Stefano Bisi
10 Gennaio Gen 2017 1649 10 gennaio 2017

Occhionero sospeso dal Grande Oriente d'Italia: i giochi di potere

L'inchiesta di cyber spionaggio Eyepyramid punta il dito sulle faide interne alla massoneria. Il Gran maestro Bisi a Lettera43.it: «Ho congelato il "fratello" indagato in attesa di accertamenti». Tutti i nomi nelle carte.

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C'è pure la massoneria italiana nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere Giulio Occhionero e la sorella Francesca Maria per presunta attività di cyber spionaggio. Nelle 47 pagine firmate dal gip Maria Paola Tomaselli compaiono gli account violati dall'ingegnere informatico con il malware Eyepyramid, da cui il nome dell'operazione delle forze dell'ordine. E oltre a quelli più noti dell'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi o dell'ex comandante generale della Guardia di finanza Saverio Capolupo (un nome che fa intuire il clima di resa dei conti dentro gli apparati di sicurezza dello Stato), di Mario Draghi e Mario Monti, c'è quellio di Stefano Bisi, Gran maestro del Grande Oriente d'Italia, la prima comunione massonica del nostro Paese.

MOLTI ALTRI FRATELLI INTERCETTATI. Del resto Occhionero era membro della loggia "Paolo Ungari Nicola Ricciotti Pensiero e Azione" di Roma dove in passato aveva ricoperto pure il ruolo di Maestro venerabile. Ma oltre a Bisi erano molti altri i fratelli intercettati. Tra questi Franco Conforti, presidente del collegio dei Maestri venerabili del Lazio, poi Luigi Sessa, Gran maestro onorario sempre del Goi. Quindi Gianfranco De Santis, ex primo Gran sorvegliante del Goi o Kristian Cosmi, amico ed avvocato di Giulio Occhionero e membro della sua loggia, come di Massimo e Giacomo Manzo, quest'ultimo candidato a presidente del collegio delle logge del Lazio. E infine Gregorio Silvaggio, ufficiale della Gdf ed ex presidente del collegio delle logge del Lazio.

Le intercettazioni hanno portato all'arresto di Giulio Occhionero.

Bisi parla al telefono con Lettera43.it: «Occhionero è stato sospeso, è una prerogativa del Gran maestro, è una mia decisione. Ora faremo approfondimenti per capire a cosa servisse questa presunta attività di spionaggio». Quindi spiega: «Non so minimamente perché lo facesse. Ho ricevuto la notizia mentre mi stavo occupando con gli altri fratelli di aiutare le popolazioni di Norcia e Camerino. Ci sono cose più importanti a cui pensare».

POLEMICHE INTERNE ALLA MASSONERIA. Eppure i magistrati nell'ordinanza di custodia cautelare sostengono che «l'interesse che Giulio Occhionero nutre nei confronti dei suoi fratelli massoni possa essere legato a giochi di potere all interno del Grande Oriente d'Italia come d'altra parte testimoniato dal tenore di alcune conversazioni oggetto di captazione». Lo stesso Bisi era stato nei mesi scorsi al centro di alcune polemiche interne in seguito al caso e all'inchiesta sul crac del Monte dei Paschi di Siena. «Ma sono cose molto marginali, non ci sono faide nella massoneria, glielo assicuro», conclude il Gran maestro.

«AZIONI DI SPIONAGGIO DAL 2010». Grazie alle intercettazioni sul telefono fisso dei due fratelli gli investigatori sono riusciti a risalire alla rete di controllo sul potere italiano costruita in questi anni. «Abbiamo evidenze» che l'attività di spionaggio «andava avanti dal 2010 e niente può escludere che possano averlo fatto da molto prima», spiega il direttore della polizia postale Roberto Di Legami commentando l'inchiesta sul cyber spionaggio a danno di politici e istituzioni.

ELENCO DI 18.327 USERNAME. Un'approfondita analisi dei file contenuti ha consentito l'estrazione di una tabella nella quale sono riportati nomi, cognomi, indirizzi di posta elettronica, domini web e password. Nello specifico si tratta di un elenco di 18.327 username univoche, di cui 1.793 corredate da password catalogate a loro volta in 122 categorie che indicano diversi target: politica, affari oppure le iniziali dei nomi e dei cognomi. «Tale database», si legge, «contiene un elenco di persone attenzionate dagli indagati che sono state oggetto di tentativi di infezione più o meno riusciti».

Le caselle di posta elettronica erano già state utilizzate per attività similari della P4.

Nelle motivazioni della custodia cautelare il giudice scrive che «il ricorrere di alcuni indizi probatori anche in altri procedimenti aventi similare oggetto lascia intendere che la presente vicenda non sia un'isolata iniziativa dei due fratelli, ma che al contrario si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza secondo le modalità sin qui descritte».

ILLECITA ACQUISIZIONE DI NOTIZIE. Il riferimento è al diretto collegamento «tra le condotte oggetto di imputazione e interessi illeciti oscuri desumibile dal rinvenimento nel corso delle indagini di quattro caselle di posta elettronica già utilizzate per attività similari secondo quanto emerso dalle indagini relative alla P4 aventi a oggetto anch'esse l'illecita acquisizione di notizie e di informazioni anche coperte da segreto alcune delle quali inerenti a procedimenti penali in corso nonché di altri dati sensibili o personali al fine di consentire a soggetti inquisiti di eludere le indagini giudiziarie ovvero per ottenere favori o altre utilità». Il nome che si fa nelle carte è quello del giornalista e scrittore Luigi Bisignani. Nel frattempo Occhionero è stato sospeso. Ai tempi della P2 Gelli fu subito espulso. Ma l'inchiesta è solo all'inizio.

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