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INCHIESTA 18 Ottobre Ott 2016 1018 18 ottobre 2016

Il fidanzato della Pezzopane a giudizio per truffa

La procura dell'Aquila ha chiuso le indagini. A processo anche il manager Giampietro. Cercarono di raggirare Maiorano, il dipendente del Comune di Firenze e 'nemico' di Renzi. Il caso.

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Stefania Pezzopane e Simone Coccia Colaiuta.

Simone Coccia Colaiuta, fidanzato e promesso marito della senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, è stato rinviato a giudizio insieme con il suo manager Ivan Giampietro della 'Venus Entertaiment'.
Rispondono di tentata truffa in concorso tra loro.
A deciderlo il 27 settembre 2016 è stato il pm Stefano Gallo della procura dell'Aquila che, dopo aver chiuso le indagini preliminari, ha fissato la prima udienza per il 19 aprile 2017.
LITE COL NEMICO DI RENZI. La storia risale al 2015. E si incrocia con i rapporti sempre più tesi tra Coccia Colaiuta e Alessandro Maiorano, il dipendente del Comune di Firenze noto per le denunce contro il premier e segretario del Pd Matteo Renzi.
I due si fronteggiano ormai da mesi sui social network, tra denunce e contro denunce.
La procura abruzzese questa volta però ha deciso di accogliere le richieste di Maiorano.
E nel rinvio a giudizio parla di «artifizi e raggiri» del fidanzato della Pezzopane e del suo socio.
I due avrebbero «concordato tra loro una falsa versione per incastrare Maiorano e chiedergli un risarcimento danni» non dovuto.
Di mezzo pure l'avvocato di Coccia Colaiuta che compare in alcune intercettazioni. Lo si legge nella relazione della Digos dell'Aquila.
INDAGINI DURATE PIÙ DI UN ANNO. Il 21 novembre del 2015 i carabinieri - che avevano messo sotto controllo i telefoni del fidanzato della Pezzopane e dell’agente Giampietro nell’inchiesta sui ricatti in Abruzzo sin dai primi di agosto - intercettarono una telefonata dove i due si preparavano a ricevere la denuncia di Maiorano per una lite sui social network.
Nelle carte Ivan spiegava all’amico che «loro potrebbero sfruttare questa cosa denunciando a loro volta Maiorano per violazione della legge sulla privacy e per danno d’immagine».
Simone Coccia gli disse di averlo già denunciato, ma Ivan gli suggerì di agire anche sul danno d’immagine.
«Perché lui scrive 'al tuo agente'», disse Ivan nella telefonata, «al tuo manager e ufficialmente tu puoi querelarlo a seguito di questa cosa, cioè che hai perso un lavoro. 'Dovevo essere testimonial del sito della mia agenzia, dovevo percepì 20 mila euro e adesso m’hanno... a causa di questa segnalazione non lo posso fare più'».
Secondo la relazione della Digos Simone capì le intenzioni di Ivan e replicò: «Questa è una storia che mi devo inventà io praticamente...».
Ivan lo incalzò dicendo che lui avrebbe preparato una bozza di contratto, così avrebbero avuto nei confronti di Maiorano «un’altra arma per chiedergli i danni», perché lui chiamando la sua agenzia gli aveva «levato un lavoro di 20 mila euro quindi ti cito per danni per 20 mila euro».
«TI INCULI IL MONDO A OCCHI CHIUSI». Ivan consigliò a Simone di parlarne con il suo avvocato.
L'imbroglio sarebbe stato studiato a fondo.
Nelle telefonate successive sempre Simone chiese ulteriori chiarimenti.
Giampietro gli suggerì di dire all’avvocato che la sua agenzia voleva metterlo «nelle prima pagina come immagine principale», ma a seguito delle minacce di Maiorano tutto era saltato.
In una conversazione è sempre Ivan a ribadire a Simone che avrebbe dovuto dire al suo avvocato che, circa venti giorni prima, aveva stipulato una sorta di contratto con l’agenzia, per un compenso di 20 mila euro, ma che dopo l’agenzia non aveva voluto saperne più nulla.
I due erano anche entusiasti dell'idea. «Comunque so' un genio, certo volte mi dico bravo da solo», disse Ivan intercettato.
E Simone rispose: «No no, tu sei un fenomeno, se tu ti vuoi inculà tutto il mondo lo fai tranquillamente a occhi chiusi».
Ora devono spiegare le frasi davanti a un giudice.


Twitter @ARoldering

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