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10 Gennaio Gen 2017 1037 10 gennaio 2017

Roma, spiavano politici e istituzioni: due arresti

In manette Giulio Occhionero e sua sorella Francesca Maria, ben conosciuti nel mondo dell'alta finanza capitolina. Usavano un virus informatico chiamato Eye Pyramid. Tra le vittime Matteo Renzi, Mario Draghi, Mario Monti, il cardinale Ravasi e i membri di una loggia massonica.

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Per anni, almeno dal 2012, avrebbero spiato politici, istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori. Infettando le loro caselle di posta elettronica e dando vita ad una vera e propria centrale di cyberspionaggio, dedita alla raccolta di notizie riservate e dati sensibili. Per questo l'ingegnere nucleare Giulio Occhionero e sua sorella Francesca Maria, residenti a Londra ma domiciliati a Roma, ben conosciuti nel mondo dell'alta finanza capitolina, sono stati arrestati. L'indagine è stata condotta dalla Polizia postale, con la collaborazione della Cyber division del Fbi.

SPIATI RENZI, DRAGHI E MONTI. Tra le vittime della coppia figurano i nomi degli ex premier Matteo Renzi e Mario Monti, quello del governatore della Bce Mario Draghi, del comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo e dell'ex ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni. E poi Ignazio La Russa, Fabrizio Cicchito, l’ex sindaco di Torino Piero Fassino, l’ex capo di gabinetto del Tesoro Vincenzo Fortunato, Daniele Capezzone, Michela Vittoria Brambilla e in Vaticano i collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi. Colpiti anche i siti di Camera, Senato, Banca d'Italia, Regione Lombardia e Partito democratico.

DATABASE CON PIÙ DI 18 MILA USERNAME. I due fratelli avevano raccolto in tutto 18.327 username, di cui 1.793 corredati di password, catalogati in 122 categorie. A distinguerle l'attività svolta dalle vittime (politica, affari, eccetera) oppure le iniziali di nomi e cognomi.

La centrale di cyberspionaggio scoperta a Roma (foto Polizia di Stato).

IL VIRUS «OCCHIO DELLA PROVVIDENZA». I due arrestati sono accusati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche. Le indagini del Centro nazionale anticrimine informatico (Cnaipic) della Polizia postale hanno accertato che la coppia gestiva una rete di computer (botnet) infettati con un malware chiamato Eye Pyramid (l'Occhio della Provvidenza, simbolo della massoneria) che ha consentito loro di acquisire informazioni attraverso le caselle di posta elettronica dei soggetti spiati.

CONTROLLAVANO DA REMOTO I PC DELLE VITTIME. L'indagine è partita da una mail inviata al Cnaipic: indirizzata all'amministratore di un'infrastruttura critica nazionale, conteneva il virus Eye Pyramid. Seguendo quella traccia gli investigatori sono risaliti alla rete botnet che, sfruttando il malware, riusciva ad acquisire da remoto il controllo dei computer e dei sistemi informatici delle vittime. I dati sottratti erano custoditi in server localizzati negli Stati Uniti, di qui la collaborazione con il Fbi.

NEL MIRINO ANCHE UNA LOGGIA MASSONICA. Nel mirino delle cyberspie sono finiti anche gli appartenenti ad una loggia massonica, archiviati sotto la sigla «Bros» (Fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose "drop zone" all’estero. Con la sigla «Pobu» (Politicians Business), invece, venivano catalogati gli esponenti politici target del sodalizio criminale.

INDIRIZZI MAIL GIÀ EMERSI DURANTE IL CASO P4. Gli indizi raccolti in altre inchieste lasciano intendere che quanto scoperto dalla Polizia postale «non sia un'isolata iniziativa» dei fratelli Occhionero, ma si collochi piuttosto in un contesto dove «più soggetti operano nel settore della politica e della finanza» secondo le stesse modalità spionistiche. Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip parla di un «diretto collegamento» tra le condotte di cui i due sono accusati e «interessi illeciti oscuri». La Polizia postale si è imbattuta, in particolare, in quattro caselle di posta elettronica cui venivano inviati i dati carpiti, «già utilizzate per attività similari secondo quanto emerso dalle indagini relative alla cosiddetta P4». In ogni caso, precisa il giudice, al momento «un collegamento con altri procedimenti penali non è dimostrato».

UNA RAGNATELA DI SOCIETÀ. Giulio Occhionero, secondo quanto riportato dal suo profilo LinkedIn e da quello della sorella Francesca Maria, è managing director della Westlands Securities. Si tratta di una società privata fondata nel 1998, «operante nel campo dell’investment banking, inizialmente dedita allo sviluppo di tools quantitativi per le consulenze finanziarie e bancarie». Successivamente la Westlands avrebbe «dato vita e sviluppato alcuni progetti nel settore del private equity e dell’asset management». Tale società non è l'unica riconducibile all'ingegnere, tanto che gli investigatori parlano di «scatole cinesi anche straniere» per gestire il furto dei dati.

OCCHIONERO È UN EX MAESTRO VENERABILE. L'ordinanza del gip fornisce un ulteriore elemento sulla biografia di Giulio Occhionero, che risulta essere «membro della loggia "Paolo Ungari-Nicola Ricciotti Pensiero e Azione" di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile». Il giudice ritiene che «l'interesse che Giulio Occhionero nutre nei confronti dei suoi fratelli massoni possa essere legato a giochi di potere all'interno del Grande Oriente d'Italia, come d'altra parte testimoniato dal tenore di alcune conversazioni oggetto di captazione».

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