Vaccini
20 Aprile Apr 2017 1926 20 aprile 2017

Fingeva di vaccinare i bambini: "sparita" l'infermiera di Treviso

La donna, 31 enne, non si presenta al lavoto, ha spento il telefono e chiuso i profili social. All'Asl arrivate 150 chiamate.

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È stato tempestato di telefonate - oltre 150 in una mattinata - il centralino dell'Asl di Treviso dopo che il 19 aprile erano stati divulgati i sospetti su una infermiera dell'ambulatorio vaccinale che per mesi avrebbe fatto finta di praticare la profilassi ai bambini, buttando invece via le fiale. La donna intanto, una laureata in assistenza sanitaria 31enne, trevigiana, con un curriculum di tutto rispetto, sembra 'sparita' dai radar. Ha cancellato i propri profili sui social, non risponde al cellulare, e da due giorni - ha reso noto l'Asl - non si presenta al lavoro. Non ha fornito alcuna giustificazione per l'assenza, nel nuovo incarico cui è stata assegnata dopo lo spostamento dall'ambulatorio.

POSIZIONE AGGRAVATA. E questo, secondo le valutazioni dell'Asl, aggrava la sua posizione, dato che la direzione potrebbe avviare la procedura di licenziamento. Le indagini proseguono, vi stanno lavorando anche i carabinieri di Treviso. Il 21 aprile in Procura è atteso il direttore del servizio Igiene e Sanità pubblica dell'Asl 2, Giovanni Gallo. Accertamenti sono stati avviati anche all'Aas 3 'Alto Friuli', dove la donna aveva operato prima di arrivare nella città della Marca. La mole di chiamate al centralino dell'Asl ha costretto l'azienda a spostare ai telefoni da altri servizi 10 dipendenti, per far fronte all'emergenza.

PIÙ VOLTE SPOSTATA. Scoppiato il caso, l'infermiera era stata trasferita proprio al centralino che fissa gli appuntamenti per i vaccini. Ma anche qui sarebbe venuta meno agli obblighi professionali, non prendendo le prenotazioni. Risultato: c'era rimasta solo un giorno, spostata in un altro ufficio, non a diretto contato con il pubblico. Mentre il fronte interno, quello disciplinare, si muove spedito, non è ancora chiaro se la Procura di Treviso riaprirà o meno il caso, dopo la prima archiviazione decisa nel giugno 2016.

RIAPERTURA O NUOVA INCHIESTA. «L'azienda sanitaria», ha spiegato il Procuratore, Michele Dalla Costa, «ci ha fatto pervenire gli esiti di un'analisi sierologica a campione su un certo numero di soggetti potenzialmente coinvolti nella mancata vaccinazione. Ora spetterà al pm titolare della prima inchiesta verificare se gli elementi riguardino le medesime parti interessate, oppure se si tratti di dati in tutto o in parte diversi dai precedenti». «Nel primo caso, qualora ve ne fossero gli estremi», ha concluso, «dovremmo chiedere al Gip la riapertura dell'inchiesta archiviata, nel secondo sarebbe invece necessario procedere ex novo».

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