Consip Sistema Romeo

Caso Consip

Annalisa Chirico E Chicco Testa
17 Maggio Mag 2017 1421 17 maggio 2017

La cena bipartisan contro le "procure a Cinque Stelle"

A Firenze con Annalisa Chirico non solo renziani. Presenti forzisti e Maroni. Anch'egli finito anni fa in brogliacci pubblicati da Lillo. L'organizzatrice: «Siamo una Repubblica giudiziaria». E accusa il M5s.

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«Il Fatto Quotidiano ci ha fatto un gran regalo, la scelta di Firenze è ancora più azzeccata»: è ironica Annalisa Chirico, leader del movimento Fino a prova contraria, che nel capoluogo toscano il 18 maggio organizza una cena dal titolo “La Notte della Giustizia”, a un anno di distanza dalla morte del leader radicale Marco Pannella. L'evento, nella splendida cornice delle fiorentine Serre Torrigiani, s'interseca con le polemiche di questi giorni per l'inchiesta Consip, tra i brogliacci pubblicati dal Fatto e la difesa del segretario del Pd Matteo Renzi. «Non credo sia stato calcolato da parte di Lillo e Travaglio», aggiunge, «ma ci hanno servito un assist perfetto, la cena è nata per ricordare Pannella ma con queste ultimissime rivelazioni lo spirito di Consip aleggerà su di noi».

Matteo Renzi.

ANSA

Chirico è tra le più critiche con il quotidiano diretto da Marco Travaglio. Parla di un presunto "metodo Lillo", attaccando il giornalista che ha pubblicato il brogliaccio telefonico, ma nega che ci sia una battaglia tra i due poli, ovvero Il Foglio-Renzi e Il Fatto Quotidiano-Movimento 5 Stelle. «La gente non sa neppure che esistono Il Foglio e Il Fatto, la nostra è una battaglia per la democrazia contro la Repubblica giudiziaria che qualcuno vorrebbe instaurare nel nostro Paese. Le pare normale che la procura di Napoli intercetti il padre dell'ex premier che però è indagato da un altro ufficio giudiziario per un reato che per giunta non ammette il controllo del telefono?».

«È UNA BATTAGLIA POLITICA». Per Chirico il “Consip gate” è uno schiaffo allo Stato di diritto: «La nostra è una battaglia politica. Una giustizia che funziona fa crescere il Prodotto interno lordo. In Italia poi assistiamo a una degenerazione inquietante le cui radici profonde rimandano a Tangentopoli, alla parabola di Bettino Craxi e pure a quella di Silvio Berlusconi. È una Repubblica giudiziaria che funziona su tre punte: la procura politicizzata, il quotidiano di riferimento che amplifica l'inchiesta e un partito, il Movimento 5 Stelle, che trasforma la velina in atto parlamentare per pretendere le dimissioni di un ministro o di un sottosegretario».

Marco Travaglio.

Gli invitati all'evento di Firenze sono 300. «È una cena bipartisan, non solo esponenti del Partito democratico ma anche il governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni e Andrea Ruggieri (nipote di Bruno Vespa, ndr), responsabile di Forza Italia per i rapporti con le televisioni», dice Chirico.

ANCHE CARRAI TRA GLI INVITATI. Ci sarà il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi che sta conducendo una battaglia legale contro il Movimento 5 Stelle. Ci sarà Alberto Bianchi, il presidente della Fondazione Open, toccato di striscio nella vicenda Consip per le consulenze legali esterne alla nostra centrale acquisti della pubblica amministrazione. Ci sarà anche Marco Carrai, uno degli uomini più vicini all'ex presidente del Consiglio, per diversi mesi vicino a un incarico nella cybersecurity di Palazzo Chigi. E poi ancora l'attuale ministro per Sport Luca Lotti, indagato nel filone dell'inchiesta Consip dove sono coinvolti per favoreggiamento e fuga di notzie anche il generale dell'Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e il generale Emanuele Saltalamacchia.

Roberto Maroni.

ANSA

Poi l'ex ministro e avvocato Paola Severino, legale di Eni nell'inchiesta sulla presunta corruzione in Nigeria. Quindi l’ambasciatore statunitense John Phillips, il primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, i sottosegretari alla Giustizia Gennaro Migliore e Cosimo Ferri, i consiglieri del Csm Claudio Galoppi ed Elisabetta Casellati, la presidente della Corte d’appello di Firenze Margherita Cassano e sempre per il Pd il sindaco della città Dario Nardella.

IL CASO MARONI-LILLO. Per il centrodestra, come detto, ci sarà Maroni, esponente della Lega sotto processo a Milano per avere favorito collaboratrici ai tempi di Expo 2015 e in questi giorni alle strette con Matteo Salvini, da poco confermato segretario. Caso vuole che proprio Maroni e il suo avvocato Domenico Aiello - anche lui sarà alla cena - siano finiti in alcuni brogliacci telefonici sempre pubblicati da Lillo anni fa sul Fatto Quotidiano. «Quella inchiesta non ha prodotto ancora un solo rinvio a giudizio, ha prodotto il libro di Marco Lillo», ricorda Chirico. A Firenze ci saranno anche giornalisti, dal direttore del Foglio Claudio Cerasa a Christian Rocca direttore di Il, mensile del Sole24Ore, fino ad Antonio Polito e a Goffredo Buccini del Corriere della Sera.

NEL NOME DI PANNELLA. Il tutto si svolgerà nel nome di Pannella. «Al di là delle diverse sensibilità personali, non si può non riconoscere che Pannella sia stato un paladino ante litteram della battaglia per una giustizia giusta, sin dai tempi di Enzo Tortora», spiega. Chirico, ex radicale, lo conosceva molto bene: «Avevo vent’anni quando lo incontrai per la prima volta in via di Torre Argentina, Marco incuteva un timore reverenziale. Era bello ed elegante, una classe innata la sua», ha riportato in un suo ricordo personale lo scorso anno. Chissà cosa ne pensano i Radicali, sempre più divisi al loro interno dopo la scomparsa del leader.

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