Papiri di Ercolano.
ARCHEOLOGIA 14 Giugno Giu 2016 1756 14 giugno 2016

Papiri di Ercolano, tecnica a raggi X per leggerli

Nuova metodologia per leggere i contenuti dei fragili documenti senza srotolarli.

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Papiri di Ercolano.

Un nuovo esperimento, dopo quelli di circa un anno fa, dimostra che è possibile leggere papiri di Ercolano senza srotolarli. La tecnica si basa sulla «tomografia a raggi X, solitamente utilizzata in ambito medico, e sfrutta una serie di algoritmi di analisi dei dati, sviluppati ad hoc per lo svolgimento virtuale», spiega Alessia Cedola, ricercatrice di Nanotec-Cnr, i centri che hanno guidato il progetto.
AUMENTA IL CONTRASTO DELLE LETTERE. La metodologia, descritta dalla rivista Scientific Reports, punta ad amplificare il contrasto tra la scrittura e il papiro, così da individuare e distinguere al meglio il testo al suo interno, come già dimostrato in precedenza dal gruppo guidato da Vito Mocella dell'Istituto per la microelettronica e microsistemi del Cnr.
ROTOLI CONSERVATI A NAPOLI. I rotoli, sopravvissuti all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che colpì Ercolano e Pompei, fanno parte dell'unica biblioteca romana che si è conservata fino ai giorni nostri e si trovano in gran parte conservati nella Biblioteca nazionale di Napoli.

La villa custodiva quasi duemila papiri

La Villa dei Papiri fu costruita tra il 60 ed il 50 a.C.. Il proprietario era probabilmente Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Caio Giulio Cesare.
Dopo l'eruzione la villa fu invasa dal fango.
DOCUMENTI IN GRECO. Al suo interno, dal suo ritrovamento nel 1752, furono rinvenuti 1.826 rotoli di papiro carbonizzati, custoditi in alcune casse e avvolti in scorze di legno, alcuni andati distrutti durante la fase di srotolamento. Le prime traduzioni dei papiri, per lo più scritti in greco, si devono a Camillo Paderni e all'abate Antonio Piaggio. Quest'ultimo aveva creato una macchina simile a un telaio per il loro studio.
TESTI DI FILOSOFIA E GUERRA. Ma di cosa parlano i testi? In gran parte sono trattati di filosofia epicurea, molti realizzati da Filodemo da Gadara. Quelli in latino parlano invece della guerra tra Marco Antonio e Cleopatra contro Augusto, tratta dall'opera De bello Actiaco.

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