Profumo
15 Maggio Mag 2017 1836 15 maggio 2017

Mps, chiesto il rinvio a giudizio per gli ex vertici della banca

La procura di Milano ha inviato all'ufficio del gip la richiesta di processo per l'ex presidente Profumo, l'ex ad Viola e l'ex presidente del Collegio sindacale Salvadori. Sono accusati di falso in bilancio e aggiotaggio.

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La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex ad di Mps e di Paolo Salvadori, ex presidente del Collegio sindacale dell'istituto, accusati di falso in bilancio e aggiotaggio, per i quali lo scorso aprile il gip Livio Cristofano ha respinto l'istanza di archiviazione della loro posizione. I pm Stefano Civardi, Giordano Baggio e Mauro Clerici hanno inviato all'ufficio gip la richiesta di processo per i tre manager dopo che il giudice aveva disposto l'imputazione coatta.

CONTABILIZZAZIONE DI DERIVATI. Sempre nell'ambito di questo filone di indagine, il sostituto pg Felice Isnardi, che in seguito alla archiviazione disposta dalla Procura di Mps, indagata in base alla legge sulla responsabilità degli enti, aveva disposto come prevede il codice nuovi accertamenti sulla banca, ha trasmesso gli atti ai pm affinché chiudano l'inchiesta con il deposito degli atti in vista di una riunione del procedimento con quello di Profumo, Viola e Salvadori. La tranche d'indagine, trasmessa da Siena la scorsa estate, riguarda la contabilizzazione a 'saldi aperti' dei derivati Santorini e Alexandria, operazioni strutturate la prima con Deutsche Bank e la seconda con Nomura.

PAROLA A UN NUOVO GIUDICE. I pm Civardi, Baggio e Clerici, coordinati dal procuratore Francesco Greco, sostenevano che Viola, ora ad della Popolare di Vicenza, e Profumo, visti il 'restatement' del bilancio di Mps da loro effettuato e la scoperta dei vari 'trucchi' che sarebbero stati adottati da chi li ha preceduti per abbellirlo e nascondere 'buchi', avrebbero agito senza alcuna intenzione di falsificare i bilanci né di occultare le perdite. Del tutto diversa, invece, è stata la lettura del gip Cristofano che, in linea con alcuni piccoli azionisti e Giuseppe Bivona, partner e co-fondatore di Bluebell Partners, i quali si erano opposti alla proposta di archiviazione, ha ravvisato nelle condotte dei manager presunti profili ingannevoli nei confronti del mercato ritenendo che quella contabilizzazione non ha dissipato le ambiguità sui derivati e che la vicenda debba essere vagliata da un Tribunale. Sulla richiesta di rinvio a giudizio ora la parola passa a un nuovo giudice.

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