TENSIONE 30 Giugno Giu 2016 0945 30 giugno 2016

Sesto Fiorentino, scontri tra cinesi e carabinieri

Dopo un controllo all'interno di una ditta, finisce in ospedale il figlio di 10 mesi del titolare. E parte la rivolta contro le forze dell'ordine: lancio di bottiglie e pietre, sette feriti. Due arresti. Foto.

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Tutto è partito con un normale controllo, uno dei tanti per verificare la sicurezza nelle ditte cinesi di Sesto Fiorentino. Ma l'operazione delle forze dell'ordine ha scatentato l'aggressività della comunità straniera. Circa 300 orientali si sono radunati all'Osmannoro, zona industriale del comune toscano, e hanno attaccato i carabinieri con pietre e bottiglie. Sette i feriti, i militari hanno caricato la folla (foto).
I carabinieri hanno arrestato due persone, accusate di resistenza a pubblico ufficiale.
Si tratta del titolare dell'impresa controllata che avrebbe tentato di impedire l'ispezione e di un altro connazionale, che dopo i primi disordini nel capannone, avrebbe cercare di impedire l'uscita di mezzi e ambulanze bloccando il cancello e aprendo il portellone di una delle ambulanze.
LA DINAMICA DEI TAFFERUGLI. Gli scontri sono avvenuti nel pomeriggio di mercoledì 29 giugno. Un gruppo di cittadini cinesi si è barricato per un’ora in un capannone, bloccando nel piazzale quattro mezzi di soccorso e due gazzelle dei carabinieri. Il detonatore della 'rivolta' è stata la reazione di un imprenditore cinese, che ha reagito alla contestazione di alcune irregolarità spintonando gli addetti dell'Asl che stavano effettuando la verifica nella ditta con i militari dell’Arma. In ospedale è finito per precauzione il figlioletto di 10 mesi dell'imprenditore: è questo l'episodio che ha scatenato la rissa.
TRA I MANIFESTANTI LA BANDIERA DELLA REPUBBLICA POPOLARE. All’Osmannoro è arrivato anche il vice console cinese a Firenze, che ha cercato di riportare la calma dopo le cariche. Ma i manifestanti hanno rifiutato di sgomberare le strade e hanno chiesto di accertare le responsabilità di quanto accaduto durante il controllo nel capannone. Alcuni hanno anche lamentato un trattamento particolarmente violento durante i controlli effettuati dalle forze dell'ordine nelle ultime settimane. Tra i manifestanti a un certo punto è apparsa anche una bandiera della Repubblica popolare cinese, che ha fatto scattare l’applauso.
«SOLIDARIETÀ ALLE FORZE DELL'ORDINE». Il senatore dei Conservatori e Riformisti, Lucio Tarquinio, membro della commissione Difesa di Palazzo Madama, ha espresso la sua solidarietà alle forze dell'ordine: «Sono state oggetto di un'inaccettabile reazione durante lo svolgimento del loro lavoro, aggredite con pietre e bottiglie». Il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha scritto un post su Facebook: «Un controllo dell'Asl in un'azienda cinese a Sesto Fiorentino provoca una rivolta e scontri con le forze dell'ordine. Sia chiaro: il progetto della Regione Toscana per la sicurezza sul lavoro andrà avanti». Per il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli «la presenza dei cinesi e delle relative attività in alcune aree industriali del Paese è completamente fuori controllo», mentre per il capogruppo della Lega a Palazzo Madama, Gian Marco Centinaio, «se questi cinesi non si sentono a loro agio in Toscana possono sempre tornarsene a casa loro».

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