Divorzio
11 Maggio Mag 2017 1235 11 maggio 2017

Divorzio, tenore di vita addio: ecco cosa cambia

La sentenza è retroattiva? Riguarda anche i figli? È possibile tutelarsi con un patto prematrimoniale? Ecco le cose da sapere sull'argomento.

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Il verdetto della Cassazione che ha archiviato il tenore di vita goduto durante il matrimonio come parametro perenne che l'ex coniuge era tenuto ad assicurare alla parte economicamente più debole delle coppia divorziata ha fatto sorgere numerosi interrogativi nell'opinione pubblica italiana. La sentenza è retroattiva? Riguarda anche i figli? È possibile tutelarsi con un patto prematrimoniale? Ecco le cose da sapere sull'argomento.

1) La sentenza è retroattiva?

Dopo la sentenza della Cassazione, chiunque elargisca un assegno divorzile potrà presentare ricorso in tribunale e chiedere che la cifra venga ricalcolata sulla base dei nuovi principi stabiliti dai giudici, sintetizzabili nel concetto di garanzia dell'autosufficienza economica dell'ex coniuge.

2) Come si misura l'autosufficienza economica del coniuge?

Per accertarla verranno presi in considerazione quattro indici: il possesso di redditi di qualsiasi specie; il possesso di cespiti patrimoniali mobiliari e immobiliari; le capacità e le possibilità effettive di lavoro personale, in relazione alla salute, all’età, al sesso e al mercato del lavoro dipendente o autonomo; la stabile disponibilità di una casa di abitazione. Toccherà dunque all’ex coniuge che chiede l’assegno divorzile dimostrare di non avere i mezzi adeguati per vivere e di non poterseli procurare.

3) Si applica anche ai figli?

No, la sentenza della Cassazione non cambia niente per quanto riguarda i figli, il cui tenore di vita dev'essere mantenuto e non può essere ritoccato.

4) Quanti italiani potrebbero beneficiare dei nuovi parametri?

Ogni anno nel nostro Paese si registrano 88 mila separazioni e 55 mila divorzi. Almeno il 20% riguarda coppie con redditi medio alti, i diretti interessati del nuovo orientamento. Il problema, infatti, si pone quando c’è grande sproporzione tra lo stipendio del marito e quello della moglie, o viceversa. Negli Anni 80 venivano riconosciuti gli assegni divorzili nel 60% dei casi. Nel 2016 soltanto il 19% dei divorzi ha sancito un assegno divorzile. Significa che i giudici avevano già cambiato linea.

5) È possibile tutelarsi con un patto prematrimoniale?

Non sono previsti dal nostro sistema giuridico. Esiste un disegno di legge bipartisan fermo da anni alla commissione Giustizia del Senato che cerca di introdurli, senza successo.

6) Chi trarrà vantaggio dalla sentenza?

Sul piano economico, il coniuge più ricco. Ma ci sono dei ritorni anche per lo Stato, per esempio quando muore l’ex marito. Se titolare di una pensione, la ex moglie può farsi riconoscere dall’Inps la sua quota. Questo d'ora in poi sarà molto più difficile.

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