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MAFIA 17 Giugno Giu 2016 1908 17 giugno 2016

Mafia, il killer clan Strisciuglio di Bari pentito per amore

L'amore per la moglie e la nascita della figlia hanno spinto Michele Miccoli, pluripregiudicato barese, a diventare collaboratore di giustizia.

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Un agente della Direzione investigativa antimafia.

Un rapporto nato quando lui era già in carcere, attraverso le parole che lei gli scriveva facendogli immaginare un futuro diverso, lontano dalla criminalità e da tutto il male commesso. È quanto avvenuto a Michele Miccoli, pluripregiudicato barese di 36 anni, ritenuto il killer del clan Strisciuglio e il referente dell'organizzazione mafiosa sul quartiere San Paolo, diventato collaboratore di giustizia per amore.
IN CARCERE DA DIECI ANNI. Miccoli si trova in carcere ormai da quasi dieci anni per i reati di rapina, mafia e traffico di droga. In questo lasso di tempo ha sposato la donna di cui si era innamorato, conosciuta tramite un amico comune, ed ha avuto una figlia.
UN VERBALE DI MILLE PAGINE. Agli inquirenti dell'Antimafia di Bari ha raccontato in oltre mille pagine decine di omicidi, autoaccusandosi di alcuni di questi delitti, oltre alle affiliazioni, alla gestione dei traffici illeciti del clan, dalla droga alle estorsione, e ai rapporti con le altre organizzazioni criminali della città.
PROCESSO AL CLAN STRISCIUGLIO. L'avviso di deposito del verbale è stato comunicato dal pm di Bari Patrizia Rautiis nell'udienza preliminare che si sta celebrando nell'aula bunker di Bitonto dinanzi al gup Francesco Pellecchia nei confronti di 49 presunti affiliati al clan Strisciuglio. Tra gli imputati anche il capo clan, Domenico Strisciuglio, detto 'Mimmo la luna' e i suoi fratelli Sigismondo e Vincenzo.
Gli imputati, che hanno chiesto tutti il rito abbreviato e nei confronti dei quali la Procura avanzerà richiesta di condanna nella prossima udienza del 14 settembre, rispondono a vario titolo di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga, detenzione di armi ed esplosivi, lesioni personali aggravate, estorsioni.
FATTI CONTESTATI TRA IL 2011 E IL 2015. I fatti contestati dalla Dda di Bari si riferiscono agli anni 2011-2015 e riguardano presunte attività e illecite gestite dal clan nei quartieri baresi Libertà, Bari Vecchia, San Girolamo, Carbonara, Santo Spirito e San Pio, ingaggiando in alcuni casi minorenni. Tutti fatti confermati dal pentito. Quaranta degli odierni imputati furono arrestati nel luglio 2015 dai carabinieri nell'operazione Agorà e le dichiarazioni di Miccoli, alcune ancora secretate, potranno aprire adesso nuovi scenari d'indagine e dare colpevoli a crimini irrisolti.

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