Coca
10 Gennaio Gen 2017 1019 10 gennaio 2017

'Ndrangheta, tonnellate di cocaina nascosta nei pesci surgelati

Colpo della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria contro la famiglia Morabito, alleata dei Bruzzaniti e dei Palamara. La droga arrivava dalla Colombia, in aereo e via mare, occultata nei prodotti ittici e nella frutta.

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Un imponente traffico di droga tra la Colombia e la Calabria è stato scoperto dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Due anni di indagini, che hanno consentito di ricostruire il percorso della droga, nascosta tra i pesci surgelati e la frutta che arrivavano via mare al porto di Gioia Tauro, ma anche per via aerea.

OPERAZIONE «BUENA VENTURA». La squadra mobile di Reggio Calabria ha fatto scattare una serie di arresti in diverse regioni d'Italia, a carico di 18 persone accusate di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’operazione, chiamata Buena Ventura, ha ricostruito il sodalizio tra le famiglie di ‘ndrangheta Morabito-Bruzzaniti-Palamara e i cartelli colombiani. Per smerciare la droga i trafficanti calabresi avevano aperto nella Locride un negozio che fungeva da copertura, una rivendita di pesci surgelati provenienti dal Sudamerica.

COMPLICI UN FINANZIERE E UN VIGILANTE. La droga, oltre che in nave, arrivava come detto anche per via aerea, in bagagli affidati a corrieri. In uno scalo aereo del Centro-Nord Italia, poi, il carico passava i controlli grazie alla complicità di un finanziere e di un vigilante, anche loro indagati. L'inchiesta ha permesso di bloccare l’importazione già organizzata di oltre 35 chili di cocaina. Altri quantitativi di droga sono stati sequestrati in Spagna.

IL RUOLO DI GIOVANNI PALAMARA. Il capo della Dda di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, ha spiegato che l'organizzazione criminale si estendeva su tutto il territorio nazionale, con forti agganci non solo in Colombia, ma anche in Ecuador e Perù. Al vertice del cartello le cosche della 'ndrangheta della ionica, «i Morabito-Bruzzaniti e i Palamara di Africo, un cui esponente, Giovanni Palamara, era ormai diventato un ospite fisso in Colombia e godeva di grande fiducia» da parte dei trafficanti.

IN ATTESA DELL'ESTRADIZIONE. Tra i destinatari della misura cautelare in carcere anche Carlos Eulogio Esquivel Lozada, residente in Colombia e in attesa di essere estradato. Dei diciotto arrestati quattro sono finiti agli arrestati domiciliari. Si tratta di Luigi Sivitilli, di Pescara; Christian Alberoni, di Bologna; e dei fratelli Rocco e Marco Cannata, ritenuti responsabili solo di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

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