Ospedale Nola
9 Gennaio Gen 2017 1414 09 gennaio 2017

Malati per terra a Nola, i Nas nell'ospedale

La ministra Lorenzin invia i carabinieri per un'ispezione. Il direttore sanitario si difende: «Meglio curarli così che non farlo. Abbiamo salvato una vita». Ma viene sospeso in attesa dell'esito delle indagini.

  • ...

Ammalati, bisognosi di cure, alcuni in bilico tra la vita e la morte. Eppure privati di un letto e di qualunque dignità, costretti a dormire per terra, per mancanza di barelle e camere. La storia dei pazienti dell'ospedale di Nola (Napoli), denunciata dal deputato di Forza Italia Paolo Russo l'8 gennaio, è diventata un caso politico nazionale, con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha inviato i carabinieri del Nas nel presidio ospedaliero per controllare quanto accaduto.

SOSPESO IL DIRETTORE SANITARIO. Il direttore sanitario Andreo De Stefano, il responsabile del pronto soccorso Andrea Manzi e il responsabile della medicina d'urgenza Felice Avella sono stati sospesi dal servizio in attesa dell'esito delle indagini interne, per verificare eventuali responsabilità.

UN'INTERROGAZIONE IN PARLAMENTO. «Già pronta un'interrogazione parlamentare per denunciare la scandalosa situazione degli ammalati adagiati a terra perché mancano letti e barelle», aveva detto Russo attaccando il presidente della Regione Campania: «Altro che De Luca commissario alla Sanità, mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini. Se il Santa Maria della Pietà deve funzionare in questo modo è meglio chiuderlo perché di ospedali così si muore. De Luca aveva promesso che non saremmo mai più stati ultimi, ci ha ridotti all'indigenza».

IN OSPEDALE SOLO 15 BARELLE. Ma alle accuse ha replicato direttamente Andreo De Stefano, direttore sanitario dell'ospedale: «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza», ha spiegato, «in ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo 'sequestrate' due alle autoambulanze per far fronte all'emergenza venutasi a creare''. Così Andrea De Stefano, direttore sanitario dell'ospedale civile 'Santa Maria la Pietà' di Nola (Napoli), dove i pazienti del pronto soccorso sono curati a terra, senza barelle, separati dal pavimento solo da copertine.

«Una di quelle persone era in arresto cardiaco, ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto», ha poi raccontato De Stefano, spiegando che a suo giudizio quanto mostrato in tivù, «non ha dato una bella immagine dell'ospedale, ma era l'unica soluzione per far fronte all'emergenza» e spiegando che «l'altra persona ritratta a terra era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito».

UNA SITUAZIONE D'EMERGENZA. Il direttore sanitario ha aggiunto: «Trenta dei 265 utenti arrivati al pronto soccorso sono stati ricoverati, e due persone sono state portate in altri nosocomi. Si pensi che c'era anche l'emergenza acqua, e avevamo allertato la prefettura per poter avere qualche autobotte, poi fornitaci dai vigili del fuoco. Qui arrivano persone dall'Agro sarnese, dal Vesuviano, dal Nolano, dall'Avellinese, dall'Acerrano, per un'utenza di circa 300 mila persone. Ma i medici fanno il loro dovere, e danno assistenza nel migliore dei modi possibili, considerando anche che l'ospedale ha 107 posti letto a disposizione, e ne sarebbero necessari, nella norma, almeno il doppio. Noi non ci scoraggiamo, e siamo sereni, siamo pronti a chiarire tutto quanto ci sarà chiesto di chiarire. Ripeto, quella di sabato è stata un'emergenza che definire eccezionale è poco».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso