Rotoli Mar Morto
ARCHEOLOGIA 9 Febbraio Feb 2017 1647 09 febbraio 2017

Rotoli del Mar Morto, scoperta una nuova grotta

Individuata dagli esperti dell'Università ebraica di Gerusalemme. All'interno i frammenti degli involucri che avvolgevano gli scritti e i vasi di ceramica che contenevano le pergamene, probabilmente trafugate negli Anni 50.

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Gli archeologi dell'Università ebraica di Gerusalemme hanno scoperto nel deserto della Giudea una nuova grotta che un tempo ha ospitato i Rotoli del Mar Morto. All'interno però non c'erano le antiche pergamene, che sono state con ogni probabilità portate via da ignoti negli Anni 50.

Nella grotta sono stati rinvenuti i frammenti degli involucri che avvolgevano gli scritti, i vasi di ceramica usati per conservarli, un sigillo di carnelia e un laccio di cuoio.

I Rotoli del Mar Morto risalgono al IV secolo avanti Cristo. Comprendono più di 800 documenti scritti in ebraico, aramaico e greco, per lo più su pelli di animali e fogli di papiro. Oltre a rappresentare le più antiche copie di molti testi della Bibbia, offrono anche testimonianze storiche sulla vita nel I e II secolo dopo Cristo.

I primi Rotoli del Mar Morto furono scoperti nel 1947, da un giovane pastore nomade che ufficialmente stava cercando una pecora smarrita a Qumran, nell'attuale Cisgiordania. Non si sa con certezza chi abbia scritto i Rotoli, ma secondo alcuni studiosi la paternità spetta alla setta ebraica degli Esseni.

Il team di archeologi che ha scoperto la grotta è stato coordinato dai professori Oren Gutfeld e Ahiad Ovadia: «Finora i Rotoli del Mar Morto erano stati scoperti solo in 11 grotte di Qumran. Non c'è dubbio adesso che questa sia la 12esima»

L'ipotesi che la grotta sia stata saccheggiata è avvalorata dalla scoperta di due teste di piccone risalenti alla metà del XX secolo, abbandonate all'interno della grotta: «Qualcuno ha rubato i rotoli», ha spiegato il professor Gutfeld, «li ha aperti e ha lasciato tutto il resto». Secondo lo studioso, la grotta appena scoperta potrebbe essere solo l'inizio: da esplorare nella stessa zona ce ne sono ancora centinaia.

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