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ALLERTA
3 Agosto Ago 2016 1100 03 agosto 2016

Terrorismo, ondata di arresti ed espulsioni in Italia

Un siriano fermato a Varese: voleva arruolarsi con al Nusra. Espulso un pakistano 26enne: progettava di colpire Orio al Serio. Dal 2015, 108 persone allontanate dal Paese. I casi più recenti.

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Una pattuglia davanti al Colosseo.

L'Italia, finora immune da attentati di matrice islamica, cerca di mantenere il controllo sul proprio territorio, e dall'inizio del 2015 ad oggi sono state 108 le persone espulse. Nelle ultime settimane, dietro all'ondata di arresti di elementi sospetti c'è la stretta che il governo sta cercando di applicare sui soggetti radicalizzati o a rischio radicalizzazione.
L'ARMA DELLE ESPULSIONI. A differenza di altri Paesi europei, Roma concede con più difficoltà la cittadinanza agli immigrati. Una chiusura che se da una parte rallenta l'integrazione delle comunità straniere, dall'altra rende possibile l'arma dell'espulsione.
Contemporaneamente, sono in aumento le misure di controllo nei luoghi più a rischio.
COLOSSEO BLINDATO. Mercoledì 3 agosto è stata stabilita una zona di massima sicurezza attorno al Colosseo con varchi controllati da contingenti delle forze dell'ordine e via del Corso sorvegliata speciale. La stessa ordinanza dispone la suddivisione di via del Corso in tre sottosettori (Venezia - Chigi/ Chigi-Goldoni/ Goldoni-Piazza del Popolo), ciascuno dei quali è controllato da pattuglie delle forze dell'ordine e militari dell'esercito che stazionano in forma fissa in largo Goldoni «con visibilità e capacità d'intervento a 360 gradi».
ESTESO IL PERIMETRO INTORNO A SAN PIETRO. L'area di massima sicurezza di San Pietro è stata estesa anche ai Bastioni di Michelangelo interessati ad un massiccio afflusso ai Musei Vaticani. Lo ha reso noto la Questura di Roma che ha rimodulato il piano antiterrorismo per il periodo estivo. Estesa la vigilanza anche ad altri obiettivi religiosi, molte chiese, in varie zone, anche in periferia.
Il nuovo dispositivo di sicurezza è stato deciso, precisa la Questura, «tenuto conto del periodo estivo, che ha modificato il modo di vivere della città di Roma».
Ecco i casi più recenti di arresti o espulsioni:

Varese, arrestato giovane siriano

Il tweet della polizia con cui è stato annunciato l'arresto.

Un giovane siriano, Mahmoud Jrad, è stato arrestato a Varese per associazione e arruolamento con finalità di terrorismo. La polizia ha reso noto l'arresto con un tweet.
Il giovane ha 23 anni, risiede a Varese con la famiglia. Il reato ipotizzato è partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo anche internazionale: nel corso delle indagini è infatti emersa l'intenzione del giovane di recarsi in Siria per unirsi alle fila di Jabat al Nusra, ragione per la quale stava pianificando un imminente viaggio, circostanza che ha portato l'Autorità giudiziaria ad emettere, a fronte del «pericolo di fuga», la misura pre-cautelare del fermo. Non sono, invece, emerse evidenze in ordine a possibili progettualità violente da attuare sul territorio nazionale.
SEI INDAGATI, TRA CUI TRE IMAM. Ci sono anche tre imam tra i sei indagati nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Mahmoud Jrad. Oltre ai tre imam genovesi, il fratello del giovane e altre due persone che frequentano le moschee.

Milano, espulso pakistano 26enne

Farooq Aftab, il pakistano espatriato per terrorismo.

Farook Aftab, pakistano di 26 anni residente in provincia di Milano, è stato espulso il 2 agosto dopo essere stato arrestato il 31 luglio per motivi di sicurezza dallo Stato con un provvedimento del ministro dell'Interno. Il ragazzo era intenzionato a colpire l'aeroporto di Orio al Serio. È stato lo stesso Alfano a rendere nota l'espulsione. CAPITANO DELLA UNDER 19 DI CRICKET. Aftab è stato per alcuni anni capitano della nazionale di cricket italiana under 19. «Dopo una serie di indagini da parte dei Carabinieri», ha affermato il titolare del Viminale, «abbiamo accertato la sua adesione all'ideologia estremista e il suo inserimento in un circuito di utenti web dediti all'apologia dello Stato Islamico e delle sue attività terroristiche».
VOLEVA ANDARE IN SIRIA. Il ragazzo aveva espresso più volte l'intenzione di andare in Siria o di partire per la Bosnia, dove si sarebbe addestrato al jihad. Inoltre l'uomo, ha aggiunto Alfano, avrebbe manifestato «in un ristretto contesto» l'intenzione di compiere un attentato in Italia una volta ottenuta la cittadinanza. E, in caso di rifiuto, di reagire con violenza, prima uccidendo diverse persone e poi suicidandosi.

Venezia, arrestato turco con una mannaia

Una mannaia di 30 centimetri ed una pietra appuntita nello zaino, poi una sfilza di bugie e documenti in fotocopia falsi, che hanno attestao una doppia nazionalità turco-tedesca tutta da dimostrare. Materiale sufficiente a far scattare l'allarme anti-terrorismo e l'arresto. E così è stato la notte del 31 luglio alla stazione di Venezia, dove la Polizia è accorsa quando ha ricevuto la segnalazione che alcuni stranieri, intorno alle 4, stavano pregando ad alta voce Allah, con gesti enfatici, inginocchiati sulla pensilina dello scalo ferroviario. Quando sono accorsi i primi agenti della Polfer, e poi quelli della Digos, gli stranieri si erano già dispersi. La Questura di Venezia ha subito attivato il dispositivo e i controlli anti-terrorismo, e poco dopo i poliziotti sono riusciti a rintracciare due dei sei uomini, di nazionalità turca. Uno di loro, un 23enne K.A., nato a Mersin (Turchia), aveva uno zaino, e dentro custodiva una mannaia lunga 30 centimetri, tipo quelle usate dai macellai, ed un sampietrino appuntito in un lato.

Sassari, condannato somalo per istigazione al terrorismo

Il 1 agosto è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione il giovane somalo arrestato nel marzo scorso in un centro di accoglienza di Campomarino (Campobasso) con l'accusa di istigazione al terrorismo. La sentenza al termine del processo con giudizio immediato. La procura aveva chiesto una condanna a 7 anni e annuncia ora ricorso in Appello. Il giovane, che è recluso nel carcere di Sassari, secondo l'accusa incitava alla Jihad all'interno del Centro che lo ospitava, esaltava gli attentati ed era pronto a realizzarne uno alla stazione ferroviaria di Roma. Furono gli stessi suoi compagni, migranti ospiti del Centro di accoglienza sulla costa molisana, a denunciare l'accaduto facendo scattare le indagini. Il somalo durante il processo ha respinto ogni accusa.

Genova, marocchino arrestato con video e foto di jihadisti

Abdelfettah Mezouari, il marocchino arrestato il 27 luglio per droga nell'ambito di un'inchiesta per terrorismo, è stato indagato per associazione con finalità di terrorismo. L'iscrizione è legata al materiale che la polizia postale ha trovato sul cellulare e sul computer dell'uomo. Nelle immagini sono chiari i riferimenti all'attività jihadista. L'uomo viveva nel savonese ed era stato arrestato insieme al fratello in una inchiesta della procura distrettuale antiterrorismo di Genova.
In particolare sullo smartphone di Mezouari è stata trovata una foto di un uomo che indossa una cintura da cui escono alcuni cavi elettrici, come una sorta di cintura esplosiva. Nell'immagine si vede solo l'addome e non il volto del soggetto.

Violenza contro simboli religiosi, due marocchini espulsi

Il 28 luglio due marocchini sono stati espulsi. Il primo provvedimento ha riguardato Kakman Naib, 25 anni, che lo scorso 12 luglio aveva scaraventato per terra danneggiandolo, un crocifisso di legno del '700 nella Chiesa di San Geremia, a Venezia. In seguito al fatto, il giovane marocchino era stato ricoverato al reparto di psichiatra del nosocomio di Venezia. L'altro espulso è Briji Salah, 69 anni, arrestato l'1 gennaio 2015 per il reato di danneggiamento aggravato: aveva fatto irruzione nella chiesa di Cles (Trento), buttando a terra statue della Madonna, inveendo contro i fedeli e urlando in arabo espressioni di avversione alla religione cattolica.

Reggio Emilia, espulso Imam

Un imam marocchino di 51 anni, Mohammed Madad, residente fino a 6 mesi fa nel Reggiano e di recente nel Vicentino, è stato espulso il 27 luglio su provvedimento del ministro dell'Interno per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato. Era seguito da tempo dalla Digos della Polizia di Reggio Emilia per il suo atteggiamento radicale, e ultimamente i suoi sermoni a Noventa Vicentina avevano assunto un profilo sempre più antioccidentale. Il sospetto è che potesse anche agevolare il terrorismo internazionale.

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