Assunta
9 Maggio Mag 2017 2107 09 maggio 2017

Riciclaggio, sigilli al ristorante dei vip Assunta Madre

Arrestato il titolare. In manette altre cinque persone tra cui i suoi figli, un direttore di banca e un commercialista. Il locale era frequentato da politici, attori e calciatori. Intestazione fittizia di beni, riciclaggio e autoriciclaggio le accuse contestate dalla Direzione distrettuale antimafia.

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Nella bacheca dei ricordi di uno dei più rinomati ristoranti nel cuore di Roma ci sono decine di scatti che ritaggono il titolare, per gli amici Johnny, con calciatori, attori di Hollywood, politici, imprenditori, ma anche personaggi coinvolti nell'inchiesta di Mafia Capitale, che avevano scelto il locale come luogo per i loro incontri. Era atteso a Montecarlo per l'inaugurazione di un nuovo ristorante Assunta Madre, ma l'imprenditore 52enne Gianni Micalusi è stato arrestato.

CHI SONO GLI ARRESTATI. In manette anche altre cinque persone: Adriano Nicolini, direttore di banca, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere; i due figli di Micalusi, Francesco e Lorenzo, ora ai domiciliari; il commercialista Luciano Bozzi e l'imprenditore Vito Francesco Genovese, anche loro ai domiciliari. Per gli inquirenti sono responsabili di intestazione fittizia di beni, riciclaggio e autoriciclaggio di denaro di provenienza illecita. Scattato il sequestro preventivo di numerosi beni, tra cui la società cui fa capo il noto ristorante Assunta Madre di via Giulia, nella Capitale. Con la nomina di un amministratore giudiziario, il ristorante potrà continuare le sue attività.

L'ASCESA IMPRENDITORIALE DI MICALUSI. Le indagini, durate circa due anni, si sono concentrate sull'ascesa imprenditoriale di Gianni Micalusi. Per gli investigatori si sarebbe dimostrato «capace di costituire numerose e redditizie attività commerciali, tra cui i rinomati ristoranti con il marchio Assunta Madre, effettuando svariati investimenti immobiliari, il tutto avendo cura di intestare i beni a prestanome privi di risorse economiche per evitare di figurare come titolare effettivo, pur mantenendone saldamente la direzione».

RAPPORTI SOGGETTI «DI SPESSORE CRIMINALE». Nel corso della conferenza stampa, gli inquirenti hanno detto che Micalusi «avrebbe avuto rapporti con soggetti di spessore criminale come Enrico Nicoletti, Angelo e Michele Senese e sarebbe stato indagato in passato per reati associativi, di natura anche mafiosa, delitti contro il patrimonio, usura ed estorsione». Si sarebbe inoltre avvalso dell'appoggio di Bozzi e Nicolini, il quale avrebbe ritirato denaro in contanti all'interno di una sua pescheria a Roma, rendendo così non tracciabili le operazioni, e avrebbe poi firmato anche a nome degli intestatari fittizi dei conti correnti riconducibili all'imprenditore.

L'ESPANSIONE A MILANO, LONDRA E BARCELLONA. «Ancora una volta si dimostra che un certo tipo di criminalità non si può realizzare senza il ruolo di colletti bianchi che mettono a servizio le proprie energie», ha detto il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia, Michele Prestipino. La presunta attività illecita di Micalusi sarebbe stata estremamente redditizia, consentendogli di effettuare importanti investimenti immobiliari come l'apertura del ristorante Assunta Madre di Milano e l'avvio dell'espansione a Londra e Barcellona, oltre che a Montecarlo.

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