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10 Maggio Mag 2017 1035 10 maggio 2017

Sui rifiuti Raggi dice mezze verità

L'emergenza monnezza nella Capitale è ciclica. La sindaca M5s scarica responsabilità sulla Regione. Che però non può costruire impianti, solo autorizzarli. Mentre l'assessora Montanari guarda al 2021.

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«Prima che Roma venga sommersa dai topi, dalla spazzatura e dai campi dei clandestini gestiti dalla mafia, Marino dimettiti». Era il 17 giugno 2015 e Beppe Grillo dai social picconava la giunta capitolina. Primavera 2017, la monnezza è tornata a invadere Roma, le bacheche dei social si riempiono di foto di cassonetti strapieni e di pattume per le strade. Ma questa volta la responsabilità è della Regione. «Sui rifiuti il Lazio è sottodimensionato, lo dice il governo. @nzingaretti ne prenda atto e lavori: impiantistica è sua competenza», twitta la sindaca. In questi due anni cos'è cambiato? Semplice: il colore dell'amministrazione. Nel 2014 il M5s era all'opposizione e adesso siede alla maggioranza. In compenso, spiega a Lettera43.it Estella Marino, ex assessore all'Ambiente della giunta Marino, «a non essere cambiate sono le responsabilità della gestione dei rifiuti rispetto alle fugure istituzionali».

IL GIOCO DELLA RESPONSABILITÀ. Marino sa bene quel che significa essere sotto pressione e nel mirino di cittadini imbufaliti. «Ci sono passata, e non è semplice», aggiunge. «Per questo serve sangue freddo, invece scaricare le responsabilità è uno sport nazionale». Quando Raggi dal Blog e su Facebook scrive: «Roma Capitale raccoglie i rifiuti e li trasferisce negli impianti di trattamento Tmb. Da qui non possono partire i camion di rifiuti trattati perché la Regione non ha previsto impianti sufficienti e, addirittura, non autorizza l'incremento della capienza di quelli esistenti», in realtà dice una mezza verità. La Regione ha competenze sulla pianificazione del sistema e sulle autorizzazioni, conferma Marino, non sulla realizzazione degli impianti di cui invece sono responsabili il Comune o i privati. Perché, va ricordato, si tratta di un settore industriale come un altro. «Nel piano industriale della Giunta Marino», sottolinea l'ex assessore, «era previsto che una parte dell'impiantistica fosse realizzata da Ama». Ma i 5 stelle lo hanno affossato senza proporre alternative concrete.

Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e Virginia Raggi.

A sua volta la Pisana, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, sconta un ritardo di almeno 20 anni. «La Regione ha un piano vecchio, che risente della scelta del passato di avere come unico sbocco la discarica più grande di Europa», ha sentenziato pochi giorni fa l'assessore alla Sostenibilità ambientale, la reggiana Pinuccia Montanari. Va detto però che la Giunta Raggi ora ha davanti a sé uno scenario migliore di quello che trovò Marino. Se non altro perché l'emergenza del 2015 faceva i conti proprio con la chiusura della discarica di Malagrotta. Non solo: il Comune poi può contare sul trasferimento di 2 mila tonnellate a settimana di rifiuti in Austria, anche questa eredità del sindaco Marino. Una goccia, sicuramente. Ma sempre meglio di niente. Inoltre, la Regione ha autorizzato lo smaltimento in tutti i siti del Lazio e dell'Abruzzo. Eppure queste misure non sono state sufficienti. «Il Comune», continua Marino, «con una ordinanza potrebbe attivare il tritovagliatore mobile. Ma non lo fa». Il sospetto è che non voglia tradire i comitati del VI Muncipio dove il M5s ha spopolato. Non a caso Raggi a Porta a Porta ha ribadito il no all'ecodistretto a Rocca Cencia perché «è vicino alle case».

UNA CONGESTIONE ANNUNCIATA. La congestione di queste settimane purtroppo non stupisce a Roma. Anche se, fa notare Marino, «non si capisce come nel 2016 con il prefetto Francesco Paolo Tronca e il Giubileo non si siano registrati particolari problemi». «Tutti sanno, anche i bambini, che a Roma, dove il ciclo è fragile e precario, c'è una stagionalità, ci sono picchi di produzione dei rifiuti», va giù dura in una intervista a Repubblica un'altra ex assessora: Paola Muraro. «La capacità impiantistica della città può trattare 3 mila tonnellate al giorno di indifferenziata, quindi il sistema regge se tutto funziona bene. Ma ciclicamente, proprio nel periodo di picco gli impianti vanno in sofferenza e ne risente tutto il servizio»., Muraro non ha dubbi: davanti a un'emergenza annunciata l'amministrazione M5s si è dimostrata «incompetente».

DIFFERENZIATA SENZA DESTINAZIONE. Se poi la differenziata in discarica passa dal 70 al 43% è naturale che servano nuovi impianti ad hoc. Il problema, stando alla versione della Regione, è che le richieste non sono mai state presentate. Nemmeno per i tre impianti per l'umido citati da Raggi nel salotto di Vespa. E continuare a sventolare, come fa Montanari, un Piano che pare più un elenco di desiderata - la sua rivoluzione lenta prevede che entro il 2021 ogni romano produrrà fino a 100 kg di spazzatura in meno, che la differenziata crescerà fino al 70% e i cassonetti spariranno - non risolve la situazione oggi. La sindaca intanto su Facebook conferma l'impegno senza sosta per affrontare "l'emergenza". «I rifiuti in strada sono vergognosi. I cittadini hanno ragione», ha scritto Raggi in un post in cui conferma il suo no a discariche e inceneritori come previsto dall'Ue. «Gli impianti Ama sono già al lavoro 24 ore su 24 per una pulizia straordinaria. Abbiamo messo in campo una task force per evitare cassonetti stracolmi e ringrazio i dipendenti dell’Ama che stanno lavorando in questi giorni. Abbiamo rafforzato i turni degli “squaletti”: piccoli mezzi e squadre di operatori che intervengono dopo il passaggio dei camion per pulire nei pressi dei cassonetti». E poi ha assicurato che «entro pochi giorni tutto tornerà alla normalità».

I rifiuti in strada sono vergognosi. I cittadini hanno ragione. Per questo ci stiamo impegnando senza sosta. Gli...

Geplaatst door Virginia Raggi op woensdag 10 mei 2017
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