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TERRORISMO 14 Giugno Giu 2016 0817 14 giugno 2016

Parigi, poliziotto e compagna uccisi: Isis rivendica

Il killer morto nel blitz delle forze speciali: aveva preso in ostaggio la donna e il figlio. Era già stato condannato per affiliazione a una rete jihadista e aveva il telefono sotto controllo. Su Facebook: «Euro2016 sarà un cimitero».Tre fermati.

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Il luogo del delitto. Nel riquadro, il killer Larossi Abballa.

Ancora sangue, ancora terrore, ancora una rivendicazione dell'Isis a Parigi.
Nella Francia blindata per l'allerta terrorismo e l'Euro 2016 una nuova agghiacciante spedizione di morte viene firmata col nome del Califfato.
Un uomo, poi neutralizzato dalle forze speciali, ha brutalmente ucciso un ufficiale di polizia prima di barricarsi nella casa di quest'ultimo prendendo in ostaggio la compagna, poi ritrovata morta, e il figlio di tre anni della coppia. Il presidente francese, François Hollande, ha confermato che gli omicidi sono definibili come «azione terroristica».
FERMATE TRE PERSONE. Il killer si chiamava Larossi Abballa, aveva 25 anni ed abitava a Mantes-la-Jolie, poco lontano dal luogo dell'assassinio dei due agenti.
Proprio nei dintorni dell'abitazione dell'uomo è in corso un'operazione dell'antiterrorismo. Mentre tre individui vicini ad Aballa sono stati fermati. Nel computer del killer è stata trovata una lista di sei bersagli, tra cui due personalità pubbliche. E lui stesso avrebbe rivelato alla polizia di agire «per rispondere al comunicato dell'emiro» al Baghdadi.
CONDANNATO A TRE ANNI PER TERRORISMO. Secondo quanto si è appreso dai media francesi l'attentatore era già stato condannato nel 2013, insieme con altre sette persone, a tre anni e sei mesi con la condizionale per «associazione per delinquere mirata alla preparazione di atti terroristici». L'organizzazione favoriva il reclutamento in Francia, la formazione fisica e ideologica e l'invio in Pakistan di giovani volontari per il jihad.
Intervistato da Le Figaro, il giudice antiterrorismo Marc Trevidic, che lo incriminò, lo ricorda «uno come tanti di quelli che finiscono in queste inchieste islamiche, imprevedibile, capace di fingere. Certo è che voleva fare il jihad, si era addestrato in Francia non militarmente ma fisicamente».
TELEFONO SOTTO CONTROLLO. Ma Larossi Abballa, dopo la condanna, non era uscito dal mirino dell'antiterrorismo. Era finito coinvolto in un'inchiesta su una filiera jihadista siriana negli ultimi mesi ed era seguito dalla Sdat, la direzione antiterrorismo. Era schedato come 'S', il livello che indica gli individui radicalizzati a rischio terrorismo, e aveva il telefono sotto controllo.
L'uomo avrebbe postato su Facebook prima dell'azione terroristica un video di rivendicazione. Un lungo messaggio in cui invita a uccidere poliziotti, secondini, giornalisti e rapper.
«EURO 2016 SARÀ UN CIMITERO». E in cui dichiara che «Euro 2016 sarà un cimitero». Il video, ormai inaccessibile, è stato visionato da un noto giornalista francese esperto di antiterrorismo, David Thomson, che ha poi postato su Twitter le informazioni. Fra l'altro, Thomson riferisce che Larossi Abballa ha postato sulla sua pagina le foto delle vittime e ha affermato di avere «risposto favorevolmente allo sceicco Adnani», l'«emiro» di Daesh in Siria.
VALLS: «CI SARANNO ESPULSIONI». «Ci saranno delle espulsioni, certi individui non possono più restare sul territorio nazionale», ha dichiarato il premier francese Manuel Valls. «La Francia viene attaccata per i suoi valori e la sua democrazia», ha aggiunto. Mentre il responsabile dell'Interno, Bernard Cazeneuve, promette che lo Stato farà in modo che eventuali «complici» di Larossi Aballa «non siano nelle condizioni di nuocere».

«Era un combattente dell'Isis»: la rivendicazione è arrivata a tarda notte attraverso l'Amaq, l'agenzia di stampa del Califfato, citata dal Site, la società che monitora le attività online delle organizzazioni jihadiste.
E secondo una fonte giudiziaria citata da Le Monde, l'inchiesta è stata affidata all'antiterrorismo fin dall'inizio per tre motivi fondamentali: l'«obiettivo» (la polizia), il 'modus operandi' dell'assalitore e le «parole da lui pronunciate» durante il negoziato con le teste di cuoio del Raid.
Prima ancora della rivendicazione dell'Isis, l'uomo avrebbe infatti dichiarato agli agenti di agire per conto dei terroristi dello Stato islamico.
IL BLITZ DOPO LE TRATTATIVE. Intorno a mezzanotte, dopo il definitivo fallimento delle trattative, le forze speciali hanno lanciato il blitz uccidendo il killer e ritrovando il corpo senza vita della donna. Mentre sono riusciti a trarre in salvo il piccolo indenne. Successivamente è stato accertato che la madre «è stata uccisa con una ferita da taglio al collo».
La donna aveva 36 anni ed era segretaria d'amministrazione nel commissariato di Mantes-la-Jolie, a due chilometri dal luogo dell'attacco. Il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, ha espresso «infinita tristezza» per l'accaduto e ha reso omaggio al «sangue freddo» delle forze speciali.
Il dramma si è consumato poco prima delle 20:30, quando al momento di tornare nella sua casa di Magnanville, nel dipartimento delle Yvelines, l'ufficiale di 42 anni (presso il commissariato di Les Mureaux) è stato brutalmente ucciso da nove colpi di pugnale.
COMPAGNA E FIGLIO IN OSTAGGIO. Il killer ha avuto accesso poi all'interno dell'abitazione della vittima e prende in ostaggio la compagna - anch'essa funzionaria di polizia segretaria nel commissariato di Mantes-la-Jolie - e il figlioletto di tre anni.
Sono cominciate poi le trattative per convincere l'omicida ad arrendersi, ma lui è si asserragliato all'interno, prima non ha risposto, poi, secondo le fonti, ha dichiarato di essere dello Stato islamico. Il quartiere è stato blindato, gli abitanti fatti uscire dalle loro abitazioni, tagliati luce e gas.
ASSALTO TRA LE ESPLOSIONI. Verso mezzanotte, due forti detonazioni e il definitivo assalto delle teste di cuoio del Raid, le stesse che intervenirono all'Hyper Cacher nel gennaio del 2015. Secondo fonti citate da Bfm-Tv, durante il blitz, l'uomo ha aperto il fuoco contro gli agenti, il che gli ha indotti a ucciderlo per legittima difesa. Poi la macabra scoperta del corpo senza vita della donna. Salvo solo il bimbo, «sotto choc ma indenne», come riferito dal procuratore della Repubblica di Versailles, Vincent Lescloum.

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