Preti
21 Aprile Apr 2017 1611 21 aprile 2017

Biotestamento, in Molise campane a morto contro la legge

La protesta di sei preti dopo l'approvazione alla Camera dell'articolo sulle Disposizioni anticipate di trattamento: «Perché la vita è vittima della morte, dall'aborto all'eutanasia delle Dat».

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Campane a morto contro la legge sul biotestamento, approvata dalla Camera e destinata adesso a passare al Senato. Sei parroci del Molise hanno deciso di mettere in scena la rumorosa protesta, facendo anche affiggere a Pietrabbondante, in provincia di Isernia, un necrologio. Il manifesto recita: «Le campane suonano a morto perché la vita è vittima della morte, dall'aborto all'eutanasia delle Dat. Con queste l'Italia ha scelto di 'far morire', non di far vivere. Prosit».

I sei preti celebrano messa a Carovilli (Isernia), Castropignano (Campobasso), Duronia (Campobasso), Pietrabbondante (Isernia) e Salcito (Campobasso). A dare notizia dell'iniziativa è stato il parroco di Carovilli, don Mario Fangio.

L'APPELLO: «IL SENATO BOCCI LA NORMA». I sei sacerdoti hanno diffuso un comunicato, per spiegare i motivi che li avrebbero "ispirati": «Richiamare l'attenzione delle comunità sul funesto evento legislativo, che creerà una grande mole di problemi e minerà alla base la certezza della indisponibilità della vita umana». I religiosi «invitano anche tutti ad una seria riflessione, a emendare sostanzialmente al Senato la norma e bocciarla addirittura come inutile, potendo fare riferimento già alle normative sull'accanimento terapeutico e cure palliative».

Il necrologio affisso a Pietrabbondante.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha definito la legge sul biotestamento «una norma importante e molto complessa, perché riguarda aspetti delicati della vita delle persone». Tuttavia, secondo l'esponente di Alternativa popolare, «sono rimasti in sospeso alcuni elementi, a partire dal registro delle Disposizioni anticipate di trattamento, che spero possano essere ripresi al Senato».

IL PD APRE SUL REGISTRO NAZIONALE DELLE DAT. Sulla stessa linea Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera: «L'impegno del ministro Lorenzin a seguire il tema del disegno di legge sul fine vita e a rendere efficaci le Dichiarazioni anticipate di trattamento è molto positivo. Infatti, solo con l'appoggio del ministero sarà possibile realizzare un registro nazionale delle Dat che, anche se non indispensabile, è certamente utile per rendere le dichiarazioni anticipate note agli operatori sanitari. Ci auguriamo che il Senato possa iniziare in breve tempo l'esame del ddl, approvato alla Camera con un'ampia maggioranza».

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