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11 Gennaio Gen 2017 1625 11 gennaio 2017

Migranti, Orlando: «Reato di clandestinità è bandiera da superare»

Intervenendo in parlamento il ministro della giustizia ha ribadito che per non intasare le Procure andrebbe superata una legge 'manifesto' e migliorare il il procedimento sul diritto di asilo.

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Superare una norma sull'immigrazione clandestina per aiutare i lavori delle Procure. È la posizione del ministro della Giustizia, Andrea Orlando ribadito durante un question time in parlamento.

ABBANDONARE UN REATO 'BANDIERA'. In particolare il ministro ha detto che il reato di immigrazione clandestina «ostacola l'attività investigativa perché migranti assumono istantaneamente la posizione di indagati, con sovraccarico delle Procure e dei costi. La linea deve essere quella di rendere più efficaci il procedimento sul diritto di asilo e abbandonare le norme che hanno carattere di 'manifesto' o ‘bandiera'. La legge non avrebbe ricadute solo in termini di volumi di lavoro ma anche di costi: Si tratta di un tipo di reato che non solo causa «un sovraccarico del lavoro degli uffici di procura ma anche di costi per l'assistenza difensiva che finiscono col gravare sull'erario».

VERSO UNA NUOVO PROCEDIMENTO PER LA RICHIESTA DI ASILO. Il ministero della Giustizia ha messo a punto un provvedimento per accelerare le procedure sulle domande di asilo per cercare di fronteggiare «l'aumento esponenziale dei ricorsi» sulle istanze respinte. Il ministro ha spiegato che il nuovo iter verrà definito in 4 mesi con ricorso non reclamabile e ricorribile solo per Cassazione.

PIANO STRAORDINARIO PER FAR PRONTE ALLE DOMANDE. Orlando ha anche spiegato che per l'accresciuto carico di lavoro degli ultimi mesi «è stato avviato un piano straordinario di applicazioni extradistrettuali, con destinazione esclusiva di dodici magistrati alla trattazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale».

VERSO SEZIONI DEI TRIBUNALI AD HOC. Ma la linea dei magistrati dedicati ai temi migratori potrebbe essere formalizzata attraverso il disegno di legge delega all'esame del Governo: «È infatti, prevista l'istituzione di sezioni specializzate in materia di immigrazione e protezione internazionale, composte da magistrati esperti e specificamente formati, in 12 tribunali distrettuali scelti sulla base del numero delle domande di protezione internazionale esaminate negli anni 2015 e 2016».

45 I DETENUTI PER TERRORISMO. La questione migratoria si accompagna anche a quella del terrorismo e al rischio radicalizzazione nelle carceri italiane. «Sono 45 i detenuti per terrorismo internazionale in varie carceri italiane e 27 sono in Sardegna, perché qui ci sono strutture altamente moderne e adatte a queste tipologie di detenuti». Il ministro ha però rigettato l'ipotesi di trasferire nelle colonie agricole penali in Sardegna i detenuti islamici di bassa pericolosità.

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