Guardia Di Finanza
12 Maggio Mag 2017 1240 12 maggio 2017

Lecce, arresti antiracket: indagato assessore

L'assessore al Bilancio del Comune di Lecce, Attilio Monosi è stato indagato per concorso in truffa aggravata nell'inchiesta che ha portato oggi all'arresto della presidente dell'Associazione Antiracket Salento.

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L'assessore al Bilancio del Comune di Lecce, Attilio Monosi (Direzione Italia), è stato indagato per concorso in truffa aggravata nell'inchiesta che ha portato all'arresto della presidente dell'Associazione Antiracket Salento, Maria Antonietta Gualtieri, e di altre tre persone, una delle quali ai domiciliari. Nei confronti dell'assessore è stata emessa dal gip la misura interdittiva di divieto di ricoprire cariche pubbliche. Monosi è candidato consigliere (per DI) alle prossime elezioni amministrative di Lecce.

MONOSI PRONTO PER LE LEGISLATIVE. Il 12 maggio Monosi avrebbe dovuto presentare la sua lista per le elezioni amministrative. La misura interdittiva è stata emessa dal gip Giovanni Gallo su richiesta dei sostituti procuratori Massimiliano Carducci e Roberta Licci. La sua posizione sarebbe estranea comunque all'operato della presidente Maria Antonietta Gualtieri dello Sportello Antiracket Salento, fermata nella mattinata con l'accusa di truffa aggravata, peculato e frode nella percezione di fondi pubblici destinati alle vittime del racket e dell'usura.

POSIZIONE LEGATA ALLO SPORTELLO. La posizione di Monosi sarebbe attinente a pratiche comunali riguardanti lo sportello di Lecce dell'associazione, pratiche che sarebbero state fatte per agevolare i pagamenti di lavori effettuati nella sede della stessa associazione. La stessa misura interdittiva ha raggiunto anche l'avvocato Marco Fasiello, uno dei legali dell'associazione antiracket.

FERMATI FUNZIONARI ED EX FUNZIONARI. Oltre alla Gualtieri tra le persone arrestate ci sono anche un funzionario in carica del Comune di Lecce, un ex funzionario e la segretaria dell' associazione antiracket (quest'ultima ha ottenuto i domiciliari). Il funzionario in questione è Pasquale Gorgoni detto "Lillino", coordinatore dell'Ufficio Patrimonio, accusato di corruzione e di Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del settore finanziario del Comune di Lecce. Ai domiciliari si trova Serena Politi, la segretaria dell'associazione antiracket presieduta da Maria Antonietta Gualtieri.

GIRO DI SPORTELLI FITTIZZI. Dall'inchiesta sarebbe emerso un vero e proprio raggiro per frodare i fondi destinati alle vittime di racket e usura e avere accesso ai fondi messi a disposizione dal Fondo di Solidarietà. Al centro il presunto sodalizio criminoso capeggiato da Maria Antoneitta Gualtieri che avrebbe creato, secondo gli investigatori, con l'apposita realizzazione a Lecce, Brindisi e Taranto degli Sportelli antiracket aperti dall'associazione ma solo sulla carta.

FINTI SERVIZI PER I RIMBORSI. Gli sportelli, in realtà, secondo quanto emerge dall' indagine, sarebbero stati solo fittizi e, attraverso una rendicontazione falsa di spese sostenute per il personale, acquisizione di beni e servizi o di trasferte mai sostenute, attestavano falsamente la loro operatività relativa al servizio di assistenza fornito alle vittime e al numero di denunce raccolte, alterando anche il raggiungimento degli obiettivi richiesti dal progetto.

L'AIUTO DI PROFESSIONISTI COMPIACENTI. L'Associazione antiracket gestita da Maria Antonietta Guerrieri, secondo l'accusa, con l'appoggio di professionisti compiacenti, avvocati, commercialisti, esperti del settore bancario, avrebbe anche stipulato contratti di collaborazione fasulli con dipendenti esistenti solo sulla carta, emettendo buste paga fasulle per prestazioni mai effettuate. Le somme indebitamente percepite dai fittizi collaboratori grazie alle false rendicontazioni presentate all'Ufficio del Commissario Antiracket, secondo quanto accertato dagli investigatori, venivano successivamente restituite in contanti alla stessa presidente dell'Associazione.

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