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TRAGEDIA 29 Giugno Giu 2016 1950 29 giugno 2016

Recuperato il relitto del peschereccio naufragato il 18 aprile 2015

Al suo interno ci sarebbero i corpi di 700 migranti. Ora saranno esaminati da esperti sanitari per poter identificare le vittime. 

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È stato recuperato il relitto del peschereccio che ha fatto naufragio tra il 18 e il 19 aprile 2015, nel Canale di Sicilia, a 100 miglia dalla Sicilia e a 40 dalla Libia, a una profondità di 370 metri. Al suo interno ci sarebbero i corpi di 700 migranti ma non si esclude che possano essere 800. Uomini e donne che potranno avere un nome dopo oltre un anno dalla tragedia del mare, una delle più gravi da Dopoguerra.
TASK FORCE AL LAVORO DAL 2015. Subito dopo l'incidente, il ministero della Difesa, su indicazione del governo, ha costituito una task force guidata dalla Marina militare per il recupero del relitto. L'operazione è durata a lungo e ha subito interruzioni a causa del maltempo.
Ora il peschereccio, congelato con dell'azoto liquido, verrà trasportato nel porto di Augusta dalla 'Ievoli' per essere collocato all'interno di una tensostruttura refrigerata, lunga 30 metri, larga 20 e alta 10.
SOPRALLUOGO SUL RELITTO. A quel punto sarà effettuato un sopralluogo dei vigili del fuoco. «Occorre controllare la consistenza strutturale del relitto», ha spiegato l'ispettore Paolo Quattropani del comando provinciale dei pompieri di Siracusa, «e lo stato di conservazione dei corpi e allo stesso tempo fare una prima stima numerica delle vittime che sono nel relitto». Si lavorerà inoltre alla stabilità dell'imbarcazione perché il relitto ha dato qualche segnale di cedimento dopo la salita.
I CORPI ESAMINATI DA ESPERTI. I corpi saranno esaminati da esperti sanitari di varie università coordinati dalla dottoressa Cattaneo del Labanof del dipartimento di Medicina legale dell'università di Milano, allo scopo di acquisire informazioni utili a creare un network europeo che permetta di risalire all'identità dei corpi attraverso l'incrocio dei dati.

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