Albero Natale Roma
PURPLE BRAIN 12 Dicembre Dic 2016 1715 12 dicembre 2016

Roma e l'albero senza palle di Piazza Venezia

Una città intera, per una volta senza distinzioni di appartenenza politica, sì è intristita girando intorno a un coso buio, storto, sbilenco, con due lucette due appoggiate sciattamente sopra.

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C’è una grande novità sulla scena politica italiana che si è imposta con forza dopo la vittoria del 'No' al referendum del 4 dicembre: l’albero di Natale di Piazza Venezia a Roma. I cittadini romani, nel bel mezzo della crisi di governo se lo sono trovato là, al centro del centro di Roma e subito è emerso qualcosa che ha immediatamente abbattuto le perenni barricate del confronto politico italiano, il clima di scontro continuo. La perenne deriva da stadio della nostra politica ha lasciato il posto a una piena ed inedita unanimità.

IL GUSTO NON HA ANCORA BANDIERE POLITICHE. Quell’albero di Natale è stato inaugurato l’8 dicembre dal sindaco Raggi con tanto di post sul profilo facebook del Comune che ne sottolineava la trasparenza dell’operazione, i rami puliti, il regime di economia dell’addobbo nel rispetto delle casse del Comune. Ma siccome un albero di Natale non è un Olimpiade e per fortuna il gusto non si è ancora schierato politicamente, tutti hanno potuto notare fin dalla prima sera che quell’albero era semplicemente, prima di ogni altra cosa, brutto.

A Roma via del Corso e l’albero in piazza Venezia si vestono di luce per il Natale. E ad accendere le luminarie quest’...

Geplaatst door Virginia Raggi op donderdag 8 december 2016

Ed è successo così che per una volta ci si è indignati non per partito preso ma per semplice addobbo perso. Non ci si è scagliati contro un albero espressione del poteri forti (seppur la sua natura di Abete in qualcuno ha acceso il sospetto che si siano dietro le banche), non ci si è ribellati contro un altro albero tecnico deciso nelle stanze del palazzo dalla casta degli alberi di Natale, non si è urlato al voto di fronte all’ennesimo albero non eletto dai cittadini. Niente di tutto questo.

L'ITALIA SI È INTRISTITA ALL'UNISONO. Un Paese, una città intera, per una volta senza distinzioni di appartenenza politica sì è intristita all’altezza della rotonda di Piazza Venezia girando intorno a un coso buio, storto, sbilenco, con due lucette due appoggiate sciattamente sopra. E allora tutti giù a postare invidiosi quello fiero e luccicante di Milano, commenti indignati dei romani sui social: «Sei brutto come l’albero di piazza Venezia»; «Ma come hanno fatto a farlo così male?»; «Manco l’albero a Roma riuscimo più a fa».

SALVINI CHIEDE LE RUSPE. E i commenti politici: «Avatar di Calimero», secondo gli stessi grillini che hanno votato Raggi, «Lasciamolo lavorare», dicono con fair play gli esponenti sconfitti del Pd romano, «Ruspa», urla Salvini accogliendo consensi nella Capitale, «Ricorda l’esperienza politica di Bertolaso», si lasciava andare a denti stretti l’elettore deluso di centrodestra. Condanna bipartisan, forze politiche compatte contro la grande bruttezza. Anche dagli Usa l’elettore della classe media che ha voltato le spalle all’establishment e votato entusiasta per Trump guardando su internet la foto del modesto alberello scrive ispirato: guardatelo bene, cosa manca a quell’albero di Natale? Risposta: le palle.

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