Mogadiscio 160625211839
VIOLENZA 25 Giugno Giu 2016 2135 25 giugno 2016

Somalia, terroristi fanno strage in un hotel a Mogadiscio

Un commando di quattro islamisti al Shabaab è penetrato in un albergo frequentato da stranieri e ha tenuto in ostaggio una decina di persone. Il gruppo è stato ucciso dopo ore di battaglia con la polizia.

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È di almeno 15 morti e 25 feriti il bilancio provvisorio di un attacco contro un hotel nel centro di Mogadiscio, in Somalia, da parte del gruppo terroristico insurrezionalista islamico al Shabaab. I miliziani alleati di al Qaeda, che si erano asserragliati nell'edificio, frequentato anche da stranieri, dove avevano preso in ostaggio un numero imprecisato di ospiti, sono stati uccisi dopo ore di battaglia con la polizia.
ASSALTO CON AUTOBOMBA. Gli integralisti hanno lanciato l'assalto con un'autobomba guidata da un attentatore suicida che si è fatto esplodere davanti al cancello dell'hotel Nasa-Hablod, aprendo la strada al commando armato di quattro persone che ha fatto irruzione. Poi «hanno sparato contro gli ospiti dell'albergo e colpito chiunque vedessero», ha raccontato uno dei sopravvissuti, riuscito a fuggire da un porta nel retro. Un'altra decina di persone tra ospiti e personale è stata messa in salvo, riferisce la polizia. Le vittime sono in gran parte civili che sono stati investiti dall'esplosione dell'autobomba e dai colpi della successiva sparatoria tra agenti e miliziani.
I miliziani, asserragliati al secondo piano, hanno risposto per ore agli assalti della polizia a colpi di granate e raffiche di armi automatiche. Le forze dell'ordine hanno poi piazzato diversi cecchini sui palazzi circostanti.
UN ATTACCO IL 1 GIUGNO. Il 1 giugno, un commando Shabaab ha assaltato un altro hotel, l'Ambassador. Identica la dinamica: prima un attentato suicida poi l'irruzione. Tra le vittime ci furono anche tre parlamentari somali. Una settimana dopo un ben più sanguinoso attacco contro una base militare nel nord, a 300 chilometri dalla capitale, utilizzata dalle truppe etiopi dell'Unione africana. I soldati uccisi furono 43.
DIMINUISCONO GLI AIUTI INTERNAZIONALI. Nel corso dell'ultimo anno gli Shabaab sono stati costretti alla ritirata dalle principali città somale, grazie all'offensiva guidate dalle forze dell'Unione africana. La coalizione però è ora costretta a fare i conti con i tagli agli aiuti internazionali, compresi quelli dell'Ue che li ha ridotti del 20%. L'Uganda, che garantisce il maggior contributo militare, ha annunciato che sarà costretta a ritirare la gran parte delle proprie forze entro il prossimo anno e mezzo. E gli Shabaab rialzano la testa.

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