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INDAGINI 21 Giugno Giu 2016 1011 21 giugno 2016

Roma, dipendenti comunali arrestati per corruzione

I reati legati a un giro di mazzette per la gestione di alcuni campi nomadi. Provvedimento di custodia cautelare per quattro imprenditori. L'inchiesta non sarebbe collegata a mafia capitale.

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Gli arresti per corruzione non sarebbero legati a mafia capitale.

Arresti e perquisizioni per dipendenti del Comune di Roma e imprenditori coinvolti in una vicenda di corruzione.
Un'inchiesta della procura su un giro di mazzette, che non ha alcun legame con la maxinchiesta su Mafia Capitale, e che riguarda la gestione di alcuni campi nomadi della Capitale.
Il giro di tangenti riguarda funzionari del dipartimento politiche sociali e salute del Comune e risale al periodo compreso tra la fine del 2013 e il marzo del 2014.
PASSAGGI DI SOLDI IN CAMPIDOGLIO. Il passaggio di soldi tra imprenditori e funzionari avveniva anche all'interno degli uffici del Campidoglio. Le mazzette avevano importi che variavano dai 3 mila euro in su. Gli inquirenti sono riusciti anche a filmare il passaggio di denaro che in alcuni casi avveniva anche negli uffici del dipartimento politiche sociali. L'inchiesta è partita da una serie di intercettazioni telefoniche in cui alcuni abitanti dei campi rom raccontavano del giro di mazzette tra imprenditori e funzionari comunali.
REGALI DI VARIO TIPO. Ma non era solo denaro a passare di mano: biglietti per il teatro, un collier e anche l'acquisto di un escavatore. Così i funzionari del comune di Roma arrestati venivano corrotti dagli imprenditori delle coop.
In base a quanto hanno accertato dai pm della procura di Roma e dai carabinieri della compagnia Eur gli appalti venivano affidati senza gara e spesso i lavori all'interno dei campi non venivano neanche effettuati.
Gli imprenditori ottenevano il via libera dopo aver presentato richiesta con firme false e riuscivano a ottenere dai funzionari capitolini anche la retrodatazione su alcuni documenti. Tra le varie utilità ottenute dai dirigenti anche l'assunzione di una figlia presso una delle cooperative o la pubblicità gratuita per lo studio dentistico di una parente di una indagata.
COINVOLTI QUATTRO IMPRENDITORI. I reati contestati sono corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d'asta. Raggiunti da provvedimento di custodia cautelare in carcere gli imprenditori delle coop, Roberto Chierici, Massimo Colangelo, Loris Talone e Salvatore di Maggio.
Ai domiciliari il funzionario del Comune di Roma, Alessandra Morgillo e il vigile urbano Eliseo De Luca. Disposta una misura interdittiva per il funzionario Vito Fulco.
INDAGATA FUNZIONARIA LEGATA A BUZZI. Nel procedimento risulta indagata anche Emanuela Salvatori, la funzionaria del Comune che lo scorso novembre è stata condannata a quattro anni di reclusione, in abbreviato, per i suoi affari con il 'ras' delle cooperative Salvatore Buzzi in uno dei rivoli di Mafia Capitale.

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