Matteo Messina Denaro 131213174141
12 Maggio Mag 2017 1100 12 maggio 2017

Fiera Milano e la pista che porta a Messina Denaro

Nella prima sentenza sul caso delle infiltrazioni mafiose nella controllata che ha allestito alcuni padiglioni di Expo spuntano pezzi di puzzle per la cattura del super latitante. Nastasi, Pace, Mafrici: la rete.

  • ...

Cosa c’entrano le indagini sulle infiltrazioni mafiose nella controllata di Fiera Milano, Nolostand (che ha allestito anche alcuni padiglioni di Expo), con la latitanza di Matteo Messina Denaro? Molto più di quanto si è saputo fino a oggi. E quando a parlare c’è pure una sentenza, la posta in gioco si alza aggiungendo pezzi importanti al puzzle per la cattura di "Diabolik". E ciò che è accaduto nel rito abbreviato del processo ha cristallizzato passaggi importanti che avvicinano Milano a Castelvetrano come mai prima.

«ATTIVITÀ A DISPOSIZIONE». Nella sentenza firmata dal gup Alessandra Del Corvo si legge che l’amministratore di fatto del consorzio Dominus, Giuseppe Nastasi, avrebbe preso «esplicitamente in considerazione» la possibilità di mettere la propria attività, che in tre anni aveva fatturato solo con Nolostand tra i 18 e i 20 milioni di euro, «a disposizione e al servizio di un soggetto del calibro mafioso di Matteo Messina Denaro». Stessa cosa, secondo l’accusa, anche per l’ex socio Liborio Pace che invece è in attesa di giudizio nel processo con rito ordinario.

Nastasi in tre anni solo con Nolostand tra i 18 e i 20 milioni di euro.

ANSA

Del resto i «piccioli» fatti al Nord hanno sempre fatto comodo a latitanze più o meno fortunate. E la primula rossa di Cosa nostra ha sempre goduto di una rete di protezione sociale ed economica importante. Fatta anche di insospettabili. E qui arrivano le novità. Nelle 241 pagine della sentenza si parla dell’imprenditore Antonio Giuliano Mafrici (non indagato in questo procedimento), che con le società Interalp Bau e Blasbiel è attivo nel settore delle grandi opere elvetiche.

ANCHE 40 GIORNI DI CARCERE. Fino a oggi il suo nome era emerso nel corso della requisitoria del pm Paolo Storari, ma il quadro è sempre rimasto sfumato. L’imprenditore calabrese è rimasto anche impigliato nelle maglie della giustizia elvetica uscendone assolto dopo 40 giorni di carcere. Per lui nel luglio 2016 sono cadute in giudizio le accuse di corruzione per gli appalti riguardanti i lavori sulla strada del Sempione. Tuttavia le autorità svizzere e quelle italiane non hanno smesso di approfondire la posizione dell’imprenditore nato a Piedimulera, nel Verbanese, ma originario di Condofuri. Perché?

APPROFONDIMENTI IN CORSO. Perché oggi si ritrova al centro di una annotazione trasmessa dalla procura di Milano a quella di Palermo e su cui i pm palermitani stanno svolgendo approfondimenti. La nota, firmata dal capo della Direzione distrettuale antimafia (Dda) milanese Ilda Boccassini, è stata redatta in seguito agli incontri dell’imprenditore in Sicilia e in Lombardia con Liborio Pace e Giuseppe Nastasi.

Ilda Boccassini.

Dalla sentenza del processo in rito abbreviato depositata a fine aprile risultano almeno tre incontri tra i tre o tra Pace e Mafrici nel 2015. A confermare la trasmissione dell’annotazione ai pm di Palermo è stato uno dei finanzieri che ha seguito l’inchiesta milanese da cima a fondo chiamato a testimoniare dal pm Paolo Storari nel corso del rito ordinario dove si trova imputato l’ex socio di Giuseppe Nastasi, Liborio Pace.

PIÙ DI UN INDIZIO NELLE 247 PAGINE. Altri particolari non ce ne sono perché l'indagine al momento è in corso, ma i passaggi contenuti nelle 247 pagine della sentenza in rito abbreviato depositata a fine aprile danno più di un indizio su dove potrebbe andare a parare un possibile approfondimento della procura di Palermo oggi diretta da Franco Lo Voi.

Per i giudici meneghini Mafrici rappresenta una figura di riferimento influente per gli odierni imputati nella conduzione della loro attivirà imprenditoriale

Per i giudici meneghini Mafrici rappresenta «una figura di riferimento influente per gli odierni imputati nella conduzione della loro attivirà imprenditoriale» e i rapporti tra le varie figure pur se rimasti sullo sfondo sono «utili a comprendere ancor più la fitta rete di appoggi di cui godevano Pace e Nastasi». Del resto a far drizzare le antenne agli investigatori è stato il profilo dell’imprenditore che vive sulle rive del Lago Maggiore.

NASTASI SBUGIARDATO. Il suo nome emerge per la prima volta in una conversazione intercettata tra Giuseppe Nastasi e il padre Calogero, a cui era fittiziamente intestato il consorzio Dominus. «Giuliano Mafrici! Quello che ci ha fatto entrare in Fiera (Fiera Milano, ndr), ti vuole conoscere», riferì Giuseppe Nastasi al padre Calogero. L’esatto contrario di quello che lo stesso Nastasi disse poi in aula durante il processo: «Non credo c’entri qualcosa con Fiera Milano».

Una foto di Matteo Messina Denaro e una ricostruzione di come potrebbe essere oggi.

Gli inquirenti identificano l’imprenditore e ne tracciano un primo quadro: «Gravato da precedenti di polizia per i reati di associazione di stampo mafioso e di porto e detenzione di armi», si legge nella sentenza firmata dal gup Alessandra del Corvo, «emergeva che Mafrici Antonio Giuliano era stato sottoposto numerose volte a controlli sul territorio quasi sempre nella provincia di Verbania, anche in tempi recenti, con soggetti originari della zona calabrese jonico-reggina molti dei quali gravanti precedenti» per associazione mafiosa o sottoposti a misure di sorveglianza.

INCONTRO CON PRECAUZIONI. Come nota il legale di Liborio Pace, il casellario giudiziario di Mafrici oggi risulta immacolato, ma gli investigatori lo hanno messo sotto la lente di ingrandimento scoprendo che con la mediazione del pregiudicato calabrese Domenico Modafferi Mafrici, Nastasi e Pace dunque s’incontrarono e con tutte le precauzioni del caso. Niente chiacchiere al telefono «che oggi un’intercettazione costa 12 euro al giorno, una volta invece 150-200» e che «se vogliono ti mandano un sms e ti aprono il microfono», disse Mafrici a Pace in una delle rarissime intercettazioni tra i due.

L’intenzione di Nastasi era di riferire giù, in Sicilia, che qualcun altro "si era messo a disposizione", si legge nella sentenza, ovvero proprio l’imprenditore Mafrici incontrato il giorno prima

Nastasi e Pace hanno dimostrato di ben conoscere le dinamiche interne delle famiglie mafiose del trapanese e di Enna. Tanto che quando venne arrestato Domenico Scimonelli, uomo tra gli più vicini a Messina Denaro e colletto bianco che avrebbe reinvestito il denaro del boss in Svizzera, i due discussero a lungo del fatto che «se Mimmuzzo si mette a parlare sono “scantati”». Ma sapevano che Mimmuzzo, «quello più vicino, diciamo», era affidabile.

RIVELAZIONE AL TELEFONO. Mimmuzzo, della famiglia di Partanna, andava sostituito e il 24 agosto del 2015 tornando da un incontro con l’imprenditore di Piedimulera Nastasi e Pace ne parlarono. Commentando l’arresto dello stesso Scimonelli, Nastasi non ci girò attorno: «Appena scendo glielo faccio sapere che questo si è messo a disposizione». L’intenzione di Nastasi era di riferire giù, in Sicilia, che «qualcun altro "si era messo a disposizione"», si legge nella sentenza, «ovvero proprio l’imprenditore Mafrici incontrato il giorno prima dai due imputati». Su di lui la palla passa a Palermo che dovrà controllare anche altri incontri dell'imprenditore osservati in fase di indagine dagli inquirenti.

LA CACCIA CONTINUA... Intanto prosegue la caccia a Matteo Messina Denaro. Il 10 maggio 2017 in 14, ritenuti vicini a "Diabolik", sono sono stati arrestati tra Marsala e Mazara del Vallo, e il giorno stesso il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti a Roma ha incontrato «per uno scambio di vedute» il procuratore generale elvetico Michael Lauber. E per restare in tema, sabato 13 maggio è in programma l'inaugurazione del lavoro dei Cacciatori di Sicilia, squadrone eliportato dei carabinieri che già in Calabria e in Sicilia dà la caccia ai grandi latitanti. Che Messina Denaro sia il loro primo successo? C’è chi se lo augura, dopo 24 anni di latitanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso