Orlando Strage 160612210956
LA TESTIMONIANZA 13 Giugno Giu 2016 0800 13 giugno 2016

Orlando, i messaggi tra una vittima e la madre

Negli sms di una delle vittime del Pulse tutto l'orrore della carneficina. 

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A Orlando, in Florida, un 29enne ha ucciso 50 persone.

«Mamma, sto per morire»: è uno degli sms scritti da Eddie Justice, 30 anni, alla madre Mina mentre sentiva avvicinarsi gli spari nel bagno del Pulse dove si era rinchiuso per sfuggire alla strage a Orlando in cui hanno perso la vita 50 persone (leggi cosa sappiamo della strage). Eddie non ce l'ha fatta. Il suo corpo è uno dei pochi finora identificati dalla polizia.
Questo sms è uno dei tanti scambiati, insieme con messaggi su Facebook e Twitter, in quelle tre lunghissime ore in cui il gay club è rimasto in ostaggio di Omar Mateen, prima dell'intervento della polizia.
Il dialogo tra Eddie e la madre resta però uno dei più inquietanti.
«NEL CLUB STANNO SPARANDO». «Mamma, ti voglio bene» è il primo sms, alle 02.06. Poi ne seguono altri. «Nel club stanno sparando». «Intrappolato nel bagno».
La donna risponde frenetica: «Stai bene? Che locale?».
Lui risponde telegrafico. E disperato: «Pulse. In centro. Chiama la polizia». E ancora: «Sto per morire».
«CI HA PRESO». La donna, dopo aver chiamato la polizia, si precipita al Pulse. E lì continua lo scambio di messaggi con il figlio Eddie: «Quale bagno?». Eddie scrive ancora: «Sta arrivando. Sto per morire. Ci ha preso». E ancora: «È nel bagno con noi», scrive Eddie, rispondendo alla madre che ci sono «molti» feriti.
«Presto, è nel bagno con noi». «È l'uomo in bagno con voi?», chiede la madre. «un terrore, sì». È questo l'ultimo messaggio delle 2 e 50.

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