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27 Dicembre Dic 2016 2128 27 dicembre 2016

Bartolo, il medico di Lampedusa: «Ho visitato Amri sull'isola»

Il protagonista di Fuocoammare: «L'ho riconosciuto subito dalle immagini». Ma ricorda: «I migranti non sono terroristi».

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«Solo 24 ore fa ero davanti al cadavere di un ragazzino tunisino di 16 anni, morto a pochi metri dai nostri scogli perché non sapeva nuotare, una storia che nessuno ha raccontato. E oggi sono a Capri, Hollywood a portare la mia testimonianza, credo sia la cosa più utile a questo punto che io possa fare». Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, è il 'volto' di Fuocoammare, il film-documentario di Gianfranco Rosi.

«I NUMERI SONO UOMINI». «Nei festival, tra gli studenti, ovunque, per ricordare che i numeri sono uomini e che i migranti sono una opportunità. Sono arrivati con le nostre navi a 20 miglia dalla cista libica, e in quel mare muoiono. Facciamole queste ultime 20 miglia, andiamoli a salvare», ha detto Bartolo che è a Capri anche a nome della sua comunità per ricevere l'Humanitaria award, qui nella piazzetta celebre nel mondo. «È importante esserci (il suo libro sta per essere tradotto anche in cinese), parlare di quello che ormai sembra ineluttabile e invece è un fenomeno storico, quello della migrazione, che l'Europa deve imparare a gestire.

«I MIGRANTI NON SONO TERRORISTI». «I migranti non sono terroristi» - dice - «sopratutto i popoli sub-shariani, i siriani». Il terrorista di Berlino lo ha riconosciuto anche lui nella foto pubblicata sulle prime pagine di tutti i giornali, scattata il 3 aprile 2011. Anis Amri era tra i minori che appiccarono l'incendio alla Casa Fraternità della parrocchia a Lampedusa dove era arrivato nel febbraio del 2011. «Certo l'ho riconosciuto perché l'ho visitato, come visito tutti... sono arrivato a quota 300 mila, in 25 anni credo di avere un record mondiale», racconta. Ci tiene a ricordare che «i terroristi spesso ce li abbiano già in casa, non arrivano sui barconi ma appartengono a strati sociali più elevati».

«BASTA CON LE BUGIE». Cosa chiederebbe Bartolo al 2017? «Prima cosa che si smetta con le menzogne» - risponde - «questa non è una invasione. Cosa sono 180mila persone rispetto alla popolazione italiana ed europea? A volte è la paura e la scarsa informazione a scatenare il razzismo. I migranti sono giovani e sani, non portano malattie». Piuttosto subiscono piaghe tremende proprio a causa dei loro terribili viaggi: Bartolo continua, quando e dove può, a denunciare gli orrori della 'sindrome da gommone' come l'ha battezzata lui stesso, che provoca ustioni sul corpo delle donne «che sedute al centro di queste imbarcazioni con i bimbi in braccio si impregnano i vestiti di benzina e acqua, una miscela chimica che brucia la pelle e può uccidere». Gommoni negli ultimi anni sempre più fatiscenti: «I trafficanti di uomini sanno che le nostre navi sono lì, a poche miglia, e non si servono più neppure delle così dette carrette del mare. Hanno così cambiato la loro strategia dopo Mare Nostrum. Per questo dico, mancano solo poche miglia, andiamoli a salvare».

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