Meningite
6 Gennaio Gen 2017 1200 06 gennaio 2017

Meningite, una "falsa emergenza" spiegata in infografiche

Gli ultimi episodi hanno alimentato il panico. Ma nel 2016 si contano meno casi che negli anni precedenti: 178 contro i 196 del 2015. Dalla situazione in Europa al costo dei vaccini: le cose da sapere.

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L'ultima vittima in ordine di tempo è stato un 50enne romano. L'uomo è morto per una meningite causata da un pneumococco. Questo episodio ha alimentato un panico già diffuso, nonostante la patologia fosse non contagiosa. A spaventare sono soprattutto i casi registrati in Toscana, dovuti sia al meningococco di tipo 'B' che di tipo 'C'. Ma i numeri aggiornati dell'Istituto Superiore di Sanità dicono che non c'è nessuna emergenza e nessuna epidemia. Anzi, i casi sono in calo.

Nel 2016 (dati aggiornati al 16 novembre) sono stati registrati 178 casi di meningite da meningococco. Il valore è in netta diminuzione rispetto al 2015 quanto vennero registrati quasi 200 casi. In generale non è possibile di parlare di allarme anche perché i livelli sono più o meno costanti, con oscillazioni di alcune decine che possono essere considerate fisiologiche.

NEL 2015 0,32 CASI OGNI 100 MILA PERSONE. Per rendersi conto che ci si trova davanti a un fenomeno "normale" è necessario guardare i valori sull'incidenza rispetto a 100 mila persone. Dal 2011 al 2015 l'indice ha oscillato tra 0,32 del 2015 e lo 0,23 del 2012. Tutti dati molto vicini che non mostrano alcuna emergenza.

Passare con il mouse sulle regioni per vedere i valori nei vari anni.

A livello locale la regione che ha avuto un picco di casi è stata la Toscana, che nel 2016 ha registrato più di 30 contagi da menigococco. Alle sue spalle la Lombardia, dove i casi dono stati 29. Il picco toscano è iniziato nel 2016 mentre negli anni precedenti la situazione viaggiava intorno ai 12-18 casi all'anno. La Lombardia, al contrario, ha visto diminuire gli episodi dopo avere toccato il suo massimo nel 2014 con 45 casi.

Guardando fuori dai confini nazionali si scopre che la situazione dell'Italia è tutt'altro che drammatica. Secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie nel 2014 il Paese che ha registrato il maggior numero di casi meningite da meningococco è stato il Regno Unito, con 740.

ITALIA QUINTA PER CASI IN EUROPA. Nella graduatoria dei Paesi più colpiti del Vecchio continente l'Italia non va oltre al quinto posto. Al secondo posto c'era la Francia (420), seguita da Germania (273) e Polonia (187).

Passare con il mouse sui punti per vedere i valori tra il 2011 e 2014.

La meningite può essere trasmessa attraverso cinque diversi ceppi di meningococco: A, B, C, W e Y. In particolare l'Italia è esposta per quello di tipo B e quello di tipo C. Le vaccinazioni esistenti invece sono di tre tipi, quella per il tipo C, per il B e il tetravalente che copre A, C, W e Y. Il vaccino di tipo C è quello raccomandato dai medici ed è gratuito, a differenza di quello per il tipo B. Le dosi da somministrare variano in base al momento in cui si inizia il percorso di vaccinazione: per i bimbi di sei mesi o meno occorrono tre dosi prima del compimento del primo anno di età e un richiamo entro due anni. Se invece il bimbo ha tra i sei e i 12 mesi deve fare due dosi entro l’anno e un richiamo entro il secondo anno.

VACCINI GRATUITI SOLO IN ALCUNE REGIONI. Nonostante il Piano nazionale si sia posto l'obiettivo di vaccinare i neonati fino alla cosiddetta immunità di gregge, le vaccinazioni per il meningococco di tipo C rimangono in mano alle Regioni che marciano a velocità diverse. Alcune lo danno a titolo gratuito mentre altre prevedono piani di co-pagamento. A offrirlo gratuitamente sono Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Toscana, Puglia, Basilicata e Sicilia. Le altre hanno invece un prezzo che oscilla intorno ai 130 euro. Tenendo conto che per un’effettiva efficacia sono necessari tre richiami la cifra va moltiplicata fino ad arrivare a quasi 400 euro.

«NESSUNA EMERGENZA SANITARIA». Intanto il ministero della Salute è corso ai ripari per cercare di porre un freno alla psicosi. In particolare dalla riunione convocata dal direttore generale della prevenzione sanitaria è emerso che non c'è alcun approvvigionamento per i vaccini e nessun tipo di emergenza sanitaria.

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