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FERMI 21 Giugno Giu 2016 1116 21 giugno 2016

Torino, arrestati 11 No Tav per attacchi al cantiere di Chiomonte

Gli attivisti avevano cercato di abbattere le recinzioni della linea ferroviaria con delle funi durante le tensioni del 28 giugno 2015. Notificate in tutto 20 misure cautelari. Il movimento: «Tempismo sospetto».

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Attivisti No Tav al cantiere della Torino-Lione.

La polizia di Torino ha notificato 20 misure cautelari, di cui due fermi con trasferimento in carcere, nove arresti domiciliari e nove obblighi di firma, nei confronti di altrettanti attivisti No Tav ritenuti responsabili di tensioni al cantiere della Torino-Lione, a Chiomonte, il 28 giugno del 2015. Nell'occasione, i No Tav agganciarono delle funi alle recinzioni del cantiere cercando di abbatterle.
Il decreto di fermo del pm «trae origine», comunica la Questura di Torino, «dall'acquisizione di ulteriori elementi di prova emersi nel corso di perquisizioni domiciliari e personali eseguite dalla Digos nei giorni scorsi, che vanno a rafforzare le posizioni di responsabilità degli indagati».
Tutti i 20 destinatari delle misure devono rispondere di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali, esplosioni di ordigni con la finalità di turbare l'ordine pubblico.
«TEMPISMO SOSPETTO». «Un tempismo quanto mai sospetto, appena terminate le elezioni di Torino», è il commento del movimento, pubblicato sul sito ufficiale notav.info.
«Sono i pm con l'elmetto», scrivono gli attivisti, «a prendersi le luci della ribalta proseguendo nella continua crociata contro i No Tav». Una riunione è stata indetta per martedì sera a Bussoleno per fare il punto sulla questione.
«COINVOLTI STUDENTI E ANZIANI». «All’alba di questa mattina», scrivono i No Tav sul sito del movimento, è scattata un’ennesima operazione contro il movimento che vede coinvolti 23 No Tav, tra studenti universitari e ultrasettantenni, residenti in Valle a Torino e in altre città italiane. Questa volta viene incriminata la giornata del 28 giugno 2015 quando la marcia No Tav ruppe i divieti e fece cadere reti e barriere con l’orgoglio!». Ci sono anche due figure storiche del movimento fra gli indagati nel procedimento. La prima è Nicoletta Dosio, la seconda è la settantunenne Marisa Meyer, colpita da un obbligo di presentazione periodica alle autorità di polizia.
APPENDINO CONTRARIA. L'accenno al «tempismo» della Procura nell'agire si riferisce alla recente elezione di Chiara Appendino a sindaco della città. La Appendino, come d'altronde il Movimento 5 stelle che rappresenta, ha pià volte espresso la sua contrarietà alla linea ad alta velocità che collegherà il capoluogo piemontese e Lione.
«IL SINDACO NON PUÒ FERMARE IL PROGETTO». «Un sindaco non può bloccare la Tav», ha dichiarato appena dopo la vittoria contro Piero Fassino, «ma quello che farò è portare al tavolo le ragioni del 'No', dialogherò con tutti e ascolterò le ragioni di tutti. E se non ci sarà dialogo possibile lasceremo l'Osservatorio».
Secondo i No Tav, la stretta contro i suoi membri sarebbe arrivata proprio in coincidenza dell'arrivo di un sindaco 'scomodo' ai piani governativi nazionali sull'alta velocità.

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