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REPORT 25 Luglio Lug 2016 1002 25 luglio 2016

Afghanistan, record di bambini uccisi nei primi sei mesi del 2016

Nei primi sei mesi del 2016, 1.601 civili sono morti nei combattimenti. Quasi 400 sono minori. Più di 500 sono donne.

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Record di bambini uccisi in Afghanistan nei primi sei mesi del 2016.

Record di vittime civili in Afghanistan nei primi sei mesi del 2016, tra le quali il numero più alto di bambini uccisi in soli sei mesi. Dall'inizio dell'anno a giugno, ha rivelato un rapporto dell'Onu reso noto a Ginevra, sono stati documentati «1.601 morti civili e 3.565 feriti, per un totale di 5.166 vittime civili». Ciò rappresenta un «aumento del 4% rispetto ai primi sei mesi del 2015», afferma l'Onu, «ed è il totale più alto per un periodo di sei mesi dal 2009».
I bambini coinvolti sono 1.509, di cui 388 morti e 1.121 feriti, un dato «allarmante e vergognoso» e anch'esso il più alto per un periodo di sei mesi. Il bilancio include 507 donne morte e 377 ferite.
Il rapporto della squadra di esperti per i diritti umani della missione di assistenza delle Nazioni unite in Afghanistan (Unama) sottolinea che le forze anti-governative restano responsabili della maggior parte delle vittime civili (60%), ma anche che i civili uccisi e feriti da forze pro-governative sono aumentati.
QUASI 23 MILA MORTI DAL 2009. Il rapporto calcola infine che il totale delle perdite civili registrate tra il primo gennaio 2009 e il 30 giugno 2016 è ora salito a 63.934 (22.941 morti e 40.993 feriti). La relazione dell'Onu 'Afghanistan - Rapporto di metà anno 2016-. Protezione dei civili nei conflitti armati', documenta casi di persone «uccise durante la preghiera, il lavoro, lo studio, mentre si recavano a prendere l'acqua, mentre ricevevano cure negli ospedali», come ha affermato Tadamichi Yamamoto, rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu per l'Afghanistan e capo dell'Unama. «Ogni vittima civile rappresenta un fallimento e dovrebbe spronare le parti in conflitto a compiere significativi passi concreti per ridurre le sofferenze dei civili e aumentarne la protezione», ha aggiunto.
L'Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra'ad Al Hussein ha esortato le parti del conflitto «a cessare i deliberati attacchi contro i civili e l'uso di armi pesanti nelle zone dove vivono i civili. L'impunità imperante di cui godono i responsabili di vittime civili deve cessare - di chiunque si tratti».

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