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LE INDAGINI 16 Giugno Giu 2016 1849 16 giugno 2016

Esplosione a Milano, si indaga su picco di gas

L'anomalia in uno degli appartamenti. Ma non si esclude atto volontario.

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La palazzina di via Brioschi esplosa domenica 12 giugno.

L'esplosione di una palazzina a Milano non ha ancora una risposta.
Con l'indagine stanno però emergendo alcuni dettagli.
Da fonti vicine agli inquirenti si è appreso di un «picco anomalo» nel contatore del gas dell'appartamento della famiglia Pellicanò, dove è morta Micaela Masella.
PICCO DI GAS. Il picco si sarebbe verificato alle «6.30 del mattino». L'orario è però da confermare e andrebbe collocato all'interno di una più ampia finestra di 24 ore.
Le analisi sui flussi di gas nei contatori non elettronici, infatti, partono da una 'memoria del contatore' che ha circa 24 ore. Quindi più correttamente, hanno fatto notare gli esperti, il picco nell'erogazione di metano è stato registrato tra le 6 del mattino di domenica e le 6 del mattino di sabato. Per questo gli inquirenti stanno attendendo che i tecnici dell' A2a, azienda di servizi elettrici, riescano a spiegare questa anomalia.
Tra le varie ipotesi che gli inquirenti stanno prendendo in considerazione e su cui stanno facendo accertamenti, oltre a quella del malfunzionamento di un impianto o di un errore umano, c'è anche quella di un gesto volontario, ipotesi che era stata esclusa nelle prime ore delle indagini dopo la tragedia.
L'OMBRA DELLA DEPRESSIONE. Al momento sono stati ascoltati anche parenti e amici della famiglia Pellicanò. Da quanto si è saputo, alcuni avrebbero raccontato che Giuseppe Pellicanò, nonostante fosse separato dalla moglie Micaela viveva ancora con lei e le due bambine ricoverate per ustioni. L'uomo aveva anche attraversato un periodo di depressione.
Una fase difficile che, però, secondo altri testimoni era stata superata.
Gli inquirenti non hanno ancora potuto ascoltare la versione di Pellicanò che è ricoverato per ustioni gravi.

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