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TRAGEDIA 13 Giugno Giu 2016 1337 13 giugno 2016

Strage di Orlando: chi era Omar Mateen

29 anni, figlio di genitori afgani ma nato a New York, era finito sotto la lente dell'Fbi. Ma poi l'indagine fu chiusa per mancanza di indizi.

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Omar Seddique Mateen in una foto postata sul suo profilo Twitter da Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste in rete.

Un 'lupo solitario' simpatizzante dell'Isis e con tendenze omofobe. Questi i tratti distintivi di Omar Saddiqui Mateen, l'autore della sparatoria nel locale gay 'Pulse' a Orlando, la peggiore nella storia degli Usa.
AMERICANO DI PRIMA GENERAZIONE. Mateen, 29 anni, originario di Port St.Lucie, in Florida, era un americano di prima generazione nato a New York, figlio di genitori afghani emigrati in Usa. Probabilmente non si era mai integrato veramente, il padre stesso, del resto, era simpatizzante dei talebani.
RICHIAMI A BOSTON E SAN BERNARDINO. Mateen, che faceva la guardia in un penitenziario minorile, e che per questo aveva due diverse licenze per il porto d'armi, ha rivendicato la sua azione telefonando al 911 e dicendo all'operatore di voler giurare fedeltà al leader dell'Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, dopo aver menzionato gli attentatori di Boston di origine cecena.
L'uomo ha usato un fucile-mitragliatore d'assalto Ar-15, la stessa arma usata per la strage di San Bernardino contro i disabili. Due macabre citazioni che rafforzano il quadro di un 'attentatore della porta accanto' che si inserisce sulla scia di un terrore nato e coltivato in America in un mix di mancata integrazione, seduzione integralista e odio per le minoranze.
SOTTO LA LENTE DEL FBI. La cosa che ha destato scalpore, riaprendo il dibattito sulle possibili falle nella sicurezza, è che anche Mateen, come i due fratelli ceceni, era sotto i radar dell'Fbi: era una delle cento persone sospettate di essere simpatizzanti dell'Isis a Orlando. Il quotidiano Daily Beast riferisce che Mateen divenne «persona di interesse» nel 2013 e poi nuovamente nel 2014. A un certo punto, l'Fbi aprì anche un'indagine su di lui, ma poi chiuse la pratica quando non comparve nulla che suggerisse il proseguimento delle indagini.
POSSIBILI LEGAMI CON UN JIHADISTA. In particolare gli inquirenti aveva indagato Omar per possibili contatti con Moner Abusalah, anche lui di Fort Pierce, vicino ad una brigata qaedista e noto per alcuni video dove inneggiava alla morte per i gay. L'uomo è morto come attentatore suicida in Siria nel maggio 2014.
Per la Cnn il killer di Orlando ha frequentato la moschea dove andava occasionalmente a pregare Abusalha, anche se per il portavoce della moschea, non è chiaro se i due si conoscessero.
DUE VOLTE IN ARABIA SAUDITA. Secondo quanto riportato da Cnn e Nbc, Mateen sarebbe stato due volte in Arabia Saudita: la prima nel 2011 e la seconda nel 2012. Sentito dalla Nbc, il portavoce del ministero degli Interni di Riad avrebbe confermato un viaggio di Omar per partecipare a un pellegrinaggio alla Mecca.
SEGUACE UN DI IMAM ANTIGAY. Ma emergono anche dettagli inquietanti sui media Usa sulle frequentazioni di Mateen. Il ventinovenne era seguace di Marcus Dwayne Robertson, noto come Abu Taubah, 47 anni, un imam che predicava l'odio contro i gay e con un passato che solleva più di un interrogativo sul controllo dei sospetti di terrorismo. Lo rivela Foxnews citando fonti investigative. Robertson sarebbe stato interrogato insieme ad alcuni suoi colleghi.
Robertson è stato un marine per sei anni. Durante questo periodo, però, divenne il capo di una banda di rapinatori: i suoi complici, musulmani, erano guardie della sicurezza. Arrestato nel 1991, dopo quattro anni di carcere accettò un accordo per andare in Egitto sotto copertura per conto dell'Fbi. Questo lavoro durò 15 anni. Ma proprio in quest'occasione si convertì all'islamismo. Per un certo periodo era anche stato la guardia del corpo dello sceicco responsabile nel 1993 dell'attentato fallito al World Trade Center.
IL PADRE SIMPATIZZANTE DEI TALEBANI. Il padre, Mir Seddique Mateen, ha escluso in modo categorico che il movente sia stato la religione e ha ipotizzato che a far scattare la rabbia del figlio sia stato un bacio tra due gay a Miami. Ma il quotidiano Washington Post ha rivelato che Mir è un sostenitore della politica dei talebani afgani e che in passato ha condotto una trasmissione televisiva chiamata 'Durand Jirga' sul canale 'Payam-e-Afghan', in onda dalla California. In uno dei suoi video rintracciabili su YouTube, Mateen esprime sostegno ai talebani: «I nostri fratelli del Waziristan, i nostri guerrieri nel movimento e i talebani dell'Afghanistan stanno risollevandosi».
L'EX MOGLIE: «POCO RELIGIOSO E VIOLENTO». L'attentatore si era sposato nel 2011 con Sitora Yusufiy, una donna uzbeka conosciuta online. L'unione durò appena quattro mesi e il divorziò arrivò dopo due anni. L'ex moglie lo ha descritto come violento, mentalmente instabile, non molto religioso (pare che preferisse trascorrere il tempo in palestra più che pregare) e apparentemente non influenzato dall'Islam radicale. All'inizio, ha raccontato, «sembrava una persona normale, molto riservata. Ma poi ha cominciato a picchiarmi». La donna ha dichiarato di aver tagliato tutti i legami con l'uomo quando ha cominciato a diventare violento e ad abusare di lei. Yusufy, che ha raccontato che un tempo Mateen voleva diventare poliziotto, non aveva più notizie del suo ex marito da sette anni.
Mateen ha avuto un figlio dalla seconda moglie, Noor Zahi Salman.
MATEEN USAVA UNA CHAT GAY. Secondo quanto riportato da varie testate, in particolare l'Orlando Sentinel e il Los Angeles Times, vari testimoni affermano di aver visto una dozzina di volte Mateen al Pulse. Non solo, un cliente ha affermato di aver chattato con il killer attraverso l'app per incontri gay Jack'd.

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