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11 Maggio Mag 2017 1135 11 maggio 2017

Mosca, torna libero l'attivista italiano fermato dalla polizia

Rilasciato Yuri Guaiana: era stato arrestato mentre si stava recando alla procura generale per consegnare le firme raccolte dalla petizione contro il trattamento dei gay in Cecenia.

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È stato rilasciato Yuri Guaiana, l'attivista dell'associazione radicale Certi Diritti, fermato dalla polizia a Mosca mentre si stava recando alla procura generale per consegnare le firme raccolte dalla petizione contro il trattamento dei gay in Cecenia. Guaiana era stato trasferito in una caserma della polizia.

«NON SAPPIAMO COSA SUCCEDERÀ». Raggiunto dai media italiani, ha detto: «Sono appena stato rilasciato, adesso sto correndo in albergo su una macchina messa a disposizione dal consolato che ringrazio per l'assistenza, faccio i bagagli e cerco di uscire il prima possibile dal Paese, che è fondamentale, perché c'è un processo a mio carico. «Mi contestano», ha aggiunto, «di aver fatto una manifestazione non autorizzata e di aver fatto resistenza a pubblico ufficiale, cosa assolutamente non vera». L'attivista, fermato assieme ad altri quattro colleghi russi, aveva precedentemente riferito di non aver mangiato né bevuto e ringraziato «il sottosegretario Della Vedova per l'interessamento» e il console italiano che ha incontrato». In tarda serata lo stesso attivista ha confermato all'Ansa di aver lasciato la capitale russa in direzione dell'Italia.

ALFANO: «AZIONE RAPIDA DI AMBASCIATA E CONSOLATO». La conferma è arrivata anche dal ministro Angelino Alfano e dalla Farnesina che hanno confermato in una nota il rilascio di Guaiana. «L'Ambasciata d'Italia e il Consolato Generale a Mosca a cui ho chiesto di intervenire con immediatezza, hanno prestato la massima assistenza al sig. Guaiana, ottenendo una rapida e positiva soluzione del caso. I contatti intercorsi con le Autorità di quel Paese si sono svolti con spirito di massima collaborazione» ha detto il ministro.

«SPINGIAMO PER UN'INDAGINE IN CECENIA». Tra le righe della nota si legge anche che «il ministro Alfano ha recentemente sostenuto e aderito a una dichiarazione congiunta della Equal Rights Coalition relativa alle notizie di detenzione arbitraria, torture e assassini di omosessuali ad opera dei servizi di sicurezza e di altre autorità governative in Cecenia. Tale dichiarazione chiede alle autorità russe di condurre un'inchiesta indipendente, adottare tutte le misure necessarie per garantire il rilascio di chiunque sia stato illegittimamente detenuto e assicurare alla giustizia chiunque ne fosse responsabile».

Amnesty International ha condannato il fermo a Mosca dei cinque attivisti. «Anche se gli attivisti sono stati rilasciati poco dopo l'arresto questa detenzione segue il consueto schema con cui le autorità russe reprimono l'attivismo e rappresenta una multipla violazione dei diritti: alla libertà d'espressione, alla libertà di manifestazione pacifica e alla libertà personale» ha dichiarato il vice direttore per l'Europa e l'Asia centrale di Amnesty International, Denis Krivosheev.

PRONTO A CONSEGNARE 2 MILIONI DI FIRME. Guaiana e i quattro attivisti russi stavano per consegnare oltre 2 milioni di firme alla procura generale della capitale per chiedere l'apertura di un'indagine sulle presunte persecuzioni ai gay. Gli altri attivisti rilasciati sono Alexandra Aleksieva, Marina Dedales, Nikita Safronov e Valentina Dekhtiarenko.

IL DISCORSO DI GUAIANA. Guaiana, prima di essere fermato dalla polizia, aveva dichiarato: «Siamo qui per consegnare più di 2 milioni di firme al procuratore generale. Non è mai avvenuto prima, molta della popolazione cecena chiede che si faccia un'inchiesta efficace e che si fermino subito arresti, torture e uccisioni di gay. I cittadini russi meritano di vivere in libertà e in uno stato di diritto. La Russia deve rispettare i trattati internazionali che ha sottoscritto. Nessuno deve sacrificare la propria libertà e la propria vita solo a causa di quello che è e di chi ama, né in Cecenia né da nessun'altra parte».

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