ALLARME 26 Luglio Lug 2016 1053 26 luglio 2016

Francia, ostaggi in una chiesa vicino Rouen

Due terroristi francesi attaccano una parrocchia a Rouen. E sgozzano il prete. Uno era stato arrestato nel 2015: voleva arruolarsi nel jihad. L'Isis rivendica. Foto.

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Ancora terrore in Francia, dove la mattina del 26 luglio due uomini armati di coltello hanno fatto irruzione nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, vicino Rouen, prendendo in ostaggio cinque persone (foto).
Padre Jacques Hamel, che stava celebrando la messa, è stato sgozzato. Con lui, in quel momento, si trovavano in chiesa due suore e due fedeli. A dare l'allarme un'altra suora, riuscita a mettersi in fuga. Le persone rimaste ferite sono tre, una delle quali lotta tra la vita e la morte.
IL RACCONTO DELLA SUORA: «SI SONO FILMATI». La religiosa che ha chiamato la polizia ha raccontato: «Sono arrivati all'improvviso, parlavano in arabo. Ho visto un coltello. Sono scappata quando hanno iniziato ad attaccare padre Jacques. Non so nemmeno se mi abbiano vista».
Padre Jacques, ha detto la suora, è stato costretto a inginocchiarsi prima di essere sgozzato: «Si voleva difendere. Loro si sono filmati, hanno fatto una specie di sermone in arabo vicino all'altare. È stato orribile».


ASSALITORI UCCISI, ENTRAMBI NATI A ROUEN. Gli attentatori hanno usato gli ostaggi come scudi umani, le teste di cuoio hanno tentato «una trattativa attraverso la porta secondaria» della parrocchia ma non sono potuti entrare perché «i tre ostaggi si trovavano in posizione di muro». Più tardi, due suore e una fedele sono uscite dalla chiesa seguite dai due terroristi che tenevano i coltelli in pugno e gridavano «Allah Akbar». A quel punto sono stati «neutralizzati dalla polizia». Uno di loro aveva una fascia esplosiva in alluminio e tre coltelli, l'altro terrorista aveva una fascia con un ordigno esplosivo.
Poche ore più tardi l'Isis ha rivendicato l'assalto, parlando dell'azione di «due suoi soldati». Le operazioni di bonifica sono terminate dopo cinque ore: nessuna bomba è stata rinvenuta nei dintorni della chiesa.
Secondo BFM-TV i terroristi erano entrambi francesi nati a Rouen.
UNO DEI DUE AVEVA PROVATO AD ANDARE IN SIRIA. Al momento dell'irruzione avrebbero gridato «Allah Akbar».
Uno dei due era stato condannato nel 2015 perché aveva cercato di raggiungere la Siria per compiere il jihad. Una volta scarcerato, dopo un anno di galera, era stato posto sotto sorveglianza con il braccialetto elettronico.
LIBERO DI USCIRE TUTTE LE MATTINE. Era uscito di prigione a marzo del 2016 ed era libero di circolare tutte le mattine, dalle 8:30 alle 12:30. Aveva ricevuto una fiche 'S', l'indicatore che le forze dell'ordine francesi danno ai soggetti ritenuti una minaccia per la sicurezza nazionale. Si tratta di un francese di origine algerina di 19 anni: Adel Kermiche Era stato arrestato all'aeroporto di Ginevra a maggio del 2015, dopo essere stato espulso dalla Turchia. Le autorità svizzere lo avevano estradato in Francia. I tentativi di raggiungere la Siria sarebbero stati due, una prima volta via Monaco, poi via Ginevra.
UN ATTACCO ANNUNCIATO? La radio francese Rtl ha intervistato due suoi conoscenti: «Non siamo sorpresi, parlava continuamente di precetti islamici e circa due mesi fa, uscendo dalla moschea, disse che avrebbe attaccato una chiesa. Giuro su mia madre che non gli ho creduto».
La radicalizzazione sarebbe avvenuta nella moschea di Saint-Etienne-du-Rouvray, a pochi metri dalla chiesa assaltata.
FERMATO UN MINORENNE. I media transalpini scrivono che al momento dell'attacco Adel K. portava la barba e indossava un tipico copricapo musulmano.
Le indagini sono state affidate alla procura antiterrorismo.
Una terza persona è stata arrestata in relazione a quanto accaduto. Si tratterebbe di un ragazzo di 16 anni legato ad Adel K. Le sue iniziali sarebbero H. B. Altri fermi sono stati effettuati dalla polizia.
HOLLANDE: «L'ISIS CI HA DICHIARATO GUERRA». Il presidente francese François Hollande, nativo proprio di Rouen, è arrivato a Saint-Etienne-du-Rouvray poco dopo l'attentato. Con lui anche il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve. Per Hollande non ci sono dubbi sul fatto che i due individui abbiano agito «in nome dell'Isis». Daesh «ci ha dichiarato guerra, vuole dividerci», ha spiegato Hollande, tornando a chiedere alla nazione - proprio come dopo la strage di Nizza - una reazione unita e compatta di fronte alla barbarie. Il premier francese Manuel Valls, in un messaggio su Twitter, ha espresso «orrore di fronte al barbaro attacco nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray. La Francia intera e tutti i cattolici sono stati colpiti. Faremo blocco».
PAPA FRANCESCO: «DIO ISPIRI PENSIERI DI RICONCILIAZIONE». «Il Signore ispiri a tutti pensieri di riconciliazione e fraternità in questa nuova prova», ha detto il Papa in un telegramma inviato all'arcivescovo di Rouen, monsignor Dominique Lebrun, a firma del segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin.
«Il Santo Padre è particolarmente turbato per il fatto che quest'atto di violenza sia avvenuto in una chiesa durante una messa, liturgia che implora Dio per dare la sua pace nel mondo».
LA CEI: «NON ARRENDERSI ALLA VENDETTA». La Conferenza episcopale italiana ha espresso la sua vicinanza alla Chiesa francese: «La notizia proveniente dalla Normandia viene ad aggiungersi a quelle relative ai numerosi episodi di violenza che nelle ultime settimane hanno suscitato sconcerto e preoccupazione. Ancora una volta, il messaggio evangelico e l'esperienza della Chiesa diventano motivo per non arrendersi a logiche di chiusura o di vendetta, ma per costruire, con una rinnovata testimonianza di fede, una società riconciliata e aperta alla speranza».

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