EUTANASIA
27 Febbraio Feb 2017 1637 27 febbraio 2017

Eutanasia, De Luca: «Negarla è una violenza contro l'individuo»

«Decidere della propria vita e della propria morte è una delle prerogative dell'uomo libero». Il medico e presidente dell'Associazione Luca Coscioni commenta la scelta di Fabo.

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La battaglia sul fine vita e sull'eutanasia legale «è una delle più importanti perché va a toccare la persona nella sua profondità e nella sua dignità». Non si stanca di riperterlo Michele De Luca, presidente dell'Associazione Luca Coscioni e professore di Biochimica all'Università di Modena e Reggio Emilia. Anche e soprattutto ora, davanti alla morte di Fabiano Antoniani, cieco e tetraplegico da tre anni in seguito a un incidente e costretto a rivolgersi alla Svizzera per vedersi riconosciuto il diritto a una morte dignitosa. Scegliendo, come ha scritto Marco Cappato che lo ha accompagnato nell'ultimo viaggio, «di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo».

UN MOMENTO INTIMO E PRIVATO. In un momento così intimo e privato, dice De Luca a Lettera43, «un uomo deve avere la possibilità di scegliere come andarsene». Anche perché, «come la legge sull'aborto e sul divorzio non obbligano ad abortire o a divorziare, lo stesso varrebbe per la legalizzazione dell'eutanasia». Non solo: ogni divieto, ogni imposizione è «una violenza contro la persona», aggiunge senza giri di parole. Una violenza «che va ben oltre il diritto».

«MANCA LA VOLONTÀ POLITICA». Il Paese di Fabo, il «suo» Paese, invece continua a rimanere sordo. L'ultima volta che il parlamento affrettò i lavori sulla legge di fine vita fu nel 2009, spinto dal caso Englaro. Eluana però morì prima che si arrivasse a un punto, togliendo paradossalmente alla politica l'urgenza di una scelta. Da allora è andato in scena il nulla se non promesse, proposte, polemiche e ricatti. Un nuovo ddl sul testamento biologico è da mesi in discussione in commissione Affari sociali, mentre sei proposte sull'eutanasia legale sono in un cassetto da un anno. La verità, fa notare De Luca, «è che non esiste una volontà politica su questi temi». Non si può fingere, poi, che l'ingerenza del mondo cattolico - o almeno di un certo mondo cattolico - non abbia un peso in questo ritardo. «E dire che siamo uno Stato laico e il 60% degli italiani anche cattolici si dice a favore di una legge sull'eutanasia», ricorda il professore.

Michele De Luca.

Secondo De Luca il muro posto dal mondo cattolico è addirittura una contraddizione in termini. «La libertà di scelta è il principio sul quale si basa il concetto cristiano di peccato», spiega. «Posso peccare proprio perché sono libero. Negare la possibilità di mettere fine a una vita di sofferenze equivale a negare il libero arbitrio stesso». Soprattutto perché questa decisione non riguarda soggetti terzi, ma solo ed esclusivamente l'individuo e la sua autodeterminazione. Secondo il presidente, poi, il muro posto dal mondo cattolico è addirittura una contraddizione in termini. «La libertà di scelta è il concetto sul quale si basa il concetto cristiano di peccato», spiega. «Posso peccare proprio perché sono libero. Negare la possibilità di mettere fine a una vita di sofferenze equivale a negare il libero arbitrio stesso».

«I RISCHI DEL CLIMA ANTISCIENTIFICO». La verità, nota il professore, è che oggi «si respira un clima antiscientifico pericolosissimo». Dalle polemiche e le bufale sulla pericolosità dei vaccini alle limitazioni poste alla libertà di ricerca scientifica, per arrivare alle polemiche sugli Ogm e sulla sperimentazione animale, «tema quest'ultimo inquinato dalle false notizie sulla vivisezione», aggiunge. «Un atteggiamento che tra l'altro potrebbe costare all'Italia una procedura di infrazione da parte dell'Ue».

DIRITTI E COSTITUZIONE. Bisogna avere ben chiaro che la salute, la libertà e l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sono tra i fondamenti della nostra democrazia sanciti dalla Costituzione, così come la promozione della ricerca scientifica. Diritti che non possono essere calpestati o nei fatti boicottati come accade con la 194. «Il legittimo diritto dei medici all'obiezione di coscienza e al rispetto per la loro visione della medicina», ribadisce De Luca, non può limitare quello delle donne che intendono effettuare una interruzione volontaria di gravidanza. Allo stesso modo chi è contrario all'eutanasia, è il ragionamento, non può vietare ad altri di decidere se e come mettere fine alla propria vita.

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