucson.

15. Fort Hood, 5 novembre 2009: 13 morti

Il maggiore Nidal Malik Hasan, 39 anni, psichiatra dell'esercito di stanza in Afghanistan, apre il fuoco dentro un ambulatorio di Fort Hood, in Texas, uccidendo 13 persone e ferendone 43.
MESSAGGI ANTI-AMERICANI. Tra il dicembre 2008 e il giugno 2009, le agenzie di intelligence avevano intercettato 10 messaggi tra Hasan e un religioso yemenita noto per i suoi insegnamenti anti-americani.
Nell'estate 2009, le autorità federali lasciano cadere le accuse per non aver riscontrato alcuna minaccia violenta. Il 31 luglio 2009, Hasan compra legalmente la pistola.

16. Binghamton, 3 aprile 2009: 13 morti

Jiverly Wong, 41 anni, spara almeno 98 colpi di pistola all'interno di un'associazione civica di Binghamton, in New Jersey, dove aveva fatto un corso di inglese. Uccide 13 compagni di classe e impiegati dell'associazione.
Wong era stato arrestato o segnalato dalla polizia almeno cinque volte dal 1990. Al momento della sparatoria, non era al centro di nessuna indagine, né gli erano stati riscontrati problemi mentali.
CONTROLLI PASSATI AL SECONDO TENTATIVO. Nel marzo 2008, l'uomo compra la prima delle due pistole usate, passando senza alcun problema i controlli. Nel marzo 2009, Wong acquista la seconda pistola, ma i controlli sul suo background questa volta non passano inosservati. Ottiene la pistola grazie a una legge che permette l'acquisto se dopo tre giorni dalla richiesta non vengono presentate dalle autorità buone motivazioni per il diniego.

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