MAMME LAVORO
MUM AT WORK 13 Maggio Mag 2017 1400 13 maggio 2017

Una mamma che non lavora è una sconfitta per tutti

Il nuovo report di Save the children dedicato alla maternità in Italia è desolante. Figli e disoccupazione sono direttamente proporzionali. Ma per i padri è diverso.

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Sempre solo equilibriste e non equilibristi. Perché il carico di cura del futuro, cioè dei bambini, rimane - quasi esclusivamente - sulle spalle delle mamme. Alla vigilia della festa della mamma Save the Children torna con il secondo report sulla Maternità in Italia. Oltre alle percentuali, sempre negative, il fatto che mi fa riflettere è che nel nostro Paese, che dovrebbe essere una democrazia avanzata, le donne che fanno figli hanno difficoltà sia nella vita privata sia pubblica. Pensare che una persona che ha un figlio sia meno disponibile al lavoro o alla vita sociale, in generale, rende tutto il sistema fragile.

LA SOLITUDINE DEI GENITORI. Il problema vero è che chi ha figli viene lasciato da solo. Il welfare pubblico non tiene e quello informale è agli inizi. Eppure una vera soluzione per mamme, papà e bambini è proprio il cosiddetto welfare dal basso. Come i gruppi de Le Smamme e come il loro progetto Spa, spazi parlanti di auto-aiuto. Mettersi insieme e aiutarsi a vicenda. Tra famiglie, tra ragazzi. Ma come aiuto gli altri se non ho un lavoro? E, al contrario, come faccio rete se ho un impiego che mi assorbe dalle 8 di mattina alle 8 di sera?

UNA SCONFITTA PER TUTTI. Le mamme soffrono la situazione delle femministe storiche: parlano quasi unicamente a loro stesse. E invece, per sciogliere i nodi, bisogna parlare agli uomini e ai padri. Leggere sul dossier di Save the Children che l’Italia si colloca alla 27esima posizione (nell’Ue a 28), seguita solo dalla Grecia, per quanto riguarda l’occupazione delle donne tra i 25 e i 49 anni, ci fa sentire sconfitte. Ma pure gli uomini e i datori di lavoro dovrebbero capire che questa è una sconfitta anche per loro. Quale capo decide a priori di non pescare nel 100% dei possibili candidati, ma solo nel 50 (cioè solo tra gli uomini)? A quanto pare molti perché in Italia le donne tra i 25 e i 49 anni sono occupate per il 57,9% contro il 77,9% di uomini della stessa età.

MADRI E DISOCCUPAZIONE. Poi con l’aumentare del numero di figli aumentano anche le possibilità di rimanere disoccupate. In Italia, si passa da un tasso occupazionale del 58,4% per le donne con un figlio (72,5% la media Ue 28), al 54,6% per quelle con due bambini (71% la media Ue 28) fino al 41,4% per quelle con tre o più figli (54,9% la media Ue 28). Invece gli uomini registrano tassi occupazionali rispettivamente dell’82,1%, dell’86,7% e dell’82,9%.

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