SALUTE 14 Giugno Giu 2016 1226 14 giugno 2016

Berlusconi, intervento al cuore concluso positivamente

L'operazione per sostituire la valvola aortica è terminata senza complicazioni dopo quattro ore e mezza. Letta: «Tutto bene, ora sono più tranquillo». Per due giorni l'ex premier in terapia intensiva. Foto.

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Si è concluso bene, al San Raffaele di Milano, l'intervento di sostituzione della valvola aortica a Silvio Berlusconi. L'operazione è stata eseguita a cuore aperto, ed è durata quattro ore e mezzo. Secondo fonti dell'ospedale, in sala operatoria non ci sarebbero state complicazioni. L'ex premier verrà trasferito in terapia intensiva, dove è previsto che resti due giorni per monitorare costantemente gli esiti dell'intervento.
DUE GIORNI DI TERAPIA INTENSIVA. Poi sarà trasferito in reparto, dove dovrebbe passare circa una settimana di degenza; a seguire dovrà sottoporsi per un mese alla riabilitazione tipica dei pazienti che hanno subìto un intervento al cuore (quest'ultima dovrebbe avvenire a casa). Ma «per recuperare una normale e piena attività», ha spiegato il cardiochirurgo del Policlinico Gemelli di Roma Massimo Massetti, «saranno necessari un paio di mesi. Quanto ai rischi attuali, tenendo conto che l'intervento oggi è andato bene e non ci sono state complicazioni, è chiaro che più 'ci si allontana' dal momento dell'operazione più il rischio di complicanze diminuisce».
A guidare l'equipe chirurgica il prof. Ottavio Alfieri. «Tutto bene, ora sono più tranquillo», ha dichiarato l'amico e consigliere Gianni Letta (guarda le foto).
OPERAZIONE ANDATA BENE. «L'operazione è andata bene, come sapete», ha detto alla stampa il fratello Paolo, «l'ho potuto vedere, respirava regolarmente, eravamo sereni prima, e siamo ancora più sereni adesso. I chirurghi hanno fatto il loro dovere nel modo più professionale possibile, adesso sta a mio fratello completare l'opera».
«È andato tutto come previsto», hanno fatto sapere il chirurgo e il medico personale.
«Ora è in terapia intensiva e aspettiamo che si svegli», ha detto al Corriere della Sera il professor Alfieri.
I SUPPORTER SOTTO IL REPARTO. Il chirurgo nel 2014 è stato il primo a realizzare un impianto della valvola aortica senza suture, e il suo reparto è un riferimento nazionale per la chirurgia coronarica a cuore battente.
Un sostenitore napoletano del Cav ha trascorso la notte davanti all'ingresso, con una bandiera di Fi e uno striscione appeso a una ringhiera: «Forza Silvio, Napoli è con te, non mollare».
Prima dell'operazione, la compagna Francesca Pascale era stata vista in lacrime affacciata da un balcone del reparto in cui l'ex Cav era ricoverato. «Il cavaliere è forte e supererà anche questa», ha detto Fedele Confalonieri all'uscita dall'ospedale.

Come si è svolta l'operazione

L'operazione «È tecnicamente semplice». Ad affermarlo è il cardiochirurgo Massimo Massetti.
«Un intervento semplice, ma reso tale anche dalle condizioni generali del paziente che, come nel caso del presidente Berlusconi», sottolinea Massetti, «sono buone».
Ma come si svolge questo tipo d'intervento? La prima fase, chiarisce Massetti, «consiste nel 'fermare' il cuore per poter sostituire la valvola aortica: si apre dunque il torace, con una tecnica convenzionale o con tecniche mininvasive a seconda delle situazioni».
IL CUORE VIENE FERMATO. A questo punto, si ferma il cuore: «Ciò vuol dire», spiega, «che si installa un sistema di circolazione extracorporea collegando il paziente alla cosiddetta 'macchina cuore-polmone', in modo che il flusso della circolazione sanguigna venga gestito 'dall'esterno'. Quindi, si inietta una soluzione fredda nel cuore con una funzione protettiva, ed il cuore viene come ibernato».
LA SOSTITUZIONE DELL'AORTA. Si arriva così alla parte centrale dell'intervento: «A cuore fermo, si apre l'aorta e si preleva la valvola aortica malfunzionante, sostituendola con una protesi meccanica o biologica». Le protesi biologiche, chiarisce Massetti, «sono di origine animale e presentano alcuni vantaggi come quello di non richiedere ad esempio terapie anticoagulanti, garantendo una buona qualità di vita».
Tali protesi biologiche, però, «vanno incontro a degenerazione e vanno sostituite dopo 10-15 anni».
SI FA RIPARTIRE LA CIRCOLAZIONE. L'ultima fase dell'intervento consiste nel far ripartire il cuore: «Si disinnesca cioè la circolazione extracorporea, si riscalda il cuore che riparte e si chiude il torace».
Quanto alla ripresa post-operatoria, «si prevedono di solito 24 ore di terapia intensiva ed alcuni giorni in reparto».

Due giorni sotto stretta sorveglianza

Ora l'attenzione si sposta sul decorso post operatorio. Al momento, «dopo le prime 24-48 ore in terapia intensiva per una stretta sorveglianza della funzionalità dei vari organi e di potenziali complicanze, Berlusconi trascorrerà alcuni giorni in reparto. Probabilmente saranno tre-quattro giorni, con l'obiettivo di monitorare la cicatrizzazione della ferita e sottoporre il paziente a esami per la funzionalità del cuore e accertarsi che la ripresa sia normale».
FIOSOTERAPIA INTENSA. Terzo passo nella 'tabella di marcia' post-operatoria sarà, quindi, la permanenza in un centro di riabilitazione: «Berlusconi sarà trasferito in una struttura ad hoc per la riabilitazione, dove dovrebbe rimanere per due-tre settimane. Qui il paziente seguirà dei protocolli di fisioterapia intensi, per recuperare sul piano fisico e delle performance cardiovascolari. Si tratta, in pratica, di un programma di esercizi fisici e riabilitativi, ginnastica e cyclette per recuperare forza fisica e mirati anche all'ambito motorio e neuromuscolare».
CONVALESCENZA A CASA. Terminato questo periodo, «il paziente potrà rientrare a casa per un periodo di convalescenza di qualche settimana».
Quanto alla protesi valvolare aortica impiantata a Berlusconi, afferma Massetti, «era previsto che fosse una bioprotesi, ovvero una protesi biologica di origine animale». Questo tipo di protesi, chiarisce, «presenta alcuni vantaggi come quello di non richiedere terapie anticoagulanti, garantendo una buona qualità di vita e senza particolari indicazioni restrittive nella dieta alimentare».
BIOPROTESI DA SOSTITUIRE DOPO 10-15 ANNI. Tali bioprotesi, però, «vanno incontro a degenerazione e vanno sostituite dopo 10-15 anni, anche se oggi non è più necessario un secondo intervento chirurgico per la sostituzione, che può invece essere effettuata con catetere attraverso una tecnica non chirurgica». Dunque, ha concluso l'esperto, «credo che, nel caso di Silvio Berlusconi, sia stata la scelta migliore».

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