Delitto Livatino,pentito uno dei killer
MAFIA 29 Giugno Giu 2016 2122 29 giugno 2016

Omicidio Livatino, Puzzangaro si pente e chiede perdono a Dio

Detenuto a Opera, era nel commando che uccise il giudice nel 1990.

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Guidava l'auto che si mise di traverso nella carreggiata che da Canicattì porta ad Agrigento, costringendo il giudice Rosario Livatino a scendere dalla propria vettura e a tentare una impossibile fuga nella scarpata tra spine, sterpaglie e massi prima di essere colpito a morte da Domenico Pace, un altro dei quattro componenti del commando di fuoco.
Ora Gaetano Puzzangaro, condannato all'ergastolo per l'omicidio del 'giudice ragazzino', s'è pentito. Nel carcere di Opera, dove è rinchiuso, ha abbracciato un percorso di ravvedimento: nel 2015 ha scritto una lettera riservata al cardinale Franco Montenegro chiedendo perdono a Dio e ammettendo di aver fatto parte del commando.
La missiva è stata tenuta segreta fino a ora. Il nome di Puzzangaro è finito tra gli ultimi due testimoni che la Postulazione della causa di beatificazione del giudice Livatino sentirà prima di dare il via libera e mandare tutti gli atti in Vaticano.
ABILE CON LE ARMI. Nella lettera, Puzzangaro ricorda un po' della sua vita a Palma di Montechiaro. Lo chiamavano 'a musca. Con le armi in pugno era un abile giocoliere. La polizia lo raggiunse qualche anno dopo l'omicidio di Livatino, incastrato dalle dichiarazioni di Gioacchino Schembri.
In carcere, Puzzangaro trascorre il tempo tra libri e scrive poesie. Una s'intitola 'Lievi nuvole': «Profonda notte, chiama insonnia. Il soffitto mi impedisce di perdermi nell' immensa notte stellata. Mi rendo conto che il carcere mi ha insegnato a poco a poco, piano piano, ad essere uno specialista del silenzio. Basta poco, basta solo un lieve battito d' ali per tornare... dove ero prima, con la mia inseparabile vanga a scavare nei miei bisogni, nei desideri, nelle inquietudini, nelle speranze, nei rimorsi. Mi sussurrano di un altro mondo possibile».
NESSUN PENTIMENTO PER IL KILLER PACE. Nessun ravvedimento, invece, per Domenico Pace, il killer che sparò il colpo mortale contro il giudice, rinchiuso nel carcere di Sulmona, con una condanna all'ergastolo. Giusi Tornambè, cognata e tutrice di Pace, ha detto: «Domenico non si è pentito, sta scontando l'ergastolo. Già due mesi fa avevo smentito la notizia che anche Pace avesse scritto una lettera, associandolo a Gaetano Puzzangaro: sono costretta nuovamente a intervenire per smentire. Basta con quest'associazione continua tra Puzzangaro e Pace».

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