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GIUSTIZIA 20 Marzo Mar 2017 1508 20 marzo 2017

Riciclaggio, ordine d'arresto per Giancarlo Tulliani

Ma il cognato di Gianfranco Fini è residente a Dubai e risulta irreperibile.

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Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma su una presunta attività di riciclaggio riconducibile a Francesco Corallo, il 'Re delle slot' detenuto dallo scorso dicembre. Il provvedimento del gip Simonetta D'Alessandro non è stato eseguito: Tulliani è residente a Dubai e per la magistratura italiana risulta irreperibile. Al cognato dell'ex presidente della Camera viene contestato il reato di riciclaggio nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti (ritenuti illeciti) della famiglia con Corallo. Anche Fini è indagato per lo stesso reato.

RICICLAGGIO TRA EUROPA E ANTILLE. L'ordine di arresto nasce da un approfondimento investigativo dell'indagine che aveva condotto, il 13 dicembre scorso, all'arresto di Francesco Corallo, Rudolf Theodoor Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Labocetta, ritenuti capi e membri di un'associazione a delinquere a carattere transnazionale, che riciclava tra Europa e Antille i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco online e sulle video-lottery, compiendo così reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

SEQUESTRO DI BENI PER 5 MILIONI. Il profitto illecito una volta depurato, secondo chi indaga, sarebbe stato impiegato da Francesco Corallo in attività economiche e finanziarie, in acquisizioni immobiliari e destinato anche ai membri della famiglia Tulliani. Lo scorso 14 febbraio, lo Scico della Guardia di Finanza aveva eseguito un sequestro preventivo di beni, pari a 5 milioni di euro, nei confronti dello stesso Tulliani, del padre Sergio e della sorella Elisabetta.

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