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L'ALLARME 21 Giugno Giu 2016 1438 21 giugno 2016

Minori, garante Campania: «Zone in cui incesto è normalità»

Secondo una ricerca, le vittime di abusi intrafamiliari sarebbero almeno 200.

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Ogni anno in Italia sono circa 70-80 mila i minori vittime di violenze e abusi.

Maltrattamenti invisibili, violenze sommerse subite tra le mura domestiche, perpetrate da persone che i piccoli conoscono: sono oltre 200 i casi di abusi intrafamiliari subiti dai minori in Campania, secondo una stima che è il risultato del primo studio sull'incesto condotto dal Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza della Regione Campania, Cesare Romano, in collaborazione con la ricercatrice Ida Romolini e l'Associazione di volontariato Iuvare. «Abbiamo testimonianze dirette e indirette, che ci sono intere zone», ha commentato Romano, in «quartieri molto critici», tra cui Salicelle ad Afragola, Madonnelle ad Acerra, Caivano e alcune zone di Napoli, in cui «l'abuso sessuale, l'incesto, è elevato a normalità».
QUESTIONARI ANONIMI. La ricerca è cominciata nel novembre 2013 ed è proseguita per tutto il 2014. Ha interessato 45 Comuni (il 12% delle amministrazioni locali) e 31 Ambiti territoriali (il 60% di tutti gli Ambiti).
Lo studio si è svolto su due piani: la raccolta qualitativa e quantitativa dei dati attraverso la somministrazione di questionari anonimi.
VITTIME MINORI PREADOLESCENTI. Per lo più a essere vittime sono minori in età preadolescienziale, pari all'80% e, nell'87% dei casi si tratta di bambine tra i 6 e i 10 anni.
Purtroppo, però - è evidenziato nella ricerca - quello degli abusi intrafamiliari resta una stima perché si tratta di violenze sommerse dal momento che una violenza tra le mura domestiche è molto più difficilmente comunicabile dalle vittime, confuse dai vincoli familiari con i responsabili.
L'obiettivo del Garante per i minori e l'adolescenza della Regione Campania è andare verso un sistema regionale di raccolta dati così da arrivare all'istituzionalizzazione di sistemi e procedure che siano in grado di individuare le giovani vittime, tutelarle e perseguire i responsabili di un'infanzia rubata.
TELEFONO AZZURRO: «TEMA SOMMERSO». «Il Garante dell'Infanzia ha fatto bene a segnare il problema», ha dichiarato in una nota Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, commentando l'allarme sulla diffusione dell'incesto. «Nel nostro Paese esiste un grande sommerso su questo tema, una sacca di mancanze nei servizi e nei sensori in grado di intercettare le problematiche che affliggono i minori e tutte quelle emergenze non adeguatamente individuate».
Nel Mezzogiorno, in particolare, ha sottolineato Caffo, «esistono situazioni di disagio sociale in cui le istituzioni non entrano, lasciando nel silenzio situazioni drammatiche: in questa maniera, la tutela dei soggetti più deboli perde importanza».
Per questo «è necessaria una maggiore consapevolezza e una più adeguata offerta di servizi, unita alla predisposizione di sensori efficaci in grado di cogliere i segnali d'allarme».
Nell'ultimo anno le linee di ascolto 1.96.96 e 114 Emergenza infanzia hanno gestito più di 4.500 richieste di aiuto di bambini e adolescenti, delle quali quasi un caso al giorno ha riguardato situazioni di emergenza o richieste di aiuto per abusi sessuali.

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