Violenza Noexpo 150501185227
TRIBUNALE 14 Giugno Giu 2016 2308 14 giugno 2016

Scontri 1 maggio 2015, tre condanne a Milano

Una sola sentenza per devastazione. Due imputati tornano liberi.

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Le tute e i caschi dei black bloc abbandonati per terra dopo gli scontri del primo maggio 2015 a Milano.

Tre condanne a pene comprese tra un anno e 8 mesi e 3 anni e 8 mesi, ma soltanto una per l'accusa principale di devastazione, accusa caduta invece negli altri due casi, e un quarto imputato assolto.
Si è chiuso così, con rito abbreviato e in primo grado, il processo milanese a carico di quattro giovani antagonisti che, secondo l'iniziale ipotesi d'accusa poi in gran parte smontata dal giudice, avrebbero fatto parte di quei circa 300 'black bloc' che il primo maggio del 2015 misero a ferro e fuoco Milano durante il corteo contro l'Expo, che si apriva quel giorno.
LEGALI SODDISFATTI. Un esito processuale che ha lasciato molto soddisfatti i legali dei quattro imputati, gli avvocati Eugenio Losco, Mauro Straini, Luigi Pelazza e Niccolò Vecchioni, anche perché due ragazzi sono tornati liberi e per uno potrebbero essere presto revocati gli arresti domiciliari.
Per la procura, invece, è comunque importante che il reato di devastazione contestato abbia retto anche per una sola posizione e ciò alla luce degli eventuali sviluppi delle indagini sul 'blocco nero' che mise in atto una guerriglia urbana e distrusse, tra le altre cose, 10 filiali di istituti di credito, 44 auto e 18 vetrine di negozi.
In particolare, la mattina del 14 giugno, il gup Roberta Nunnari ha condannato a 3 anni e 8 mesi (per lui erano stati chiesti 5 anni e 8 mesi) Andrea Casieri (è ancora detenuto in carcere) con la concessione delle attenuanti generiche e per i reati di devastazione e incendio, resistenza a pubblico ufficiale e travisamento.
Edoardo Algardi e Niccolò Ripani (per loro erano stati chiesti 4 anni e 4 mesi) sono stati condannati, invece, rispettivamente a 2 anni e 2 mesi e a un anno e 8 mesi (pena sospesa) per il solo reato di resistenza, mentre per loro è caduta l'accusa di devastazione.
DALL'ACQUA ASSOLTO. Per Ripani, tra l'altro, sono stati revocati i domiciliari, mentre la difesa di Algardi potrà chiedere la revoca della misura. Assolto, invece, da tutte le accuse, compresa la devastazione, Alessio Dall'Acqua, il quale dopo sei mesi di carcere era stato messo ai domiciliari ed è tornato libero.
L'inchiesta, condotta dalla Digos e coordinata dal pm Piero Basilone, aveva portato all'arresto dei quattro antagonisti il 12 novembre 2015, dopo sei mesi di indagini basate soprattutto sui filmati delle telecamere che avevano ripreso gli scontri.
Un quinto giovane milanese destinatario della misura cautelare è ancora latitante, mentre nello stesso blitz erano stati arrestati ad Atene anche cinque anarchici per i quali la Grecia, però, nei mesi scorsi non ha concesso l'estradizione non riconoscendo, in sostanza, il reato di devastazione e quella che l'autorità giudiziaria greca ha ritenuto un sorta di «responsabilità collettiva».
La sentenza del 14 giugno, poi, secondo le difese, ha dimostrato che almeno tre dei quattro imputati «non facevano assolutamente parte del 'blocco nero'» e, hanno aggiunto i legali, al giovane condannato per devastazione, "anche lui estraneo a nostro giudizio", è stato inflitto "il minimo della pena". Oggi il gup ha riconosciuto anche un risarcimento da quantificare in sede civile per Unicredit, parte civile per due filiali danneggiate. Riconosciuto anche un risarcimento per danni di immagine da 15mila euro per il Ministero dell'Interno, parte civile che aveva chiesto 300mila euro. Le motivazioni saranno depositate tra 90 giorni. Nei mesi scorsi erano arrivate condanne, patteggiamenti e anche un'assoluzione per alcuni 'No Expo' arrestati in flagranza quel pomeriggio con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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