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EMERGENZA 17 Giugno Giu 2016 1100 17 giugno 2016

Migranti morti, la tragedia spiegata in infografiche

In 20 anni 60 mila vittime tra chi attraversava un confine. Sono 3.400 nel 2016. Inghiottite dal Mediterraneo 3.770 persone nel 2015. Le mappe dei flussi.

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In soli cinque mesi sono morte 3.400 persone.
È il triste record diffuso dall'Organizzazione mondiale delle migrazioni (Iom) sui migranti che hanno perso la vita mentre tentavano di attraversare un confine nel 2016.
L'80% SOLO IN EUROPA. Il dato, nonostante si riferisca a tutti i Paesi del mondo, assume particolare gravità se si considera che l'80% di questi decessi è avvenuto sulle rotte che portano all'Europa.
Il primo confronto che salta all'occhio è quello con l'anno precedente.
Rispetto ai primi mesi del 2015 - nell'intero anno persero la vita 5.400 persone - il numero dei decessi è cresciuto del 12%.
MEDITERRANEO LETALE. Nel corso del 2015 i morti nel Mediterraneo sono stati 3.770, al secondo posto di questa classifica le acque del Sud-Est asiatico dove le vittime sono state 787.
Altro punto caldo il confine tra Stati Uniti e Messico con 400 decessi.
IN 20 ANNI MORTE 60 MILA PERSONE. Nelle pagine del report Iom si legge anche che dal 1996 al 2015 sono morte 60 mila persone che hanno tentato di attraversare un qualsiasi tipo di frontiera, via terra e via mare.

La rotta mediterranea: 3.770 vittime nel 2015

La direttrice tra Nord Africa e Italia è stata la tratta più sanguinosa in assoluto in Europa, ma non l'unica.
OLTRE 800 MORTI TRA TURCHIA E GRECIA. All'origine di quella che è poi passata alla cronaca come rotta balcanica c'è il tratto d'acqua che divide Grecia e Turchia.
Nel 2015 tra i flutti del mar Egeo sono scomparsi 806 migranti.
E si tratta di stime, perché i corpi ritrovati sono stati solo il 75% rispetto al totale dei dispersi.

La via dell'estremo Oriente: nel 2015 quasi 800 morti

La regione del Sud-Est asiatico è una delle tre più pericolose per chi tenta di attraversare il confine.
500 MORTI NEL GOLFO NEL BENGALA. La rotta è quelle va dal Bangladesh e Myanmar verso la Thailandia e la Malesia.
In particolare nel tentativo di salvarsi dalle violenze nello Stato birmano del Rakhine hanno perso la vita 787 persone, soprattutto nel tratto di mare delle Andamane.

Il confine tra Messico e Stati Uniti: 294 decessi nel lato americano

È stato uno dei temi più discussi nelle delle Primarie repubblicane e sarà probabilmente una questione aperta anche alle Presidenziali di novembre 2016: si tratta dei 3 mila chilometri che dividono Stati Uniti e Messico.
IN UN ANNO MORTE 400 PERSONE. Durante il 2015 migliaia di persone hanno cercato di attraversare l'ultima frontiera americana e di queste 400 hanno perso la vita.
Significativo il fatto che 294 sono morte nel lato americano mentre solo 27 lungo quello messicano.
In generale nel viaggio verso Nord sono morte solo 79 persone.
È però difficile dire quanto i dati siano attendibili dato che il Messico è uno dei Paesi con il numero maggiori di sequestri e le sparizioni di migranti sono all'ordine del giorno.

Crescono anche gli arrivi: solo a maggio 13 mila in Italia

Sul fronte degli sbarchi i numeri dei primi mesi del 2016 sono in linea con l'anno precedente, ma non per il mese di maggio.
Ad affermarlo Frontex, l'agenzia dell'Ue per il controllo delle frontiere.
Nel mese di maggio gli arrivi sono stati 19 mila, il doppio rispetto ad aprile.
Nella settimana dal 20 al 27 maggio 13 mila persone sono state salvate nel tratto di mare tra Italia e Libia.
La rotta principale è quella del Mediterraneo centrale anche se inizia ad aumentare la tratta che va dall'Egitto all'Italia.
DIMINUISCE IL FLUSSO BALCANICO. Nel Mediterraneo orientale scende invece il flusso di migranti tra Turchia e Grecia.
A maggio gli arrivi nelle isole greche sono stati 1.500 con un calo del 60% rispetto al mese precedente, frutto anche degli accordi tra Ue e Ankara.

Diminuiscono le richieste di asilo: in Italia -10%

Intanto stando ai dati Eurostat nel primo trimestre del 2016 sono diminuite le richieste di asilo in Europa.
Negli ultimi mesi del 2015 le domande erano state 426mila, mentre tra gennaio e marzo si sono attestate su 287 mila, un calo del 33%.
Calo anche per l'Italia che passa dalle 24.710 degli ultimi tre mesi del 2015 ai 22.335 dei primi mesi del 2016.
Con questi numeri l'Italia si piazza al secondo posto in Europa per richieste ricevute dopo la Germania, che comunque raccoglie il 61% delle domande
CALO PIÙ FORTE IN NORVEGIA. In generale il Paese che ha visto il calo più netto di richieste è stata la Norvegia con un meno 95%.
All'estremo il Paese che ha avuto un boom di richieste nei primi mesi dell'anno è stata l'Ungheria: +691%.
UN MILIONE SENZA RISPOSTA. Sempre secondo i dati Eurostat ci sarebbero anche un milione di richieste di asilo che devono ancora essere esaminate dalle autorità europee.
Solo un anno fa, nel marzo del 2015, le pratiche ferme erano 560 mila, ora sono 1.011.990.
Anche in questo caso il Paese che si trova a gestire il volume di domande più importante è la Germania con 473.010 richieste in esame, il 43% del totale, seguita da Svezia (147.300) e Austria (84.500).

In Italia pakistani e sub-sahariani, nel resto d'Europa siriani e afghani

Destini diversi per Italia ed Europa su flussi e richiedenti asilo.
Nel nostro Paese la maggior parte di quelli che hanno presentato domanda nei primi quattro mesi del 2016 sono stati pakistani (4.125), nigeriani (3.535) e gambiesi (1.940).
Le richieste da parte di cittadini siriani si sono invece fermate a 330.
I SIRIANI PREFERISCONO LA GERMANIA. Nello stesso periodo l'Ue ha ricevuto 102.350 domande di asilo da parte di siriani, 88 mila delle quali in Germania, 35 mila da cittadini iracheni e 34 mila da afghani.

Twitter @AlbertoBellotto

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