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11 Maggio Mag 2017 1819 11 maggio 2017

Cuppari, l'imprenditore fan di Corona "inguaia" la Finanza

Amico dell'accusatrice Darù, dice di aver sentito agenti in borghese nel suo bar insultare l'ex re dei paparazzi. Che in Aula tuona: «Li conosceva, ma non ha il coraggio di dire tutta la verità». 

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Capello ingellato, completo blu e panciotto. Al processo che vede Fabrizio Corona accusato di riciclaggio e intestazione fittizia di beni sfila come testimone anche Matteo Cuppari, imprenditore milanese, proprietario del bar New York Lounge in via Fabio Filzi, a due passi dal comando della guardia di finanza: il locale è al civico 33, le fiamme gialle al 44.

CORONA: «CUPPARI NON DICE LA VERITÀ». «È un mio fan, si veste come me. Ma non ha il coraggio di dire le cose come stanno. Un generale della Finanza e altri due sparlavano di me nel suo bar dove vanno a prendere il caffè tutte le mattine. Dovete indagare su questo», ha detto Corona dopo la testimonianza di Cuppari durante uno dei passaggi più accesi dell'udienza del processo dove l'ex re dei paparazzi deve difendersi dalle accuse riguardanti quei 2,6 milioni di euro trovati in una banca in Austria e nel controsoffitto di una casa intestata alla collaboratrice Francesca Persi.

Fabrizio Corona.

ANSA

Non c'era infatti solo Belen Rodriguez, la soubrette che ha attirato in Aula un pubblico degno dei tempi di Tangentopoli, tra il disappunto espresso solo a gesti da uno dei giudici più stimati del tribunale di Milano, Andrea Ghinetti, nel collegio presieduto da Guido Salvini. «Basta guardare la faccia di Ghinetti durante il processo per capire il livello delle udienze», dice a Lettera43.it un legale.

BELEN: «FABRIZIO SIGNORE DEI CONTANTI». Se Belen ha confermato che il suo ex fidanzato era «il signore della buste in contanti», «ossessionato dai soldi» a tal punto da non uscire di casa «senza almeno 10 mila euro in tasca», è stato Cuppari nella sua testimonianza a tirare in ballo non meglio precisate «forze dell'ordine in borghese», che avrebbero insultato Corona dandogli del «pagliaccio» e dicendo che sarebbero andati ad arrestarlo. Cuppari è amico di Geraldine Darù, la grande accusatrice di Corona che ha raccontato tutto ai magistrati prima dell'arresto: fu lei a presentargli l'ex re dei paparazzi.

È l'ennesima strana storia del processo, dopo le accuse contro Luigi Favoloso, il compagno di Nina Moric, e il mistero delle due bombe del 15 agosto 2016, una esplosa e l'altra trovata in un cestino, come raccontato dalla fidanzata di Corona Silvia Provvedi nelle udienze precedenti. L'imprenditore che imita l'ex re dei paparazzi con selfie e pose su Instagram non ha voluto fornire ulteriori dettagli al pm Alessandra Dolci, che lo ha incalzato più volte accusandolo di mentire: in principio ha raccontato che l'episodio ebbe luogo in un locale del centro mentre in realtà si trattava del bar di famiglia. «Sì è vero, ho mentito all'inizio della testimonianza ma perché ho paura, è la prima volta che mi trovo in un processo di questo tipo», ha risposto, con la Dolci che ha ribattuto che avrebbe dovuto aver paura perché poteva essere accusato di spergiuro.

CUPPARI: «NON CONOSCEVO QUEGLI AGENTI». In sostanza la vicenda è questa. Cuppari sostiene di aver sentito, una mattina di fine settembre 2016, «alcuni agenti in borghese» nel suo locale definire Corona «un pagliaccio» e che «qualcuno gliela avrebbe fatta pagare». Il titolare del New York Lounge ha aggiunto di aver sentito parlare pure di «Austria». Appena carpita la conversazione andò a riferirla a Corona che chiamò immediatamente l'avvocato Ivano Chiesa. Lo stesso Chiesa ha confermato l'accaduto spiegando che si verificò il 29 settembre: Corona è stato arrestato pochi giorni dopo, il 10 ottobre. «Per me non c'è differenza tra polizia e guardia di finanza. Erano in borghese», ha spiegato Cuppari. «Non li conoscevo, non sono mai più tornati nel mio bar». Ma per Corona la realtà è differente.

Ha paura, ma li conosce. Lo capisco, non ha il coraggio di dirlo. Ma vanno ogni mattina a prendere il caffè nel suo bar che sta vicino al comando della Finanza

Fabrizio Corona su Cuppari

È stato proprio l'imputato a chiedere di fare dichiarazioni spontanee per spiegarlo: «Questo è un processo basato sui pregiudizi», ha urlato, sbattendo i pugni sul tavolo e facendosi ammonire dal giudice Salvini. «Un generale della Finanza diceva al bar 'per quel coglione di Corona prendiamo la chiave e la buttiamo via' prima del mio arresto. Dovrebbero indagare su questo. Dovreste indagare su Sculli (Giuseppe, che lo avrebbe minacciato prima della bomba al Bar Radetzky, ndr), su Favoloso» che avrebbe piazzato la bomba sotto casa sua. Ma perché Cuppari non lo ha spiegato? «Ha paura, ma li conosce, sa chi sono. Lo capisco, non ha il coraggio di dirlo. Ma vanno ogni mattina a prendere il caffè nel suo bar che sta vicino al comando della Finanza». La prossima udienza è prevista per il 16 maggio, mentre il 23 sarà sentito Favoloso con cui Corona ha già avuto uno screzio nelle scorse settimane.

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