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SOCCORSI 25 Agosto Ago 2016 2109 25 agosto 2016

Terremoto, i cani da macerie salvano 60 persone

Pastori tedeschi, belgi, labrador e border collie hanno permesso ai soccorritori di ritrovarle sotto le macerie. Renzi in conferenza stampa cita il cane Leo.

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Leo, il cane dell'Unità Cinofila di Pescara, protagonista di numerosi ritrovamenti tra cui quello di Giorgia, la bambina rimasta per 16 ore sotto le macerie della sua casa a Pescara del Tronto.

Nella tragedia immane del terremoto, c'è anche chi gioca e lavora per un premio. Ma è un gioco che salva vite umane, 60 tra Amatrice e Pescara del Tronto. E fa guadagnare una citazione dal premier Matteo Renzi, che in conferenza stampa ha lanciato il progetto Casa Italia e ha detto di non poter fare a meno di pensare agli straordinari volontari, alla professionalità dei vigili del fuoco e anche alla «bravura del cane Leo».
Leo è un cane da macerie, uno dei 50 pastori tedeschi, belgi, grigioni, labrador e border collie che molti già considerano i piccoli eroi del sisma che ha devastato il Centro Italia. Il loro lavoro è servito a salvare vite e a ritrovare i corpi di chi non ce l'ha fatta, 50 cadaveri rintracciati nei comuni più colpiti, che altrimenti sarebbero stati restituiti ai parenti molti giorni dopo, ormai irriconoscibili.
ADDESTRAMENTO DI DUE ANNI E MEZZO. I cani, prima di essere in grado di ritrovare persone sotto il livello del terreno, devono partecipare a un addestramento di base che dura circa due e anni e mezzo. Poi devono fare esercitazioni costanti, almeno due volte alla settimana. Gli animali impegnati nelle ricerche tra il Lazio e le Marche appartengono al Corpo nazionale del soccorso alpino, al Corpo forestale, alla Guardia di finanza e ai nuclei della Protezione civile. Altri ancora fanno parte dei nuclei cinofili di carabinieri, polizia e vigili del fuoco.
LA CARRIERA FINISCE A SETTE ANNI. A 6 o 7 anni, di solito, i cani da macerie finiscono la loro carriera o meglio il loro gioco. Perché il loro impegno è legato a una ricompensa: un pezzetto di cibo, un sonaglietto, una pallina, abbinata all'affettuosa carezza del conduttore. L'opera delle unità cinofile è fondamentale nei primi tre giorni dal disastro, dopo il fiuto dei cani diventa meno affidabile, anche perché con l'inizio della decomposizione gli odori cambiano.
LA FATICA DI AFFRONTARE LA POLVERE. Affrontare un terremoto, anche per un cane, è davvero una grande fatica, perché la polvere sottile delle macerie impedisce all'animale di respirare bene. Ma i cani sono fondamentali, perché arrivano in posti dove i soccorritori metterebbero a repentaglio la propria vita, mentre loro riescono a rimanere in equilibrio. Possono fiutare una persona fino a 5 metri di profondità. Tra i 50 cani che hanno partecipato alle ricerche c'è anche Corto, un labrador di 4 anni, l'unico nato ad Amatrice, il cui proprietario è un volontario del luogo. È stato lui a trovare un'intera famiglia morta con un bambino di 8 mesi. Sempre ad Amatrice, c'è anche un cane impegnato nella difesa dell'ordine pubblico: è più aggressivo e viene utilizzato contro lo sciacallaggio.

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