Guardia Di Finanza
16 Maggio Mag 2017 0800 16 maggio 2017

Gli interessi della Misericordia a Isola Capo Rizzuto

Non soltanto Cara e Sprar. La Fraternita gestisce scuole, centri anziani e disabili. Con un occhio al turismo. Un impero da quasi 20 milioni di euro. Finito nel mirino degli inquirenti. La mappa degli affari.

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«Abbiamo i nostri limiti e i nostri difetti e commettiamo i nostri errori. Non siamo immacolati, puri e santi, però cerchiamo almeno di portare avanti quello che ci viene affidato e di utilizzare i soldi che lo Stato mette a disposizione per la gestione di questi centri nel modo più corretto possibile in un territorio difficile». Così parlava Leonardo Sacco, il governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificaziuone nel luglio 2015. Due anni dopo Sacco è stato arrestato con il co-rettore don Edoardo Scordio e altre 66 persone per associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegali di armi, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture. Stando alle accuse dei Ros «il Cara di Sant'Anna e la Misericordia di Isola Capo Rizzuto erano il bancomat della mafia».

DENUNCIAVA MINACCE DELLA 'NDRANGHETA. E dire che nel 2015 Sacco denunciava proprio le minacce subite pure dalla 'ndrangheta. «In particolare del boss di Isola di Capo Rizzuto, Nicola Arena», disse in commissione. «Non più tardi di due mesi fa ci fu una vicenda legata alla Polisportiva di Isola di Capo Rizzuto, una squadra di Eccellenza che era in mano al figlio del signor Arena. Dopo l’arresto, il titolo è stato consegnato al Comune, il quale l’ha messo a disposizione. La Misericordia si è fatta carico di questo, per portare avanti e togliere da queste mani lo sport di Isola di Capo Rizzuto». In breve, il giudice di Crotone aveva stabilito che il figlio del signor Arena dovesse allenarsi nello stadio del Paese, riportava Sacco. «La Misericordia si è opposta a questo, ricevendo in aula le minacce di Nicola Arena, il quale afferma che noi ci siamo presi tutta Isola».

La Misericordia dà lavoro a circa 280 persone. Non un dettaglio, se si considera che nel 2016 Crotone è stata la provincia con il tasso di disoccupazione più alto d’Italia

Presa o meno, gli interessi della Misericordia sull'Isula sono ramificati e differenziati. Oltre alla gestione del Cara di Sant'Anna , dei centri di Lampedusa e dei centri Sprar Oasi del Mediterraneo e Oasi dello Ionio, l'associazione si occupa pure di turismo e istruzione. Tanto che, continuava Sacco nella sua audizione, «la stessa Misericordia ha promosso un’impresa sociale, ai sensi del decreto legislativo n. 155 del 2006, e la Polisportiva di Isola di Capo Rizzuto, che è partecipata dalla Misericordia e dalla Miseri.Icr. Queste sono le tre branche che operano sul territorio».

LA PARTECIPAZIONE NELL'AEROPORTO. La Miser.icr aveva pure una partecipazione di circa il 2% del capitale sociale dell’aeroporto Sant’Anna. «In un momento in cui l’aeroporto versava in gravi condizioni economiche, fu fatta una cordata di imprenditori su Crotone», spiegava il governatore finito agli arresti. Miser.icr ha sborsato 50 mila euro per cercare di salvare lo scalo che però sommerso dai debiti fallì ugualmente.

COINVOLTA LA QUADRIFOGLIO SRL. Coincidenza: il bar dell'aeroporto è gestito dalla Quadrifoglio srl di Pasquale Poerio, società finita nel mirino degli inquirenti per aver preso il posto nella gestione del catering presso il Cara di Sant'Anna, il Centro di Lampedusa e gli Sprar nel Crotonese della Vecchia Locanda gestita dal cugino di Pasquale, Antonio Poerio, il cui contratto venne rescisso nel 2011 a seguito della sospensione del certificato antimafia. «Offriamo la nostra professionalità presso il Bar dell’aeroporto di S.Anna con il Wich Bar», è scritto sul sito della Quadrifoglio, «e ogni giorno potrete degustare la nostra cucina presso il Ristorante La Vecchia Locanda».

UN BILANCIO DA 17 MILIONI. Stando a Vita, nel 2016 il bilancio complessivo della Misericordia si aggirava sui 17 milioni di euro, più i 2 della controllata Miser.icr. E la galassia dà lavoro a circa 280 persone. Non un dettaglio, se si considera che nel 2016 Crotone è stata la provincia con il tasso di disoccupazione più alto d’Italia: 31,46%. (dati Istat).

Il centro per disabili ha come sede un immobile confiscato alla 'ndrangheta e un bagno dorato voluto proprio dagli Arena, la cosca che secondo l'accusa faceva affari con Sacco e don Scordio

Ma non è finita qui. Le Misericordie a Isola Capo Rizzuto gestiscono il Ristoro Betania per poveri e un Poliambulatorio. Poi, cambiando settore, il centro sportivo polivalente Alere Flamman, l'acquario dell'area protetta, il centro culturale Rosmini con Casa per vacanze e centro congressi. In progetto c'è anche la ristrutturazione di un vecchio cinema che diventerà una sala 3D. La Fraternita poi è il cuore del gruppo folk nato per, testuale, «favorire la crescita morale, spirituale ed ecclesiale di ogni sigolo membro, delle famiglie, degli adolescenti e dei piccoli, volendo esprimere le nostre potenzialità e capacità, nella riscoperta delle tradizioni locali e calabresi in genere» e della banda musicale.

MANI SU TUTTA LA FILIERA SCOLASTICA. Poi c'è il capitolo scuole. La Fraternita gestisce l'Istituto omnicomprensivo paritario Madonna Greca che copre tutta la filiera scolastica: dal micronido e la scuola d'infanzia alle elementari e medie fino alla scuola secondaria paritaria di secondo grado Ippsss (Istituto professionale per i servizi socio sanitari) Padre G Muratore.

TRASPORTO DEI DETENUTI INFERMI. Il ventaglio dei servizi offerti si completa con il centro per anziani che gestisce anche il trasporto dializzati per l’intera provincia crotonese, il core business iniziale della Fraternita, e il trasporto dei detenuti infermi del carcere di Catanzaro. «Nel luglio del 2004», si legge sul sito, «la Misericordia di Isola C.R. è riuscita a stipulare una convenzione con il 118 di Crotone, garantendo la copertura H 24 di tale servizio». Infine c'è il centro per disabili Matteo, 25, l'unico del Comune. La sede è un immobile confiscato alla 'ndrangheta e in un bagno, raccontava Sacco a Vita, era ancora visibile un sifone dorato voluto proprio dagli Arena, la cosca che secondo l'accusa faceva affari d'oro con Sacco e don Scordio sulla pelle dei richiedenti asilo.

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