Ataturkpost 160630115952
DOPO LA STRAGE 1 Luglio Lug 2016 1124 01 luglio 2016

Istanbul sotto attacco, le cose da sapere

I kamikaze venivano da Uzbekistan, Daghestan e Kirghizistan. La mente è un ricercato ceceno affiliato all'Isis. Le vittime salgono a 44. L'attentato all'Ataturk in punti.

  • ...

Dalle indagini sull'attacco terroristico che ha ucciso 44 persone all'aeroporto Ataturk di Istanbul (guarda i video), sono emersi nuovi dettagli sull'identità dei tre kamikaze.
Secondo l'agenzia Dogan, i terroristi provenivano da Uzbekistan, Kirghizistan e della repubblica russa del Daghestan. L'informazione sarebbe stata ricavata direttamente dai loro passaporti, ritrovati nell'abitazione che avevano affittato e usato come base operativa nel quartiere storico di Fatih.
CHATAYEV, LA MENTE DELL'ATTACCO. Ma la regia era quella del ceceno super-ricercato Akhmed Chatayev, affiliato all'Isis. In precedenza altri media avevano indicato il Tagikistan, sempre nell'Asia centrale, come Paese di provenienza degli attentatori. Il ceceno Chatayev ha lasciato tracce anche in Bulgaria, dove fu arrestato a maggio del 2011 su mandato di cattura dell'Interpol. La Russia ne aveva chiesto l'estradizione, ma i giudici d'appello negarono la misura, perché Chatayev aveva lo status di rifugiato politico in Austria, Paese con cui la Bulgaria ha un accordo di riammissione.
RICERCATO PER TERRORISMO. Il ceceno era ricercato dalle autorità di Mosca, che lo accusavano di finanziamento e organizzazione di attività terroristiche. Il premier bulgaro, Boyko Borissov, è intervenuto sulla vicenda affermando che «le forze dell'ordine hanno fatto il loro dovere nel 2011 arrestando il ricercato». No comment, invece, sulla decisione dei magistrati di Sofia.
Ecco cosa sappiamo e cosa non sappiamo finora sulla strage, che ha insanguinato la Turchia per l'ottava volta dall'inizio del 2016.

Cosa sappiamo

Il bilancio delle vittime sale a 44

Il bilancio delle vittime dell'attacco all'aeroporto Ataturk di Istanbul sale così a 44 morti e più di 130 feriti. Diciannove vittime sono cittadini stranieri.

La dinamica dell'attacco: un kamikaze ha fatto da ariete

Nuovi dettagli sono emersi sulla dinamica dell'azione terroristica. Uno dei tre kamikaze, infatti, ha agito da ariete, facendosi saltare in aria all'esterno del terminal internazionale degli arrivi e creando il caos, per favorire l'ingresso degli altri due. I quali, dopo aver aperto il fuoco sulla folla con i kalashnikov, si sono fatti esplodere.
Tutti e tre sono arrivati allo scalo a bordo di un taxi e hanno nascosto armi e cinture esplosive sotto i giubotti. Sui loro cadaveri è stata condotta un'autopsia.

Mente cecena

I kamikaze che si sono fatti saltare in aria all'Ataturk venivano da Uzbekistan, Kirghizistan e Daghestan. Ma la mente sarebbe quella del jihadista ceceno super-ricercato Akhmed Chatayev, ora affiliato all'Isis. Lo sostiene il quotidiano filo-governativo turco Yeni Safak.

Arresti a Istanbul e a Smirne

All'alba di giovedì 30 giugno la polizia turca ha condotto blitz a tappeto nella città di Istanbul, alla ricerca dei covi di sospetti militanti dell'Isis. Le persone fermate sono almeno 11, in 16 diversi indirizzi diversi. Altri raid sono stati compiuti in quattro quartieri di Smirne, sulla costa del Mar Egeo, e hanno portato al fermo di nove sospetti membri dello Stato islamico. Nelle loro case sono stati ritrovati tre fucili e documenti che proverebbero i legami con il Califfato in Siria.

Ignorato l'allarme degli 007

Dopo l'attentato emergono le lacune nel sistema di sicurezza e prevenzione antiterrorismo di Ankara. Una lettera, inviata dei Servizi segreti 20 giorni prima dell'attacco, avvisava della minaccia imminente da parte dell'Isis. Tra i siti considerati a rischio, anche l'aeroporto Ataturk. L'allarme però è stato ignorato.

Cosa non sappiamo

Quanti sono i terroristi?

Non ci sono ancora certezze sul numero totale dei terroristi coinvolti nell'attacco. Oltre ai tre kamikaze, che sarebbero tutti di nazionalità straniera, fonti di polizia hanno parlato di quattro persone in fuga. Una è stata arrestata e si tratterebbe di una donna. Ma nulla è filtrato circa la sua identità. Così come fortissimo resta il riserbo sulla sorte dei tre ipotetici terroristi alla macchia.

Chi sono i mandanti della strage?

L'attacco non è stato rivendicato. Il primo ministro turco, Binali Yildirim, ha detto in conferenza stampa che le forze di sicurezza turche sospettano che dietro la strage ci sia la mano dell'Isis. Anche il direttore della Cia, John Brennan, vede chiarissima la firma dello Stato islamico e della sua «depravazione» dietro l'attentato.

Qual è il movente?

Le motivazioni della strage restano oscure. Il presidente Erdogan ha condannato l'attacco e ha ricordato che è avvenuto durante il Ramadan, il mese sacro dell'Islam. Il primo ministro Binali Yildirim, invece, ha sottolineato come l'attentato sia avvenuto dopo che la Turchia si è impegnata nella lotta al terrorismo e nel tentativo di normalizzare i rapporti con i Paesi vicini, in particolare Russia e Israele. Potrebbe quindi trattarsi di una vendetta jihadista per il cambiamento di rotta di Ankara, più volte accusata di tenere una linea ambigua nei confronti degli islamisti e di aver favorito il transito dei foreign fighters diretti in Siria sul suo territorio. Il governo turco si è scusato per l’abbattimento del jet russo al confine tra Siria e Turchia, e ha trovato un accordo di riconciliazione con Israele sette anni dopo l'incidente della Mavi Marmara, la nave turca che tentò di forzare il blocco di Gaza e venne presa d’assalto dalle forze speciali israeliane.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso